AI e lavoro

Nuova Zelanda, 9mila licenziamenti nella PA: il Governo vuole risparmiare 2,4 miliardi con l’AI

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Il Governo neozelandese vuole eliminare circa il 14% dei posti nella pubblica amministrazione e rendere l’adozione dell’intelligenza artificiale una “aspettativa di base” per gli enti pubblici. Obiettivo: risparmiare 2,4 miliardi di dollari in quattro anni.

La Nuova Zelanda prepara una delle riorganizzazioni più radicali della propria pubblica amministrazione, mettendo l’intelligenza artificiale al centro del nuovo funzionamento dello Stato. Il Governo prevede di eliminare circa 9mila posti nel settore pubblico, pari a circa il 14% dell’organico attuale, all’interno di un piano che combina tagli, accorpamenti, budget più rigidi e adozione accelerata di strumenti digitali.

A presentare la linea è stata il ministro delle Finanze Nicola Willis, che ha criticato una macchina pubblica giudicata troppo frammentata, lenta nell’adozione del cloud e ancora troppo prudente verso l’AI. Secondo Willis, la Nuova Zelanda conta oggi 39 dipartimenti e ministeri, molti più dei 16 dell’Australia e dei 24 del Regno Unito. Una struttura considerata inefficiente e non più adeguata a sostenere servizi pubblici moderni, più rapidi e meno costosi.

L’AI come “aspettativa di base” nella pubblica amministrazione

Il punto più rilevante del piano è il ruolo assegnato all’intelligenza artificiale. Il Governo vuole incaricare il Chief Digital Officer di rendere l’adozione dell’AI una “aspettativa di base” per tutti gli enti pubblici. Non più quindi una sperimentazione limitata a singoli uffici, ma una componente ordinaria del lavoro amministrativo.

Willis ha citato come esempio un test condotto negli ospedali, dove uno strumento di trascrizione automatica avrebbe ridotto il tempo speso dai medici nella compilazione delle note cliniche. È il tipo di applicazione che il Governo intende estendere: strumenti capaci di automatizzare attività ripetitive, ridurre tempi amministrativi e liberare risorse.

Tagli e risparmi: obiettivo 2,4 miliardi di dollari

Il piano punta a generare risparmi per 2,4 miliardi di dollari neozelandesi, circa 1,4 miliardi di dollari statunitensi, nell’arco di quattro anni. Per raggiungere questo risultato, il Governo prevede la riduzione dei dipartimenti, il controllo più stretto dei budget, il ricorso a strumenti digitali e l’eliminazione di migliaia di posti.

È una scelta politicamente delicata, perché pochi Governi hanno finora collegato in modo così esplicito il ridimensionamento della pubblica amministrazione all’automazione e all’AI. Nel settore privato, invece, il fenomeno è già evidente: aziende come Cisco, Cloudflare, Atlassian, Meta e Arctic Wolf hanno giustificato parte dei tagli con la necessità di adattarsi all’era dell’intelligenza artificiale.

La differenza è che, in questo caso, il soggetto non è una big tech o una società quotata, ma lo Stato. E quando l’automazione entra nella pubblica amministrazione, il tema non riguarda solo produttività e costi, ma anche qualità dei servizi, accesso dei cittadini, trasparenza, responsabilità e tenuta sociale.

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