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NaDEF, Daniele Franco: “Costo dell’energia è elemento di incertezza, Superbonus non sostenibile alla lunga”

La NaDEF 2021

Pochi giorni fa è stata presentata la nota di aggiornamento dal Documento di Economia e Finanza o NaDEF, in cui venivano illustrate le nuove stime macroeconomiche del Governo per il 2022-2024. In essa, pur riconoscendo alcuni rischi collegati all’evoluzione della pandemia da Covid-19 e della domanda mondiale e ai forti aumenti dei prezzi dell’energia registrati negli ultimi mesi, si prende atto del miglioramento dei principali indicatori di crescita e indebitamento.

Il NaDEF 2021, come spiegato dal ministero dell’Economia e delle finanze, prospetta quindi “uno scenario di crescita dell’economia italiana e di graduale riduzione del deficit e del debito pubblico”, con una politica di bilancio che rimane espansiva nei prossimi due anni, per poi concentrarsi sulla riduzione del rapporto debito/PIL.

L’audizione del ministro Franco

Previsioni che il Ministro dell’Economia, Daniele Franco, in audizione oggi davanti alle commissioni Bilancio di Camera e Senato, sulla Nota di aggiornamento al DEF, ha voluto mantenere valide per quest’anno e il prossimo, assumendo però che non ci siano altri lockdown, “perché se la pandemia riprendesse vigore deve essere chiaro che questo quadro verrebbe a rischio. Teniamolo sempre a mente”.

L’economia italiana, insomma, sembra godere di buona salute e lo stesso ministro conferma le stime di crescita del +6%, per il 2021 su cui si allineano un po’ tutti in Europa.

Se la ripresa economica è vista come effettiva e rapida, soprattutto per il 2021-2022, nonostante un’eccessiva fase di stagnazione alle spalle e tassi di occupazione troppo bassi (rispetto agli altri Paesi dell’Unione europea), al momento, secondo il ministro, ci sono due elementi critici che vanno affrontati: il primo è il costo dell’energia che cresce, il secondo è lo strumento del Superbonus.

Costo dell’energia e Superbonus

Come riportato in un articolo su Sky TG 24, “l’aumento del costo dell’energia e il suo peso sull’inflazione è uno degli elementi di incertezza più importanti che grava sulla ripresa”, ha detto Franco.

I previsori parlano di un fenomeno in parte temporaneo e i mercati si aspettano una riduzione dopo i picchi invernali”, ha continuato il ministro, precisando che comunque “il tema va monitorato e bisogna valutare se a livello nazionale o europeo ci siano modi per attenuare l’impatto”.

Riguardo il Superbonus, invece, il ministro ha ribadito la centralità di questo strumento per la ripresa dell’economia e in particolare dell’importante settore dell’edilizia, ma anche che questa e altre misure di crescita hanno un costo elevato.

Lo strumento del 110% non può essere strutturale perchè è molto costoso, perchè se lo Stato paga ciascun italiano integralmente o anche più che integralmente la spesa sostenuta per i lavori si rischia un effetto sui conti pubblici stratosferico”, ha affermato Franco, secondo quanto riportato da Teleborsa.

Il Superbonus e gli altri contributi edilizi sono fondamentali per far ripartire il settore delle costruzioni, quindi nella legge di bilancio stiamo valutando in che modo possano e debbano essere prorogati“, ha dichiarato Franco, ma, ha detto sempre il ministro riguardo al Superbonus: “dobbiamo ricordare che è uno strumento molto costoso, non sostenibile alla lunga”.

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