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MiSE: primo rapporto sulle ‘Zone franche urbane’, agevolazioni alle imprese per 605 milioni di euro

Sostenere lo sviluppo urbano e l’innovazione imprenditoriale per contrastare i fenomeni di esclusione sociale negli spazi urbani e favorire l’integrazione sociale e culturale delle popolazioni abitanti in quartieri particolarmente degradati, è l’obiettivo del sistema Zfu o delle Zone franche urbane.

Istituite dal Ministero dello Sviluppo Economico (MiSE), le Zone franche urbane consentono a piccole imprese e micro imprese di usufruire di agevolazioni fiscali e previdenziali fino a 5 anni (esenzione dalle imposte sui redditi, dall’Irap, dall’Ici e dal versamento dei contributi previdenziali) per rafforzare la crescita imprenditoriale e occupazionale sul territorio urbano.

Le Zfu riguardano solo centri urbani con almeno 25 mila abitanti e un tasso di disoccupazione superiore alla media nazionale.

Come riportato nel primo Rapporto sulle Zone franche urbane in Italia, sono 24.680 le imprese alle quali sono state concesse agevolazioni per oltre 605 milioni di euro.

Le ZFU in Italia sono state istituite a Andria, Cagliari, Campobasso, Catania, Crotone, Erice, Gela, Iglesias, Lamezia Terme, Lecce, Massa-Carrara, Matera, Mondragone, Napoli, Pescara, Rossano Calabro, Sora, Torre Annunziata, Taranto, Velletri, Ventimiglia, Quartu Sant’Elena. Dopo il devastante terremoto del 2009, alla lista si è aggiunta anche L’Aquila.

L’introduzione delle Zone Franche Urbane è avvenuta in Italia attraverso l’emanazione della legge finanziaria 2007, ma l’intervento agevolatorio ha trovato attuazione solo nel 2012, con relativo decreto legge. Le Zfu sono comparse per la prima volta in Francia nel 1996, dove oggi se ne contano oltre 100.

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