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#eJournalism, allarme privacy: droni in volo anche per il gossip, spiata Beyoncé

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Utilizzati finora soltanto in maniera sperimentale o in alcune occasioni particolari, come recentemente nel caso del ciclone sulle Filippine, i droni cominciano a far capolino anche nella cronaca ”normale” e a provocare nuovi problemi sul fronte della privacy.

Come racconta il New York Magazine, dei droni sono stati utilizzati per riprendere di nascosto alcune star, come Beyoncé a Coney Island e Tina Turner in Svizzera.

 

La FAA, la struttura di controllo del volo civile in Usa, permette per ora di sperimentare i droni solo alle aziende produttrici e ad enti pubblici come le forze dell’ordine, ma – commenta il NYMag – in futuro potrebbe allentare le restrizioni per includere anche le redazioni giornalistiche.

 

Nabiha Syed, avvocato esperto nel campo del Primo Emendamento (quello relativo alla libertà di espressione) ritiene ”improbabile” che le star possano accettare di avere un nugolo permanente di telecamere che volano sopra le loro teste. Comunque, ha detto al Times, “l’idea della privacy non è nuova. L’abbiamo affrontata con le tecnologie più recenti, come gli smartphone, e non c’è bisogno di nuove leggi in questa fase”.

 

Anche se le leggi esistenti non hanno impedito ai paparazzi dal brulicare sulla terra. In questo caso però, forse ci saranno maggiori restrizioni sull’uso di oggetti volanti che possono cadere dal cielo in qualsiasi momento.

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