Newcleo annuncia quotazione al Nasdaq tramite SPAC da 2,4 miliardi per il nucleare avanzato
Newcleo accelera verso Wall Street e sceglie il Nasdaq per finanziare la prossima fase della sua crescita nel nucleare avanzato. La società francese fondata da manager e scienziati italiani ha annunciato la firma di un accordo definitivo con NewHold Investment Corp III, una Spac già quotata negli Stati Uniti (una società di acquisizione a scopo speciale, che non ha business, non ha attività, non vende prodotti), per un’aggregazione societaria che porterà il gruppo a debuttare sul listino tecnologico americano con il ticker “NWCL”.
Un’operazione che assegna a newcleo una valutazione pre-money di circa 2,4 miliardi di dollari, secondo quanto riportato da Teleborsa, e che rappresenta uno dei più rilevanti passaggi finanziari europei nel settore dell’energia nucleare degli ultimi anni.
L’operazione dovrebbe garantire fino a 429 milioni di dollari di nuovi capitali lordi. La raccolta sarà composta da 220 milioni di dollari provenienti da una PIPE (Private Investment in Public Equity) e fino a 209 milioni di dollari custoditi nel trust account della Spac americana, prima di eventuali riscatti degli azionisti e delle spese legate alla transazione.
La PIPE, che secondo le società coinvolte ha registrato richieste superiori all’offerta disponibile, è stata sottoscritta a 10 dollari per azione e prevede l’emissione di 22 milioni di nuove azioni ordinarie.
Il closing dell’operazione entro il 2026
A sostenere l’operazione sono investitori strategici e istituzionali di primo piano, insieme ad alcuni soci storici che hanno deciso di rafforzare la propria presenza nel capitale. Newcleo aveva già raccolto oltre 150 milioni di dollari negli ultimi dodici mesi attraverso round privati precedenti alla PIPE, portando il totale dei capitali raccolti dalla nascita della società, avvenuta nel 2021, a circa 780 milioni di dollari.
Con il completamento della fusione e la quotazione al Nasdaq, la raccolta complessiva supererà il miliardo di dollari, una soglia simbolica e industriale che consolida la credibilità internazionale del progetto.
Il closing dell’operazione è atteso nella seconda metà del 2026, dopo l’approvazione degli azionisti e il completamento delle procedure regolamentari. I consigli di amministrazione di entrambe le società hanno già approvato all’unanimità la transazione. L’attuale management di newcleo continuerà a guidare il gruppo anche dopo la quotazione, mentre gli azionisti esistenti conferiranno integralmente le proprie partecipazioni.
Energia nucleare di nuova generazione con i rattori raffreddati a piombo
Dietro l’operazione finanziaria c’è una strategia industriale che punta a posizionare newcleo tra i protagonisti globali della nuova generazione di energia nucleare. La società sviluppa reattori modulari avanzati raffreddati a piombo, i cosiddetti LFR (Lead-cooled Fast Reactors), alimentati con combustibile MOX ottenuto dal riprocessamento di scorie e materiali nucleari esistenti.
Una tecnologia che promette di combinare sicurezza, riduzione dei rifiuti radioattivi e maggiore indipendenza energetica.
Il gruppo dispone già di una struttura operativa significativa: oltre 900 dipendenti distribuiti in 16 uffici in sette Paesi, un portafoglio di 31 famiglie di brevetti e attività industriali che hanno generato nel 2024 circa 80 milioni di dollari tra ricavi, altri proventi e introiti finanziari. Numeri che distinguono newcleo da molte altre startup del nucleare avanzato ancora ferme a una fase puramente sperimentale o progettuale.
La leadership dell’azienda rappresenta uno degli elementi che più hanno attirato l’attenzione degli investitori internazionali. A guidare il progetto è Stefano Buono, fisico formatosi al CERN accanto al premio Nobel Carlo Rubbia e già protagonista di una delle più importanti storie imprenditoriali europee nel biotech nucleare. Buono aveva infatti fondato Advanced Accelerator Applications, quotata al Nasdaq nel 2015 e successivamente acquisita da Novartis nel 2018 per 3,9 miliardi di dollari. Con lui figurano Luciano Cinotti, tra i massimi esperti mondiali di reattori veloci e già presidente del Comitato direttivo LFR del Generation IV International Forum, ed Elisabeth Rizzotti, anch’essa con esperienze al CERN e nella consulenza manageriale e bancaria internazionale.
La scelta del Nasdaq non è casuale. Gli Stati Uniti restano il mercato finanziario più profondo e ricettivo per le tecnologie energetiche innovative, soprattutto in una fase in cui il nucleare sta tornando al centro delle strategie industriali occidentali.
Guerre e incertezza energetica riportano in auge il nucleare
Nonostante l’evidente incertezza in termini di tempistiche, costi e sostenibilità, l’energia atomica viene oggi considerata da molti governi una componente indispensabile della transizione energetica, sia per raggiungere gli obiettivi climatici sia per garantire sicurezza degli approvvigionamenti.
Le tensioni geopolitiche degli ultimi anni hanno accelerato questa inversione di tendenza. La guerra in Ucraina e la crisi del gas russo hanno mostrato la vulnerabilità energetica europea, mentre i conflitti in Medio Oriente e la crescente competizione tra Stati Uniti e Cina stanno spingendo governi e investitori a privilegiare tecnologie capaci di assicurare produzione elettrica stabile, indipendenza strategica e basse emissioni. In questo contesto, il nucleare avanzato e i piccoli reattori modulari stanno attirando miliardi di investimenti pubblici e privati in Europa, negli Stati Uniti e in Asia.
Anche in Italia il dibattito è cambiato radicalmente rispetto agli anni successivi ai referendum anti-nucleari. Il governo ha riaperto il confronto sulla possibilità di utilizzare nuove tecnologie atomiche di quarta generazione, considerate più sicure e flessibili rispetto agli impianti tradizionali. L’interesse crescente delle grandi utility europee, insieme alla necessità di sostenere l’elettrificazione dell’economia e l’espansione dei data center legati all’intelligenza artificiale, sta creando un terreno favorevole per operatori come newcleo.
La quotazione al Nasdaq rappresenta dunque molto più di una semplice operazione finanziaria. Per newcleo è il passaggio necessario per trasformarsi da startup tecnologica europea a player industriale globale, con le risorse necessarie per accelerare ricerca, licensing e sviluppo commerciale dei propri reattori. Per il mercato, invece, è il segnale che il nucleare avanzato sta entrando in una nuova fase di maturità industriale e finanziaria.
Nessun progetto è stato completato in Europa nei tempi previsti e altri problemi con il nucleare
Nucleare è bello? Forse è buono per il mercato, sicuro molto meno. Terreno scivoloso di scontro politico, il nucleare non offre risposte certe a questioni chiave come la sicurezza e la sostenibilità. Di fatto, come illustrato da un documento molto chiaro della Banca d’Italia del 2025, negli ultimi anni si è assistito a una ripresa degli investimenti, che hanno raggiunto nel 2023 oltre 65 miliardi di dollari (nel 2018 erano pari a 40 miliardi), contro 480 miliardi destinati al solo fotovoltaico. Degli investimenti in nucleare, 42 miliardi erano dedicati alla costruzione di nuovi reattori e il resto alla manutenzione ed estensione della vita utile degli impianti esistenti.
Secondo la International Energy Agency – IEA (2025), nel 2025 è previsto un picco della produzione di energia elettronucleare, con il riavvio dei reattori giapponesi (fermati dopo l’incidente di Fukushima Daiichi), la fine dei lavori di manutenzione in diversi impianti francesi, nonché l’avvio di nuove centrali in Cina, India e Corea (62 centrali in costruzione che aggiungerebbero 64,4 GW di potenza al totale di 377 GW di capacità elettronucleare installata nel mondo). In Europa vi sono tre impianti in costruzione, e altri due in progettazione, che hanno subito numerosi ritardi e aumenti dei costi. A questi si aggiungono due unità recentemente connesse alla rete (Olkiluoto in Finlandia e Flamanville in Francia).
A livello globale la IEA prevede un ulteriore aumento degli investimenti negli anni futuri. Secondo lo scenario di base presentato nel World Energy Outlook 2024 questi dovrebbero aumentare da 65 a 70 miliardi di dollari all’anno tra il 2023 e il 2030.
La domande è: quale politica o strategia rende come “accettabili”, per noi e la prossima generazione, gli elevatissimi costi, i pericoli insisti nel nucleare e il problema serissimo dello smaltimento delle scorie?
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