Audience, gli OTT entrano nel JIC: Netflix, Amazon, Disney e YouTube nella governance di Audicom
È un cambiamento storico nel settore dei media: per la prima volta in Europa gli OTT accettano in Italia di farsi monitorare da un soggetto terzo, Audicom. Netflix, Amazon, Disney e Google/YouTube saranno rappresentate nel nuovo Consiglio di amministrazione di Audicom, il Joint Industry Committee (JIC) italiano che misura i consumi editoriali digitali e print. Un passaggio destinato ad aprire una nuova fase nella rilevazione del pubblico e, di conseguenza, nella distribuzione degli investimenti pubblicitari tra editoria, web, streaming e connected Tv.
L’Assemblea straordinaria di Audicom ha approvato il nuovo Statuto e l’ingresso nella compagine sociale di Anitec-Assinform, l’associazione di Confindustria che rappresenta il settore ICT e che nel nuovo assetto porterà all’interno del JIC la rappresentanza delle principali piattaforme digitali.
Accanto ai soci storici UPA, UNA, Fedoweb e FIEG, entra così un nuovo soggetto che rappresenterà direttamente il mondo degli Over The Top. Netflix, Amazon, Google/YouTube e The Walt Disney Company Italia saranno rappresentate anche nel nuovo Consiglio di amministrazione.
Il nuovo Cda si insedierà il 14 settembre 2026 e procederà all’attribuzione delle cariche sociali, compresa la nomina del nuovo amministratore delegato. L’Assemblea ha intanto confermato Marco Travaglia, espressione di UPA, alla presidenza e nominato vicepresidenti Letizia Pizzi per Anitec-Assinform, Pier Paolo Cervi per Fedoweb, Uberto Fornara per FIEG e Marco Girelli per UNA.

Che cos’è un JIC e perché quello italiano è più rappresentativo del mercato digitale
Il cambiamento riguarda innanzitutto la governance, ma ha implicazioni che vanno ben oltre la composizione societaria. Un JIC, Joint Industry Committee, è infatti un organismo nel quale sono rappresentate le diverse componenti del mercato dei media e della pubblicità: editori ed emittenti, aziende che investono in advertising e agenzie e centri media.
Il principio è quello del controllo incrociato: la misurazione delle audience non viene affidata a una singola categoria di operatori, ma costruita attraverso regole e metodologie condivise tra soggetti con interessi differenti. È da questi dati che dipende una parte rilevante delle decisioni dei centri media e degli investitori pubblicitari.
Con il nuovo assetto, Fedoweb, l’associazione degli editori e operatori web, controllerà il 16,61% di Audicom, la FIEG-Federazione Italiana Editori Giornali il 16,61% e Anitec-Assinform un altro 16,61%. UPA-Utenti Pubblicità Associati, che rappresenta le aziende nazionali e multinazionali che investono in pubblicità, avrà il 24,92%, stessa quota di Assap Servizi. Al capitale partecipa inoltre Auditel, con una quota dello 0,33%, senza diritti di designazione dei consiglieri di amministrazione.
Il nuovo assetto è stato reso possibile dalla delibera 87/26/CONS di Agcom ed è il risultato del confronto tra Anitec-Assinform e i soci storici di Audicom. L’Autorità aveva indicato l’opportunità di ampliare la rappresentanza del sistema includendo le piattaforme digitali, nella prospettiva di arrivare a una misurazione maggiormente integrata e crossmediale.
Le indicazioni di Agcom
In sostanza, la delibera Agcom affida ad Audicom, in qualità di JIC, il compito di misurare anche le audience dei contenuti nativi digitali delle piattaforme, invitando ad adottare criteri di trasparenza, imparzialità, comparabilità e verificabilità. L’Autorità ha indicato come soluzione preferenziale per le rilevazioni censuarie uno standard SDK unico, basato sulla raccolta diretta dei dati di fruizione sui dispositivi degli utenti. È ammesso anche un sistema server-to-server, purché rispetti requisiti minimi e garantisca risultati funzionalmente equivalenti all’SDK unico. La metodologia dovrà inoltre essere sottoposta ad audit e controlli da parte di soggetti terzi e indipendenti.
La delibera interviene anche sulla governance: proprio perché la misurazione viene estesa alle piattaforme digitali, Agcom ha chiesto ad Audicom di modificare statuto e assetto societario per garantire un’adeguata rappresentanza dei nuovi soggetti misurati. È questo il passaggio regolamentare che ha aperto la strada all’ingresso di Anitec-Assinform e, attraverso l’associazione, alla rappresentanza di Netflix, Amazon, Disney e Google/YouTube nel nuovo JIC.

La sfida della misurazione degli OTT
L’ingresso delle piattaforme nel JIC non significa, tuttavia, che presto Audicom inizierà automaticamente a certificare gli ascolti di Netflix, Amazon, Disney o YouTube secondo un nuovo standard comune. Il prossimo passaggio sarà infatti tecnico. Audicom dovrà avviare i tavoli di lavoro con i nuovi soci per individuare una metodologia condivisa, valutando se aggiornare gli strumenti esistenti oppure sviluppare nuove soluzioni in grado di includere adeguatamente gli ambienti delle piattaforme.
È qui che si gioca la parte più rilevante dell’operazione. Per la prima volta in Europa gli OTT non saranno soltanto soggetti potenzialmente “oggetto di misurazione”, ma saranno formalmente rappresentati nella governance del JIC che dovrà contribuire a definirne regole e metodologie. In Germania esistono già sistemi JIC che misurano anche gli OTT, ma senza una loro rappresentanza diretta nella governance.
“Con l’ingresso di Anitec-Assinform, Audicom è il primo tra i JIC europei ad aprire formalmente la propria governance alla rappresentanza delle piattaforme digitali. È un passaggio storico, che rafforza la capacità del sistema di riflettere l’evoluzione del mercato e pone le basi per una misurazione certificata, condivisa e riconosciuta da tutti i suoi operatori”, ha dichiarato il presidente di Audicom Marco Travaglia.
“Con la partecipazione delle piattaforme digitali al JIC si creano le condizioni per percorrere l’ultimo miglio verso un modello di rilevazione integrato e crossmediale, nella direzione indicata dall’Autorità. Con i nostri associati Amazon, Netflix, Google/YouTube e The Walt Disney Company Italia rappresentati nel nuovo Consiglio di Amministrazione, portiamo nella governance la competenza di chi misura ogni giorno la fruizione digitale dei contenuti. Siamo pronti a lavorare con gli altri soci sulle metodologie che daranno forma al nuovo sistema”, ha dichiarato Massimo Dal Checco, presidente di Anitec-Assinform.
Dal panel di 26mila persone alla misurazione crossmediale
Audicom dispone già di una ricerca integrata progettata per ricostruire il consumo dei contenuti editoriali attraverso diversi dispositivi e mezzi. Il sistema rileva i consumi digitali, sia video sia testuali, distribuiti attraverso smartphone, tablet e computer, integrandoli con il lettori di quotidiani e periodici e con i consumi video sulle connected Tv.
La Ricerca Integrata rappresenta un’importante evoluzione nella rilevazione delle audience, grazie a elementi distintivi che consentono la rilevazione completa dei consumi editoriali Digital “video” e “text” distribuiti via smartphone, tablet, computer e CTV e Print su quotidiani e periodici, producendo il dato currency “Digital&Print” di utenza unica deduplicata, elaborato collegando l’audience “Digital” con il lettorato “Print”.

L’ecosistema di rilevazione delle audience “Digital&Print” è basato sull’integrazione di due nuove componenti: un dato unico “Digital&Print” deduplicato (processo che consente di identificare ed eliminare i profili duplicati all’interno di uno o più database), per tutti gli editori che operano sui due mezzi e i dati dei consumi video digitali anche su CTV, su asset forniti da Auditel, così da fornire un dato currency completo e indispensabile per analisi e pianificazioni crossmediali.
La Ricerca introduce quindi elementi inediti per il mercato, come si legge sul sito di Audicom, perchè garantisce una copertura completa e cross-mediale delle audience e fornendo dati affidabili e interoperabili, con informazioni granulari confrontabili tra i diversi mezzi.
A questi servizi si aggiunge un ulteriore elemento di grande novità, attualmente in fase di sviluppo e completamento: “Audicom ADV Census”, la rilevazione censuaria delle “views” e del tempo speso dei contenuti pubblicitari video erogati via computer, smartphone, tablet e CTV collegati al perimetro editoriale dei Publisher Iscritti e, qualora dotati di CUSV, classificabili per campagna pubblicitaria.
Uno degli elementi centrali è un panel di circa 26mila persone, costruito per rappresentare in scala ridotta la popolazione italiana. Il panel, insieme alla ricerca di base, permette di ricostruire la composizione dell’audience e di segmentarla attraverso caratteristiche socio-demografiche e territoriali utili alla pianificazione pubblicitaria. L’obiettivo è offrire al mercato una metrica utilizzabile per confrontare mezzi e ambienti sempre meno separati tra loro.
La trasformazione del mercato pubblicitario
L’arrivo di Netflix, Amazon, Disney e Google/YouTube apre quindi una partita che non riguarda soltanto la tecnologia utilizzata per raccogliere i dati. Le misurazioni delle audience costituiscono infatti una delle principali “valute” del mercato pubblicitario: sulla base di quei numeri i centri media pianificano le campagne, gli inserzionisti distribuiscono i budget e gli operatori valorizzano i propri spazi e contenuti.
Il confine tra televisione tradizionale, streaming, video online, siti editoriali e connected Tv è nel frattempo diventato sempre più sottile, tanto che anche la legge delega sul cinema appena approvata alla Camera ha voluto affrontare questo tema, che sarà centrale nella definizione di risorse, incentivi e sostegni. La possibilità di costruire metriche comparabili tra questi ambienti è diventata quindi una delle questioni centrali per il mercato audiovisivo.
Non c’è ancora una data per l’avvio della misurazione certificata delle piattaforme. Saranno i prossimi tavoli tecnici a stabilire metodologie, strumenti e modalità di integrazione.
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