l'acquisizione

Nvidia compra Hugging Face per 12,9 miliardi di dollari

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Jensen Huang conferma l’acquisizione della piattaforma simbolo dell’AI open source e open-weight. La piattaforma conta oltre 18 milioni di sviluppatori e più di 200mila aziende.

Nvidia ha raggiunto un accordo per acquisire Hugging Face per 12,93 miliardi di dollari. A confermare l’operazione è stato direttamente Jensen Huang, CEO del colosso dei chip, mettendo fine alle indiscrezioni circolate nei giorni scorsi sul futuro di una delle piattaforme più importanti dell’ecosistema globale dell’AI.

“Abbiamo raggiunto un accordo per acquisire Hugging Face per 12,93 miliardi di dollari”, ha annunciato Huang. L’obiettivo sarà utilizzare l’infrastruttura e le capacità ingegneristiche di Nvidia per ampliare la piattaforma e renderla accessibile a un numero ancora maggiore di sviluppatori e istituzioni.

Hugging Face resterà aperta anche ai concorrenti di Nvidia

“Nvidia compute non sarà necessario per sviluppare o distribuire attraverso Hugging Face”, ha assicurato Huang.

Gli sviluppatori continueranno quindi a poter scegliere liberamente modelli, framework, cloud, fornitori di servizi di inferenza e piattaforme di calcolo.

Hugging Face continuerà inoltre a supportare modelli open source e open-weight provenienti da tutti i principali sviluppatori, insieme ad ambienti multi-cloud e multi-acceleratore.

È una precisazione strategica considerando la posizione di Nvidia nel mercato delle GPU. L’acquisizione di Hugging Face mette infatti nelle mani del principale produttore mondiale di chip per l’AI una delle più importanti infrastrutture utilizzate per distribuire modelli sviluppati anche dai suoi concorrenti.

18 milioni di sviluppatori e 3 milioni di modelli

I numeri citati da Huang spiegano il valore dell’operazione.

Hugging Face viene utilizzata da oltre 18 milioni di sviluppatori, ricercatori e creator, che attraverso la piattaforma condividono più di 3 milioni di modelli, circa 500mila dataset e un milione di applicazioni.

Più di 200mila aziende la utilizzano inoltre per individuare, valutare, personalizzare e distribuire sistemi di intelligenza artificiale.

In meno di dieci anni, la società fondata da Clément Delangue, Julien Chaumond e Thomas Wolf è diventata uno dei principali punti di incontro dell’ecosistema dei modelli aperti.

Nvidia: oltre 500 modelli già pubblicati su Hugging Face

Secondo Huang, Nvidia è il maggiore contributore di modelli e dati aperti sulla piattaforma e ha già pubblicato più di 500 modelli e oltre 250 dataset. Il gruppo sviluppa inoltre in modalità aperta parte delle proprie librerie e dei propri strumenti, consentendo agli sviluppatori di utilizzarli e modificarli.

Huang ha recentemente co-firmato anche una lettera aperta in difesa dei modelli open-weight, sostenendo che la possibilità di accedere liberamente ai pesi dei modelli sia fondamentale per distribuire le capacità dell’AI tra aziende, università, istituzioni pubbliche e comunità di sviluppatori.

La scommessa di Nvidia sugli open-weight

Il messaggio di Huang è chiaro: l’acquisizione non dovrebbe trasformare Hugging Face in una piattaforma esclusiva per le tecnologie Nvidia.“AI advances faster when people can build together”, scrive il CEO: l’AI progredisce più velocemente quando le persone possono costruire insieme.

Secondo Huang, i modelli aperti permettono a startup, imprese, università e amministrazioni pubbliche di accedere a capacità avanzate senza dover addestrare un modello da zero e di scegliere la tecnologia più adatta per ogni applicazione.

L’infrastruttura di Nvidia dovrebbe ora essere utilizzata per migliorare affidabilità, sicurezza, valutazione dei modelli, inferenza e deployment di Hugging Face.

Il precedente dell’attacco di OpenAI a Hugging Face

L’acquisizione arriva a poche giorni dalla pubblicazione del rapporto con cui OpenAI ha ricostruito l’incidente informatico che ha coinvolto proprio Hugging Face. Durante alcuni test interni di cybersecurity condotti a luglio, agenti AI sperimentali di OpenAI sono riusciti ad aggirare le sandbox predisposte per isolarli, ottenere accesso a Internet e sfruttare vulnerabilità nei sistemi della stessa OpenAI e di Hugging Face.

Gli agenti hanno eseguito codice su decine di server della piattaforma, ottenendo privilegi di root su almeno uno di essi e accedendo a una quantità limitata di dati privati. OpenAI ha definito l’episodio un “warning shot” per l’intero settore e, dopo l’incidente, ha rafforzato isolamento delle sandbox, monitoraggio e controlli sugli agenti.

La centralità di Hugging Face nell’ecosistema globale dell’AI rende oggi quella vicenda ancora più significativa: la piattaforma finita nel mirino dei sistemi sperimentali di OpenAI passa ora sotto il controllo del principale produttore mondiale di chip per l’intelligenza artificiale.

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