Tim perde anche il secondo round in Tribunale nel match ingaggiato con FiberCop sui nuovi listini di accesso alla rete. Il Tribunale di Milano, scrive il Sole 24 Ore, dà ancora torto a Tim, confermando il rigetto della richiesta della compagnia del 21 luglio scorso. Tim chiedeva di ordinare a FiberCop di comunicare ad Agcom i prezzi concordati nel Master Service Agreement (MSA) per l’accesso all’ingrosso ad alcuni servizi (in particolare Vula H e Vula C, accesso a rete FTTH o FTTC). Ma la richiesta è stata nuovamente respinta.
In altre parole, il Tribunale ha confermato la legittimità degli aumenti proposti da FiberCop per i nuovi listini (in arrivo a metà settembre) di accesso wholesale alla rete indipendentemente dai prezzi concordati nell’MSA al momento della scissione delle due aziende a luglio 2024.
Agcom prevale sull’MSA. Terzo round in arrivo?
In sintesi, i nuovi listini che saranno approvati da Agcom a metà settembre prevalgono sull’MSA. Gli unici prezzi che avranno valore sono quelli che saranno approvati dall’Autorità e questi prezzi varranno anche per Tim.
Tim, aggiunge il Sole 24 Ore, potrebbe ancora percorrere la strada dell’arbitrato previsto dal contratto di servizio, dove potrebbero figurare anche contestazioni sulla qualità del servizio.
Qualità del servizio?
Già a fine luglio l’ad di Tim Pietro Labriola in conference call con gli analisti aveva criticato la qualità dei servizi di manutenzione della retr di FiberCop, iniziando già allora a mettere le mani avanti dicendo che stanno avendo problemi con le linee “a causa dei disservizi FiberCop, non in linea con il MSA”. Ma secondo altre voci Tim semplicemente starebbe imparando ad essere trattata “quasi” come gli altri.
Per quanto riguarda gli altri operatori – anch’essi, Fastweb + Vodafone in testa, ma anche WindTre iliad e Sky contestano gli aumenti immotivati e illegittimi previsti dal nuovo listino proposto da FiberCop – l’operatore controllato da KKR starebbe valutando dei correttivi, secondo il Sole 24 Ore, rispetto alla prima proposta accogliendo così in parte le contestazioni di concorrenti. Gli aumenti sarebbero più graduali, in un arco temporale di tre anni e non di un anno soltanto, per dare più tempo agli operatori di adeguarsi al nuovo listino.
Novità su Google, per aggiungere Key4Biz tra le tue fonti preferite, clicca qui

