Che fine ha fatto la gara SPC3 da 3 miliardi di euro per il rinnovo dei servizi di connettività della PA, dei servizi di telefonia fissa, servizi di sicurezza e servizi professionali nell’ambito del Sistema Pubblico di Connettività (SPC) per le Pubbliche Amministrazioni? Se lo chiedono in tanti, visto che la vecchia gara SPC2 è scaduta nel 2023 e che il nuovo bando è stato pubblicato esattamente un anno fa, ma dopo 9 proroghe da parte di Consip è ancora nel limbo senza una data certa.
Gara SPC3, nove proroghe in un anno. Perché?
Una gara da più di 3 miliardi, divisa in 7 lotti, 3 dei quali per le amministrazioni centrali e 4 multiregionali per le PA locali, che in un anno ha subito come detto ben 9 proroghe. Ma perché?
Che problemi ci sono?
Cosa blocca la gara?
La gara sta compiendo un anno ma è ancora ferma ai box, in un limbo amministrativo che lascia le aziende in una situazione di incertezza e perpetua il vecchio bando SPC2, scaduto nel 2023 e assegnato nel 2016.
Ma chi ha atteso (anni) per fare un confronto competitivo non ne può più di aspettare, anche perché l’attesa e la preparazione dei documenti – con stringenti criteri di ammissione – costa non pochi soldi in termini di consulenze, persone impegnate nella risposta amministrativa, tecnica ed economica..
L’interrogazione del deputato di FI Paolo Emilio Russo a Giorgetti e Zangrillo caduta nel vuoto. “Fatta valutazione su possibile allineamento alle tecnologie più recenti?”
Per fare luce su questa situazione paradossale si è mossa anche la politica, con una interrogazione a risposta scritta indirizzata al ministro dell’Economia e delle Finanze Giancarlo Giorgetti e al ministro della Pubblica Amministrazione Paolo Zangrillo a firma del deputato di Forza Italia Paolo Emilio Russo. Una interrogazione dello scorso 21 marzo, caduta nel silenzio e che non ha ancora ricevuto alcuna risposta. Di seguito il testo integrale dell’interrogazione del deputato di FI.
Martedì 24 marzo 2026, seduta n. 633
PAOLO EMILIO RUSSO. — Al Ministro dell’economia e delle finanze, al Ministro per la pubblica amministrazione.
— Per sapere –
premesso che:
il Sistema pubblico di connettività (Spc) garantisce alle pubbliche amministrazioni servizi essenziali di rete e connettività, indispensabili per il funzionamento ordinario degli uffici pubblici e per l’erogazione dei servizi a cittadini e imprese;
tali servizi sono stati finora assicurati tramite la convenzione SPC2, avviata nel 2015-2016 e con scadenza originaria al 25 maggio 2023. Tale termine è stato successivamente prorogato fino all’anno in corso per assicurare continuità operativa alle amministrazioni nelle more dell’espletamento della gara per la nuova convenzione SPC3 che, ad oggi, non risulta ancora conclusa;
considerati i tempi tecnici necessari per l’aggiudicazione, i collaudi, l’attivazione dei servizi e le migrazioni delle amministrazioni verso il nuovo assetto contrattuale, appare necessario comprendere quale sia la traiettoria effettiva che condurrà alla piena operatività del nuovo accordo quadro –:
quali siano i tempi entro i quali la nuova convenzione Spc3 entrerà in vigore e se sia stata effettuata una valutazione degli effetti che il ritardo nella conclusione della gara Spc3 potrebbe determinare in termini di prezzi, e in termini di qualità del servizio, in relazione al possibile mancato allineamento alle tecnologie più recenti e agli standard più avanzati richiesti dall’evoluzione infrastrutturale e digitale delle amministrazioni pubbliche.
Le conseguenze del ritardo
L’interrogazione mette in evidenza le conseguenze del ritardo nell’espletamento della gara.
Il quadro attuale dei servizi di connettività per la PA vede il mercato – nella versione datata ma sempre in vigore, di proroga in proroga, dell’SPC2 – è affidato all’80% a Fastweb-Vodafone e al 20% a TIM. Un quadro statico che con la gara SPC3, visti i criteri di gara, rimescolerà le carte con il possibile ingresso di nuovi entranti con anche l’utilizzo della rete di Open Fiber, oltre quella di Fibercop. Open Fiber che all’epoca dell’indizione di SPC2 non esisteva ma che oggi dispone di una rete in fibra FTTH capillare, presente in più di 6mila comuni.
Rischio danno erariale sui servizi di fonia nella PA
L’interrogazione dell’onorevole Russo chiede se tutta questa situazione non configuri un ipotetico danno erariale: si sta forse spendendo di più per tecnologie obsolete per la connettività della PA, con contratti ancora vivi partiti nel 2016 e progettati nel 2013?
La nuova gara SPC3 di fatto ne unisce due, una per la connettività e l’altra per la telefonia fissa. Nel corso degli ultimi anni (dopo l’assegnazione della gara di telefonia fissa nel 2017) i costi dei servizi di telefonia fissa sono scesi sensibilmente, ma oggi nella PA sono ancora in vigore quelli del listino di quasi 10 anni fa.
Eppure, le proroghe nell’ultimo anno sono state nove, comunicate peraltro in tempi strettissimi quando le aziende che vogliono partecipare alla gara sono costrette a fideiussioni milionarie in banca. La scorsa settimana l’ultima proroga. Una beffa: scadeva il 13 aprile e la proroga è stata pubblicata il 9 aprile, fino al prossimo 3 giugno.
Il tutto senza ancora una decisione definitiva sulle modalità di recepimento del DPCM del 30 aprile 2025. Ci aspettiamo una altra proroga?
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