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Roaming internazionale: la questione dei costi approda al Parlamento europeo

Europa


La questione del costo eccessivo dei servizi di roaming internazionale è approdata al Parlamento europeo, rilanciata dall’eurodeputato Giovanni Pittella (PSE).

I servizi di roaming consentono ai consumatori che si trovano all’estero di usufruire degli stessi servizi voce e dati che utilizzano normalmente nel proprio Paese.

Il loro costo, tuttavia, è da rivedere, dice l’on. Pittella, per salvaguardare gli “interessi di tutti gli attori coinvolti nel mercato della telefonia mobile dai consumatori finali che aspirano a servizi offerti dal proprio operatore anche all”estero, all”industria, che deve operare in un ambiente favorevole agli investimenti”.

Una questione quanto mai urgente, vista l’importanza riservata in ambito europeo alla telefonia mobile, considerata il motore dell’intero mercato delle telecomunicazioni.

Tutti gli operatori europei hanno infatti sostenuto ingenti investimenti per dar vita a nuovi servizi avanzati, da cui si aspettano un notevole ritorno economico.

Gli utenti, da canto loro, hanno più volte manifestato le loro perplessità sui costi di alcuni servizi mobili e senza interventi chiari e rapidi, il loro malcontento potrebbe tradursi in una quanto mai dannosa contrazione della domanda.

Ecco perché, continua l’europarlamentare socialista, lo sviluppo della società della conoscenza e i vantaggi per il consumatore finale, “devono andare di pari passo con lo sviluppo dei nuovi servizi mobili offerti oggi dall”industria” e devono maturare in un ambiente regolamentare che risponda agli interessi dei consumatori, mantenendo come priorità gli obiettivi della crescita dell”industria europea.

I servizi di roaming, in particolare, sono essenziali per unificare ulteriormente l’Europa e i suoi cittadini anche dal punto di vista del futuro sviluppo di un mercato che ha bisogno di una forte concorrenza tra le imprese.

Agire in questa direzione avrà effetti positivi sia sugli investimenti che sulla qualità dei servizi offerti ai consumatori finali.

Su questo punto ha insistito anche Fabio Colasanti, direttore generale per la Società dell”informazione della Commissione europea, secondo il quale “le scelte a tutela del consumatore devono avvenire nel quadro degli obiettivi fissati dal nuovo quadro europeo delle tlc” e, soprattutto, “senza trascurare gli investimenti fin qui effettuati sul mercato delle telecomunicazioni”.

Il problema dei costi del roaming internazionale era stato sollevato nelle scorse settimane anche dal Commissario europeo per la Società dell”informazione, Viviane Reding, secondo cui per lo sviluppo dell’industria delle telecomunicazioni, è essenziale non tanto la disponibilità delle infrastrutture, quanto il loro corretto utilizzo.

In ogni caso, tutti i Paesi dell’Unione sono monitorati costantemente, perché secondo la Commissione non esistono, in questo momento, situazioni ottimali.

Già nel 2002, il Commissario Mario Monti aveva definito una priorità il roaming, affermando che la Commissione intendeva intraprendere un”azione concreta”.

“Il numero degli abbonati mobili nell’Unione europea è enorme” ha spiegato Monti  “e l’81% dei cittadini europei possiede un cellulare. In alcuni Stati membri, la penetrazione arriva anche al 90%.

Gli europei, inoltre, viaggiano sempre di più e gli utenti usano il loro cellulare all’estero così come nel loro Paese. Gli alti prezzi del roaming internazionale, tuttavia, hanno reso l’uso del cellulare all’estero molto costoso e queste tariffe sono in netto contrasto con quelle applicate per le chiamate domestiche. Spero che la nostra condotta contribuisca a correggere questo stato di cose¿.

Ad agosto, poi, gli uomini del Commissario, hanno avviato agli operatori britannici Vodafone e mm02 delle ‘liste di obiezioni’ relative alle tariffe di roaming internazionale praticate all’ingrosso, annunciando interventi simili in tutta Europa.

Le tariffe applicate dai due operatori britannici, secondo la Commissione, sono “svantaggiose per i consumatori stranieri che si trovano in Gran Bretagna”.

I prezzi, secondo le indicazioni di Bruxelles, dovrebbero essere corretti al ribasso, in futuro, grazie alla rete delle autorità nazionali per la concorrenza, creata nel 2003, e agli eventuali interventi delle singole Autorità che potranno stabilire se ci sono operatori che hanno un potere di mercato significativo, e intervenire di conseguenza per ridurre le tariffe eccessive.

Interventi che potrebbero essere preceduti da una presa di coscienza degli operatori stessi dettata proprio dalla determinazione della Commissione europea.

In ogni caso l’esecutivo Ue ha sottolineato che “anche grazie al lavoro della Commissione Ue, dal settembre 2003 i prezzi hanno fatto registrare una tendenza al ribasso”.

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Alessandra Talarico

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