Netflix ha raggiunto un accordo per acquisire la startup di AI cinematografica InterPositive, fondata dall’attore e regista Ben Affleck. L’operazione potrebbe arrivare a valere fino a 600 milioni di dollari, anche se secondo fonti vicine al dossier la cifra iniziale pagata in contanti sarebbe inferiore al tetto massimo indicato.
Il valore finale dell’acquisizione dipenderà infatti dal raggiungimento di determinati obiettivi di performance. In questo caso gli azionisti della società potrebbero ricevere ulteriori compensi, trasformando comunque l’operazione in una delle più rilevanti acquisizioni nel campo dell’AI mai realizzate da uno studio hollywoodiano.
InterPositive: la tecnologia sviluppata dalla startup
InterPositive ha sviluppato una suite di tecnologie di intelligenza artificiale pensate per intervenire sulle riprese già effettuate. Gli strumenti permettono ai registi di modificare elementi visivi presenti nelle scene — come oggetti indesiderati, dettagli ambientali o parti dell’inquadratura — senza dover ricorrere a nuove riprese.
Queste tecnologie consentono quindi di intervenire in post-produzione con maggiore precisione e con costi potenzialmente inferiori rispetto alle tecniche tradizionali. Alcuni strumenti della piattaforma sono già stati utilizzati dal regista David Fincher in una produzione con protagonista Brad Pitt.
Netflix e la corsa delle piattaforme all’AI
L’acquisizione si inserisce in una competizione sempre più intensa tra le grandi piattaforme di intrattenimento per integrare l’AI nei processi creativi e produttivi. L’obiettivo è duplice: ridurre i costi di produzione e migliorare la qualità tecnica dei contenuti.
Amazon, ad esempio, ha già creato team dedicati allo sviluppo interno di tecnologie AI applicate al cinema e alle serie televisive. Disney, invece, ha avviato partnership tecnologiche con OpenAI per sperimentare nuove soluzioni nella produzione audiovisiva.
Le preoccupazioni dell’industria cinematografica
Parallelamente, la diffusione di questi strumenti continua ad alimentare timori tra lavoratori e creativi dell’industria cinematografica. Molti professionisti temono che le nuove tecnologie possano ridurre le opportunità lavorative o utilizzare opere esistenti per addestrare modelli di AI senza adeguata compensazione economica.
Il tema è emerso con forza negli ultimi anni anche durante gli scioperi di attori e sceneggiatori a Hollywood, dove l’uso dell’intelligenza artificiale è diventato uno dei punti centrali delle trattative tra sindacati e studios.
Netflix compra InterPositive: la posizione di Ben Affleck
Secondo Ben Affleck, tuttavia, InterPositive non nasce per sostituire il lavoro creativo dei registi. L’obiettivo sarebbe piuttosto quello di offrire uno strumento di supporto ai cineasti.
L’AI sviluppata dalla startup, spiega il fondatore, richiede materiale girato direttamente dai creatori per addestrare i sistemi e non genera film autonomamente. Inoltre non utilizza contenuti senza autorizzazione, presentandosi come un’evoluzione tecnologica del processo cinematografico più che come un sostituto della creatività umana.
