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Napoli ha il suo gemello digitale. Immersione 3D da Piazza del Plebiscito a Spaccanapoli, alla Cappella di San Gennaro

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Napoli entra nel metaverso con un ecosistema multipiattaforma che unisce turismo, cultura, gaming e realtà immersiva. Dal digital twin cittadino a Fortnite e Roblox, il progetto punta a promuovere la città nel mondo attraverso nuove esperienze digitali accessibili a tutti, interattive e sostenibili.

Napoli entra nel metaverso: nasce il primo gemello digitale immersivo della città

La città di Napoli ha il suo “gemello digitale. Non una semplice ricostruzione virtuale né un videogioco turistico, ma un ecosistema immersivo capace di raccontare la città attraverso tecnologie avanzate, esperienze interattive e piattaforme digitali frequentate ogni giorno da milioni di persone nel mondo. Il progetto si chiama “Napoli Immersiva” ed è stato presentato ufficialmente questa mattina nella Sala Giunta di Palazzo San Giacomo, con il patrocinio del Comune di Napoli, che ne ha riconosciuto il valore strategico per la promozione culturale e turistica del territorio.

Dietro questa iniziativa c’è una visione molto precisa: trasformare Napoli in una città esplorabile digitalmente da chiunque, ovunque, senza sostituire il viaggio reale ma anzi alimentandone il desiderio. È il concetto del “digital twin”, il gemello digitale, una replica tridimensionale e interattiva della città costruita grazie a tecnologie di modellazione 3D, fotogrammetria, ambienti immersivi e realtà virtuale. In pratica, monumenti, piazze e luoghi simbolo vengono ricreati in alta fedeltà all’interno di uno spazio digitale navigabile, capace di offrire esperienze culturali, informative e persino ludiche.

“Napoli Immersiva è un esempio concreto di come la transizione digitale possa tradursi in valore reale per la città e per i suoi cittadini. Abbracciare tecnologie come i gemelli digitali, la realtà virtuale e il gaming non significa inseguire una moda, significa dotare Napoli degli strumenti per competere nella promozione territoriale del futuro, raggiungere pubblici globali e costruire una città sempre più smart, connessa e accessibile. Il patrocinio del Comune è un segnale preciso, l’innovazione tecnologica è una priorità dell’agenda urbana di Napoli“, ha dichiarato Valerio Di Pietro, Assessore alla Transizione Digitale e Smart City del Comune di Napoli.

Il cuore tecnologico del progetto è la piattaforma proprietaria sviluppata da Immersive Italy, accessibile da computer e pensata per integrare turismo, cultura e interazione digitale. Al suo interno sono già disponibili alcune delle aree più iconiche della città: Piazza del Plebiscito, Spaccanapoli, il Duomo con la Cappella di San Gennaro e il Teatro San Carlo. Gli ambienti sono stati realizzati attraverso scansioni fotografiche ad altissima precisione, modellazione tridimensionale manuale, texture realistiche e sistemi di illuminazione dinamica che restituiscono una sensazione di presenza sorprendentemente realistica.

Un progetto multipiattaforma per essere impiegato anche in altri ambienti tecnologici, come il gaming, con Fortnite e Roblox

La componente più interessante, però, non è soltanto la qualità grafica. Napoli Immersiva nasce infatti come progetto multipiattaforma. Significa che la stessa città digitale viene adattata a linguaggi e ambienti tecnologici differenti, per raggiungere pubblici molto diversi tra loro. Da un lato c’è l’esperienza immersiva tradizionale, pensata per turisti, operatori culturali e utenti adulti. Dall’altro ci sono le piattaforme gaming frequentate quotidianamente dalle nuove generazioni.

“Napoli ha un’identità culturale potente, riconosciuta in tutto il mondo. Napoli Immersiva ci offre uno strumento straordinario per raccontarla in modo nuovo: non solo ai turisti internazionali, ma anche alle generazioni più giovani, che abitano piattaforme digitali e hanno bisogno di trovare lì la propria città. Proteggere e promuovere l’immagine di Napoli oggi significa anche presidiare questi spazi, con contenuti autentici e di qualità. Questo progetto va esattamente in quella direzione“, ha affermato Carlo Puca, Assessore alla Partecipazione Attiva e all’Immagine della città del Comune di Napoli.

Una versione di Piazza del Plebiscito, per esempio, è già in sviluppo per Fortnite, il videogioco online che conta centinaia di milioni di utenti nel mondo. L’idea è utilizzare dinamiche tipiche del gaming (sfide, missioni, interazione sociale) per trasformare la curiosità virtuale in interesse reale verso Napoli come destinazione turistica e culturale. È una strategia che guarda soprattutto alla Gen Z (i nati tra il 1997 e il 2012) e alla Gen Alpha (dal 2013 in poi), generazioni che vivono gran parte della propria esperienza sociale e culturale negli spazi digitali.

Anche Roblox, piattaforma amatissima dai più giovani, entrerà nell’ecosistema di Napoli Immersiva. Qui l’obiettivo non sarà replicare fedelmente la città, ma inserire contenuti culturali e turistici all’interno di ambienti frequentati ogni giorno da milioni di utenti. Un modo nuovo di fare promozione territoriale: non aspettare che i giovani cerchino la cultura, ma portare la cultura direttamente negli spazi digitali che abitano.

Napoli virtuale con i visori VR, una città accessibile a tutti

Accanto al gaming c’è poi la dimensione della realtà virtuale avanzata. Durante la presentazione sono state mostrate demo immersive attraverso visori VR sulla piattaforma Spatial, che permette di visitare Napoli digitale anche tramite browser ma offre il massimo livello di immersione con headset XR. In questo caso il progetto punta soprattutto a eventi internazionali, fiere, installazioni culturali e attività promozionali istituzionali.

Con Napoli Immersiva facciamo un passo avanti nella direzione di un turismo che mette al centro la qualità dell’esperienza, la sostenibilità e il coinvolgimento autentico dei visitatori e anche dei napoletani. È una visione che portiamo avanti da tempo con le nostre rassegne, e che oggi trova una nuova e potente espressione. Questo progetto ci permette di ampliare l’esperienza del visitatore prima, durante e dopo il viaggio, offrendo strumenti che orientano, emozionano e invitano a scoprire non solo i luoghi iconici, ma anche quei percorsi meno battuti che meritano attenzione e cura. Come Assessorato al Turismo crediamo fortemente in questa visione, e siamo orgogliosi di sostenere un progetto che mette al centro la qualità dell’esperienza, l’accessibilità, la sostenibilità e la bellezza del nostro territorio. Napoli è la città che meglio destagionalizza i flussi da gennaio a dicembre. Solo nel week-end dall’8 al 10 maggio abbiamo avuto 362mila presenze mentre dal 15 al 17 maggio abbiamo avuto 461 mila presenze“, ha commentato Teresa Armato, Assessore al Turismo e alle Attività Produttive del Comune di Napoli.

La nascita del primo gemello digitale di Napoli ha implicazioni che vanno ben oltre l’innovazione tecnologica. Il progetto si inserisce infatti in un tema oggi centrale per molte grandi città turistiche: la gestione sostenibile dei flussi di visitatori.
Attraverso esperienze immersive e percorsi digitali, Napoli Immersiva può contribuire a distribuire meglio l’interesse turistico, valorizzando aree meno conosciute e riducendo la pressione sui luoghi già sovraffollati. È una risposta concreta al fenomeno dell’overtourism, che negli ultimi anni sta mettendo sotto stress molti centri storici europei.

Ma c’è anche una dimensione sociale importante. Rendere Napoli accessibile digitalmente significa permettere a chi non può viaggiare “per motivi economici, fisici o geografici” di vivere comunque un’esperienza culturale coinvolgente. In un ambiente multilingua e intuitivo, la città diventa fruibile da un pubblico globale, abbattendo barriere che fino a pochi anni fa sembravano inevitabili.

Nuove opportunità per turismo, intrattenimento e industria creativa

Dal punto di vista economico, il progetto apre scenari interessanti per il turismo, l’intrattenimento e l’industria creativa. Le tecnologie immersive rappresentano oggi uno dei settori a più alta crescita nel mercato digitale internazionale e il turismo esperienziale sta diventando sempre più centrale nelle strategie di promozione territoriale. Napoli prova così a posizionarsi come laboratorio innovativo capace di unire patrimonio culturale, economia digitale e gaming.

Non è un caso che il progetto punti molto sulla gamification, cioè sull’utilizzo di meccaniche tipiche del videogioco per aumentare coinvolgimento e partecipazione. Oggi il pubblico gamer non coincide più soltanto con adolescenti e giovanissimi: secondo le ricerche citate durante la presentazione, Millennial e Gen X rappresentano oltre metà del mercato VR attuale. Significa che il linguaggio del gioco è ormai diventato un linguaggio culturale trasversale, utilizzabile anche per raccontare arte, storia e territori.

Napoli Immersiva è sviluppato da Virtuarium insieme a un team multidisciplinare di specialisti in realtà estesa, sviluppo 3D, design e comunicazione. Il progetto Immersive Italy, di cui fa parte, è cofinanziato dall’Unione europea, dallo Stato Italiano e dalla Regione Campania. L’ambizione dichiarata è creare una rete di gemelli digitali delle destinazioni italiane, capaci di rendere il patrimonio culturale nazionale più competitivo, accessibile e visibile su scala globale.

Per Napoli, però, il significato simbolico è ancora più forte. Una città che da secoli vive di stratificazioni culturali, teatro, arte e immaginazione entra oggi in una nuova dimensione narrativa: quella in cui fisico e digitale non si sostituiscono, ma si completano.

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