La sfida a Siri e Alexa

OpenAI prepara il suo primo dispositivo: uno smart speaker AI senza schermo per la casa

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Secondo le indiscrezioni il prodotto sarà una sorta di computer domestico per l’era dell’intelligenza artificiale: un assistente fisico, mobile e personalizzato, capace di controllare la smart home, rispondere ai messaggi, riprodurre contenuti e usare le funzioni di ChatGPT.

OpenAI prepara il suo ingresso nell’hardware consumer. Secondo quanto riportato da Bloomberg, il primo dispositivo della società dovrebbe essere uno smart speaker mobile, senza schermo, pensato come nuovo tipo di computer domestico per l’era dell’intelligenza artificiale.

Il prodotto è ancora in sviluppo e non è stato annunciato ufficialmente. L’obiettivo, secondo le fonti citate da Bloomberg, è creare un compagno AI domestico, capace di vivere in casa e assistere l’utente nelle attività quotidiane: controllare elettrodomestici smart, riprodurre musica e contenuti multimediali, rispondere a domande, gestire messaggi e accedere alle capacità di ChatGPT.

Non sarebbe quindi un semplice speaker intelligente sul modello dei dispositivi oggi in commercio. OpenAI lo immagina come una manifestazione fisica di ChatGPT: un oggetto capace di parlare, ascoltare, comprendere il contesto e diventare progressivamente più personalizzato.

Un assistente AI più proattivo

La caratteristica centrale del dispositivo dovrebbe essere la capacità di conoscere sempre meglio il proprietario. Secondo Bloomberg, OpenAI vuole che il prodotto anticipi i bisogni dell’utente, faccia emergere informazioni utili prima che vengano richieste e diventi una sorta di “esperto” personale.

Il dispositivo potrà usare informazioni personali, come email e altri dati dell’utente, per comprendere meglio preferenze, abitudini e contesto. Avrà anche una videocamera e altri sensori per leggere l’ambiente circostante e capire cosa accade nella stanza.

Un altro elemento distintivo riguarda la parte fisica. Lo speaker dovrebbe integrare componenti meccanici capaci di muoversi autonomamente, così da dare la sensazione di un oggetto “vivo”, non semplicemente di una scatola che risponde ai comandi vocali.

La voce sarà basata su GPT-Live

Le capacità di conversazione dovrebbero poggiare su GPT-Live, una versione più avanzata della modalità vocale di ChatGPT appena introdotta da OpenAI.

GPT-Live è progettato per rendere l’interazione più naturale: può ascoltare e parlare quasi contemporaneamente, adattarsi al flusso della conversazione e processare le informazioni più rapidamente. È il tipo di tecnologia necessaria per trasformare uno speaker da semplice interfaccia vocale a compagno conversazionale.

Il dispositivo avrà una batteria ricaricabile, così da poter essere spostato da una stanza all’altra. L’utente potrà portarlo in lavanderia mentre fa le faccende, in cucina per ricevere assistenza durante la preparazione dei pasti, oppure in soggiorno o camera da letto per ascoltare musica o parlare con l’assistente. Potrà comunque restare collegato alla corrente in una stanza fissa.

La spinta di Jony Ive e degli ex Apple

Per costruire la nuova divisione hardware, OpenAI ha acquisito lo scorso anno io Products, startup cofondata da Jony Ive, storico designer di Apple, in un’operazione da 6,5 miliardi di dollari.

Anche lo studio LoveFrom di Ive sta lavorando alla nuova linea di prodotti. Il progetto coinvolge inoltre molti ex designer e ingegneri Apple che hanno contribuito a dispositivi come iPhone e Mac.

Secondo Bloomberg, OpenAI punta proprio su questa esperienza per differenziare il suo primo prodotto hardware: non solo tecnologia potente, ma un oggetto capace di apparire personale, semplice e integrato nella vita quotidiana.

Verso il lancio nel 2027 ma pesa la causa con Apple

La divisione hardware di OpenAI starebbe lavorando a circa cinque prodotti, ma il primo a essere lanciato dovrebbe essere lo speaker senza schermo. L’azienda punta a presentarlo quest’anno e a metterlo in vendita nel 2027, anche se i tempi potrebbero cambiare a causa della causa intentata da Apple.

Apple chiede infatti un’ingiunzione sull’hardware di OpenAI, che potrebbe ritardare la commercializzazione dei dispositivi. Nella causa viene citato anche Tang Tan, Chief Hardware Officer di OpenAI, cofondatore di io Products ed ex responsabile del design prodotto di iPhone. Secondo Apple, Tan avrebbe guidato una campagna per ottenere informazioni riservate sui futuri prodotti e sulle pratiche ingegneristiche della società.

OpenAI respinge le accuse. La società sostiene di non avere interesse nei segreti industriali di altre aziende e di non essere a conoscenza di prove a sostegno della denuncia. Secondo le fonti citate da Bloomberg, OpenAI ritiene che il suo speaker sia molto diverso dai dispositivi Apple oggi sul mercato e che non violi proprietà intellettuali della casa di Cupertino.

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