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#Storie: ritratto di Simona, ‘femmina’ nonostante un lavoro da ‘maschio’

Italia


Innsolannece !“, disse una voce alle mie spalle.

E subito dopo: «Vado pazza per i profumi, ne faccio la collezione!».

Per fortuna, perché così capii che aveva riconosciuto il profumo che mio padre mi aveva regalato a Natale.

Solo dopo ci siamo presentate.

Un vero scoop, credetemi, perché non c’eravamo mai rivolte la parola prima, anche se ci si vedeva tre volte alla settimana da un paio di anni.

Simona è magazziniera in uno dei tre supermercati del mio quartiere.

La “SIR“.

Quando ha aperto la pronunciavo all’inglese, storcendomi la bocca e provocando l’incredulità dei miei interlocutori o risate pazzesche.

SIR, invece si pronuncia SIR, S-I-R come ACE, la varechina o il suo omonimo succo di frutta si pronunciano entrambe A-C-E e non E-I-S

Eppure è semplice, noo?  

 

#Storie è una rubrica curata da Fabienne Pallamidessi e dedicata all’“Internet della gente”.
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A proposito, vi ricordate della ballerina di Flashdance?

Secondo me, quella fascinosa metalmeccanica è uno dei modelli di Simona, come sono anche convinta che adori John.

No, no, non Travolta.

Tornate a ritroso nel tempo… 

Se vi dico John, a chi pensate?

Malkovich ?

Cinefili sofisticati voi siete …

Come?

Sì, lei, sì… coraggio, ha indovinato!

Si tratta effettivamente del solo, dell’unico, del più grande cow-boy di tutti i tempi, eternamente maldestro con le donne, ma che con un semplice sguardo sapeva ridare fiducia a un intero convoglio di poveri cittadini spaventati e trasformarli in un nanosecondo in fieri e coraggiosi pionieri pronti a morire per la loro comunità!

Signore e signori, John non può essere altro che JOHN WAYNE, il magnifico!

Che c’entra?

Si vede che non avete mai avuto l’occasione di incrociare Simona mentre afferra con un gesto preciso e vigoroso uno scatolone di 12 bottiglie di olio d’oliva, di polpa di pomodori o di detersivi come se una minaccia planasse sul negozio, lanciare un’occhiata circospetta per assicurarsi che il passaggio sia libero, accatastare la merce come se costruisse una barricata… poi ammirare la sua opera con la stessa aria soddisfatta di John, quando al tramonto, tutti i cow-boy sono finalmente riuniti attorno al fuoco.

 

John ai tempi del Big Trail, nel 1930.

«Uno fico nel 1930?!», mia figlia di sedici anni non riusciva a crederci, così siamo andate a esplorare www.classicfilmguru.wordpress.com … un blog davvero affascinante.

Pensate che l’attrice-copertina di marzo è Lilian Gish

No, non vi dirò chi è, perché quella bella ragazza merita che andiate a scoprirlo da soli e poi…. devo finire il ritratto di Simona !

… Bel fisico (…per forza con tutto quello che porta su e giù dalla mattina alla sera…), Simona lavora in T-shirt e pantalone da tuta neri o blu scuro sotto un camice da lavoro bianco sempre rigorosamente aperto, ma appena è abbronzata, porta T-shirt bianche con la manichetta arrotolata come Tom Cruise in Top Gun.

E’ una “giusta” Simona!

I capelli biondi mesciati e piastrati, spesso trattenuti da una biro, fanno da cornice al viso perfettamente truccato.

Gli costerà un’ora di sonno, ma il risultato è assolutamente notevole: pelle luminosa e unita, blush sui zigomi nuance «cappuccino» che sublima il colore degli occhi, sottolineati di nero con l’eyeliner… ma è la bocca il suo capolavoro!

Come spiegarvi?

Sulle labbra dal rossetto opaco, beige o nocciola, contornate da matita marron, Simona si disegna un cuoricino, trasformando con maestria la nostra ribelle in… geisha.

Ah, les femmes !

Dimenticavo: quando ha un minuto libero, esce per fumare accanto ai carrelli, generalmente da sola.

Bellaaaa, Simona! Bellaaa… 

 

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