La soluzione

Open data, Italtel presenta a Palermo il progetto ‘Bigger Data’

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Grandi dati e dati aperti, il ruolo delle ‘informazioni’ nello sviluppo di città, community ed economie. Italtel, startup, Cnr e Università di Palermo lanciano la nuova piattaforma per valorizzare il patrimonio di dati di PA e imprese.

Un consorzio di imprese, università e centri di ricerca ha presentato a Palermo il progetto “Bigger Data”. Il mercato delle soluzioni tecnologiche (hardware e software) e delle piattaforme per la raccolta, l’elaborazione e la gestione dei grandi dati (tra cui il settore business analytics) vale già oggi 122 miliardi di dollari a livello mondiale e, secondo un recente studio IDC, entro il 2019 arriverà a toccare i 187 miliardi di dollari.

Maggiore la mole di dati a disposizione, più grande la conoscenza che se ne può trarre. Da essi si possono ottenere informazioni strategiche per la crescita e lo sviluppo di diversi mercati, di intere economie, delle stesse città. Grazie ai milioni di device connessi in uno spicchio di territorio o in un intero Paese (in Italia sono 25 milioni gli smart connected device in circolazione tra pc/mac, tablet, smartphone) si possono gestire flussi di dati continui da cui ottenere informazioni e quindi servizi da offrire al cittadino e le imprese per migliorare la qualità degli stessi e quindi la vita di chi vi abita.

Il 19 ottobre scorso a Palermo è stato presentato il progetto “Bigger Data promosso da Italtel, insieme a 3OS, Intelener e Lookout (tre startup coni sede a Palermo), con il supporto scientifico del Dipartimento dell’Innovazione Industriale e Digitale dell’Università di Palermo e del CNR ITD di Palermo.

La soluzione ideata ha l’obiettivo di valorizzare ed arricchire il patrimonio di dati resi disponibili dalle amministrazioni locali e dalle aziende con il programma “Open Data”.

Italtel, nell’ambito del progetto, ha studiato e implementato una piattaforma ICT per la trattazione dei dati aperti che ha la funzione di raccoglierli da fonti eterogenee, elaborarli e renderli disponibili “in forma strutturata per essere utilizzati da varie tipologie di utenti, che saranno in grado, tramite opportune «leve di manovra», di realizzare le proprie business application e quindi di offrire servizi tramite applicazioni su dispositivi mobili”, come i classici smartphone e tablet.

Dopo una prima fase di analisi di quello che è il panorama delle soluzioni esistenti per la valorizzazione di grosse moli di dati forniti, come si legge sul sito web ufficiale, dalle “sensor area” e dagli “open data provider“, la piattaforma “Bigger Data” lavorerà ad un ventaglio di soluzioni che permetteranno, a partire dai dati individuati, di fornire una serie di servizi focalizzati sui seguenti temi:

  • rilevazione ed elaborazione dati delle infrastrutture stradali;
  • efficienza energetica nell’ambito della illuminazione pubblica;
  • miglioramento dei servizi in mobilità per i soggetti ipovedenti.

A riguardo, anche l’Unione europea ha predisposto una piattaforma facile da utilizzare, tipo kit fai-da-te, per sviluppare gli open e big data, sia nella Pubblica Amministrazione, sia nel mondo delle imprese, col fine di implementare le ricadute positive dell’uso dei dati aperti per la società nel suo insieme e i processi produttivi.

Si chiama “Big data Europe” ed è il progetto europeo nato nel 2015 ed inserito nel programma Horizon 2020 con l’obiettivo di promuovere un modello sociale basato sulla conoscenza, la condivisione e l’innovazione, sul rafforzamento della competitività dell’economia dei 28 Stati dell’Unione, sull’ICT e sul miglioramento della qualità della vita dei cittadini.

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