licenziamenti AI

Microsoft taglia 4.800 posti e vende studi Xbox. In Irlanda l’AI pesa già sui licenziamenti

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Da Redmond a Dublino, l’AI stravolge le Big Tech. Microsoft riduce il personale in vendite e gaming, mentre in Irlanda Meta, TikTok e società di outsourcing tagliano ruoli legati anche alla moderazione e all’addestramento dei modelli.

Come raccontiamo ormai da circa un anno e mezzo, le grandi aziende tech stanno licenziando personale e riorganizzando le funzioni interne mentre spostano investimenti e priorità verso l’AI.

Microsoft ha annunciato il taglio di 4.800 dipendenti, soprattutto nelle aree vendite e Xbox. In parallelo, il gruppo prevede una nuova riduzione di 1.600 ruoli nella divisione gaming nel corso del prossimo anno. In totale, i tagli annunciati o programmati arrivano quindi ad almeno 6.400 posti.

La chief people officer Amy Coleman ha spiegato in una comunicazione interna che i tagli nella struttura commerciale sono legati alla riorganizzazione del business, sempre più orientato ai prodotti AI. Microsoft ha appena creato anche una nuova unità di consulenza dedicata all’intelligenza artificiale. Coleman ha però precisato che “i ruoli eliminati oggi non vengono sostituiti dall’AI”.

Xbox riduce il personale e vende studi

La parte più pesante della ristrutturazione riguarda Xbox. La CEO della divisione, Asha Sharma, ha comunicato il taglio immediato di 1.600 ruoli e la vendita di almeno quattro studi di sviluppo. Xbox conta circa 20.000 dipendenti all’interno di Microsoft, che nel complesso impiega circa 220.000 persone.

Nel messaggio ai dipendenti, Sharma ha parlato della necessità di rendere sostenibile il business del gaming. Secondo la dirigente, Xbox opera oggi con margini molto inferiori rispetto ad altre piattaforme e società editoriali comparabili. È il segnale di una revisione profonda dopo anni di acquisizioni, costi crescenti e crescita più lenta dei ricavi.

Due studi, Compulsion e Double Fine, saranno rilevati dai rispettivi management e torneranno indipendenti. Questo consentirà loro di raccogliere nuovo capitale e mantenere la proprietà intellettuale creata durante gli anni all’interno di Xbox.

Altri due studi, Ninja Theory e Undead Labs, avrebbero invece firmato accordi per essere acquisiti da altre società. Una quinta realtà, Arkane, starebbe avviando in Francia le interlocuzioni richieste dalla legge con le autorità competenti per valutare un’operazione simile.

L’Irlanda scopre il costo occupazionale dell’AI

La seconda notizia arriva dall’Irlanda, uno dei Paesi europei che più hanno beneficiato dell’insediamento delle multinazionali tecnologiche americane. Secondo quanto riporta Bloomberg, Covalen, società di outsourcing che lavora anche per Meta su moderazione dei contenuti e addestramento dei modelli, ha annunciato circa 700 tagli. Tra i lavoratori colpiti ci sono profili che hanno già visto l’AI trasformare il proprio mestiere, come traduttori, revisori, annotatori di dati e addetti alla classificazione dei contenuti.

I tagli arrivano mentre Meta riduce a sua volta il personale in Irlanda. Secondo stime locali citate da Bloomberg, l’organico degli uffici di Dublino sarebbe oggi circa la metà rispetto a cinque anni fa. TikTok starebbe valutando circa 300 esuberi e una riorganizzazione che coinvolge anche servizi dati e attività operative legate all’AI.

Un’economia esposta alle Big Tech americane

Per l’Irlanda il tema è particolarmente delicato. Oltre il 6% della forza lavoro è impiegato nel settore tecnologico, una quota superiore alla media dell’Unione europea. Il Paese dipende molto dagli investimenti delle multinazionali statunitensi, che per anni hanno portato occupazione qualificata, entrate fiscali e centralità nei servizi digitali europei.

Ora quelle stesse aziende stanno ridisegnando le proprie strutture. Investono in AI, automatizzano processi, riducono funzioni operative e chiedono competenze più specialistiche. Il rischio è che molti ruoli intermedi o di supporto vengano compressi prima che il mercato riesca ad assorbire i lavoratori in nuove mansioni.

I dati mostrano già un impatto sui giovani. Secondo un’analisi governativa citata da Bloomberg, l’occupazione ICT tra gli under 30 in Irlanda è calata di quasi un terzo tra il 2023 e il 2025. Nel primo trimestre 2026, i posti complessivi nel settore sono diminuiti di quasi l’11% su base annua.

La ristrutturazione permanente delle Big Tech

Le Big Tech continuano a investire enormemente nell’AI, ma nello stesso tempo riducono personale, eliminano funzioni meno redditizie e concentrano risorse sui settori considerati strategici.

L’AI non sta producendo soltanto nuove opportunità. Sta anche accelerando la selezione tra ruoli che crescono, ruoli che cambiano e ruoli che scompaiono. Microsoft e Irlanda mostrano due facce della stessa trasformazione: da un lato la riorganizzazione dei giganti tecnologici, dall’altro l’impatto sociale nei Paesi che hanno costruito una parte rilevante della propria crescita proprio sull’espansione delle Big Tech.

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