Key4biz

Nuovo Down per le piattaforme di casa Facebook: cosa è successo

social-regole-par-condicio

Ci risiamo. Anche stavolta è stato #WhatsAppDown. O, meglio, anche #Facebookdown e #InstagramDown. Tutte le App di casa Zuckerberg down in pochi minuti ieri pomeriggio: e per un bel po’ sono continuati i problemi. Le tre piattaforme social hanno presentato difficoltà nel caricare foto, messaggi vocali e videomessaggi, in privato e nei gruppi. Il disservizio ha riguardato tutta Europa ed è stato segnalato sui social da molti utenti, facendo balzare all’istante l’hashtag #whatsappdown tra quelli di tendenza, al numero 1 in assoluto: un trend mondiale, che ha registrato circa 66.185 Tweet in un’ora. Migliaia, sempre in poco più di sessanta minuti, le segnalazioni di malfunzionamento anche sul sito DownDetector, che monitora App, siti e social network.

Spontaneo il pensiero è corso a Telegram: l’Applicazione che in genere, in questi casi, ha più da guadagnare rispetto anche ad altre App o forme di comunicazione social alternative a quelle di casa Zuckerberg.

L’ultima volta neppure quattro mesi fa: lo scorso 13 marzo, infatti, WhatsApp, Facebook e Instagram hanno subito dei malfunzionamenti. Il down non coinvolse in modo totale App e piattaforme, tuttavia impedì agli utenti di compiere alcune attività, come l’invio di file multimediali o il caricamento di foto nel proprio profilo. Le persone però trovarono subito un canale alternativo per comunicare.

Infatti, proprio durante il #WhatsAppDown, l’App di messaggistica Telegram si portò a casa ben tre milioni di nuovi utenti. Così, mentre Mark Zuckerberg si disperava in cerca di una soluzione, sul viso di Pavel Durov, CEO di Telegram, era stampato un sorriso soddisfatto. Il malfunzionamento durò meno di ventiquattro ore, ma tanto bastò per consentire a molti consumatori di affidarsi a un’alternativa, stabile e sicura, per messaggiare. Tre milioni, appunto, i nuovi utenti registratisi all’App per l’occasione. L’annuncio arrivò dallo stesso Canale di Pavel Durov, il 14 marzo: «Vedo 3 milioni di utenti iscrittisi a Telegram nelle ultime 24 ore. Bene. Abbiamo una privacy vera e spazio illimitato per tutti».

Naturale che, anche ieri, il pensiero sia corso ai potenziali nuovi utenti che l’ennesimo down delle piattaforme avrebbe potuto portare direttamente a Telegram. Io stessa mi sono «lanciata» in un tweet, ripreso dalla rete: «Ogni volta che è #whatsappdown (e #facebookdown) #Telegram e @durov guadagnano migliaia di nuovi utenti». Anche Mondo 3, testata seguitissima dagli appassionati di digitale, lo ha rilanciato nel suo pezzo sul tema del momento, così come Tecnogazzetta.it.

I dialoghi più interessanti arrivano comunque direttamente dagli account ufficiali della piattaforma. Pur non essendosi ancora sbottonati, com’è ovvio, su un eventuale incremento di utenti, degna di nota è la viralità con cui la rete ha iniziato a twittare a Telegram chiedendo opinioni sul #whatsappdown e mettendo a confronto le due piattaforme. Significativa, in particolare, la conversazione nata tra alcuni utenti e Telegram Messenger. Elkhayat chiede: «E allora, Telegram, quanti nuovi utenti avete guadagnato sin qui?». «All’incirca da zero a parecchi», dicono ironici come sempre. «Non siamo mai stati bravi a contare». «Perché Facebook, WhatsApp e Instagram hanno sempre problemi e voi no?», incalza Mahmoud Hani. «I server di Telegram sono distribuiti», rispondono loro, «e per questo ci vuole un evento piuttosto significativo per far andare Telegram down». Infine, la chiusa scherzosa: «Non ho guardato abbastanza Star Trek per capire i rumors tecnologici però», con tanto di GIF allegata in tema Star-Trek. Guarda caso proprio nel giorno in cui – altra notizia, diffusa dal canale Telegram Geeks – si è detto che sarebbero in arrivo gli stickers animati.

Analogamente, un altro utente fa notare come «@telegram viene in soccorso» in casi del genere. «Sono solo un’App di messaggistica», twitta Telegram, «non un supereroe, ma farò del mio meglio per salvare la situazione». E in questo contesto non stupiscono i ringraziamenti. Come quelli di Karla Laìnez: «Cari @telegram e @Twitter, grazie per la vostra stabilità». La risposta, sempre scherzosa come da loro stile? «Sono stabile solo finché gli snack non si esauriscono, poi mi arrabbio», dicono, per concludere poi: «Per fortuna i nostri server non hanno bisogno di spuntini, solo lodi di routine».

E lodi siano, dunque, in attesa di conoscere dati ufficiali.

Exit mobile version