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Mobilità e turismo, nuove mappe digitali per i Comuni. Città italiane poco attrattive

La domanda di servizi per la mobilità intelligente è in aumento in tutto il mondo, secondo un recente studio sulla “Mobility as a Service”, e si stima che il mercato smart mobility raggiungerà i 1000 miliardi di dollari di valore nel 2030.

Gli spostamenti soprattutto nelle aree urbane sono sempre più frequenti e spesso caotici, a seconda del livello di innovazione e di qualità del servizio all’interno del sistema dei trasporti. Servono percorsi dettagliati, indicazioni stradali chiari e servizi al cittadino per spostarsi in maniera intermodale, cioè poter accedere a stazioni di scambio in cui smontare dalla bicicletta e salire su un treno di superficie, ad esempio, che porta ad una stazione della metropolitana a noi più vicina per raggiungere l’università, il posto di lavoro, un locale.

Parliamo anche di sharing mobility, di servizi per la mobilità condivisa in automobile, in bicicletta, in scooter. Nel nostro Paese al topo c’è il Nord, con il 64% dei servizi e l’81% delle bici condivise, contro il 14% del Centro e il 22% del Meridione.

Sul car sharing i dati evidenziano che dei 5.764 veicoli censiti a luglio scorso, il 34% è a Milano che conta 370.000 iscritti, seguita da Roma (il 26% dei veicoli e 220.000 utenti), Torino (16% dei veicoli) e Firenze (11%).

Settori economici vitali per l’economia dei territori e delle città. L’Associazione nazionale Comuni italiani (Anci) ha informato oggi che sono in aumento le richieste provenienti da amministrazioni comunali che chiedono di poter aggiornare o correggere le mappe digitaliHere”, anche a seguito di inconvenienti alla viabilità intercorsi nell’uso del navigatore da parte di automobilisti, così come per semplici aggiornamenti.

L’azienda fornitrice del servizio a livello mondiale ha reso noto che per soddisfare tutte le domande è stato lanciato un nuovo portale, “Here map creator”, con la possibilità di aggiornare in autonomia tutti i principali elementi cartografici territoriali, in qualunque area, rendendo disponibili tali dati al pubblico nel giro di due settimane, ma prossimamente anche entro un solo giorno dal momento del caricamento.

Questi dati potrebbero essere utili allo sviluppo di nuove applicazioni mobili per facilitare e favorire la conoscenza dei territori e dei punti di interesse culturale, storico ed economnico, anche e soprattutto urbani.

Mappare un’area, significa renderla accessibile al turista. Per l’economia sul territorio e a livello regionale è fondamentale poter offrire servizi di orientamento per la scoperta delle attrazioni naturali, storiche, archeologiche, artistiche, culturali e ovviamente economiche.

Guardando i dati Eurispes 2016 è chiaro che da questo punto di vista l’offerta nazionale è carente. Il 60% dei flussi turistici sono concentrati in sole 4 regioni: Veneto, Lombardia, Toscana e Lazio. Ma proprio il Lazio, che avrebbe dalla sua parte i tesori di Roma (Capitale al 13° posto nella classifica Euromonitor delle 100 città più visitate al mondo), riesce a captare solo il 13,1% delle presenze, segno evidente di “un’impasse nella capacità di gestione del patrimonio locale“.

Parte dei problemi del nostro Paese sono focalizzati su infrastrutture e servizi. Il digitale potrebbe avere un ruolo guida per la ripresa del settore. L’app economy legata alla diffusione di smaprthone e altri dispositivi connessi in rete è un altro formidabile volano per la crescita economica, ma anche qui si devono superare alcune criticità: le limitate competenze digitali dei cittadini italiani (il 37% degli italiani non usa Internet e il 63% che lo usa saltuariamente) e la scarsa capacità di innovazione delle piccole e medie imprese.

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