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Meteo estremo, danni globali per 72 miliardi di dollari nel primo semestre 2022

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Cambiamenti climatici e danni economici

Gli effetti dei cambiamenti climatici generano fenomeni atmosferici sempre più distruttivi e minacciosi, sia per la vita delle persone, sia per le costruzioni, dalle case alle infrastrutture più importanti, tra cui quelle stradali, energetiche, idriche e delle telecomunicazioni.

Secondo il nuovo Rapporto pubblicato da Swiss Re, i danni dovuti a eventi meteo distruttivi in tutto il mondo sono stati pari a 72 miliardi di dollari durante il primo semestre del 2022.

Una cifra sicuramente inferiore ai 91 miliardi di dollari attesi per il periodo considerato e comunque molto vicino alla media decennale (74 miliardi di dollari).

Se aggiungiamo anche i danni causati da attività umane, la cifra totale sale a 75 miliardi di dollari.

Complessivamente, per il cumulato gennaio-giugno 2022 il volume delle perdite economiche è del 3% inferiore rispetto allo stesso periodo dell’anno passato.

Aumentano i rischi secondari (tornado, uragani, inondazioni, ondate di calore)

Ciò che colpisce, negli ultimi anni, è l’aumento di quelli che i ricercatori hanno chiamato “rischi secondari”, cioè alluvioni lampo, esondazioni di fiumi, uragani e tornado, ma anche siccità e ondate di calore o di gelo, rispetto a quelli “primari”, che sono i classici terremoti o le eruzioni vulcaniche, ad esempio.

Altro elemento chiave è l’estensione dei processi di urbanizzazione selvaggia anche in territori già colpiti da dissesto idrogeologico, o troppo vicini al mare, o caratterizzati dalla presenza di fiumi di varia grandezza.

Copertura assicurativa

Stando ai dati Swiss Re, solo il 52% dei danni era coperto da polizze assicurative, in aumento del 22% su base annua.

A febbraio, una serie di tempeste invernali ha colpito l’Europa provocando perdite assicurate stimate in 3,5 miliardi di dollari. In febbraio e marzo, piogge torrenziali hanno provocato inondazioni diffuse in Australia, con danni valutati attorno ai 3,5 miliardi di dollari.

Stesso discorso per le ondate di calore che hanno investito l’Europa centro occidentale, con un aumento sensibile degli incendi che hanno coinvolto edifici privati e pubblici, ma anche infrastrutture critiche locali.

Rimane il fatto, si legge nel commento finale ai dati, che il cambiamento del clima e i fenomeni meteo estremi sono tra i maggiori rischi che l’economia mondiale dovrà affrontare nei prossimi anni.

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