Meta starebbe preparando Hatch, un nuovo agente AI destinato al mercato consumer e basato sull’esperienza di OpenClaw. Il progetto potrebbe essere lanciato già nelle prossime settimane, secondo documenti interni esaminati da The Information.
L’iniziativa rientrerebbe nella strategia di Mark Zuckerberg per trasformare gli ingenti investimenti nell’intelligenza artificiale in nuove fonti di ricavo e ridurre progressivamente la dipendenza della società dalla pubblicità. L’obiettivo sarebbe portare sul mercato un agente capace non soltanto di rispondere alle domande degli utenti, ma di svolgere autonomamente più attività all’interno di un’esperienza pensata per il grande pubblico.
Abbonamento premium fino a 199,99 dollari
Il piano più costoso potrebbe arrivare a 199,99 dollari al mese e offrire limiti di utilizzo più elevati. Un prezzo che collocherebbe Hatch nella fascia dei servizi AI professionali più costosi, nonostante il posizionamento consumer del prodotto.
Le modalità definitive, così come prezzi e limiti, sarebbero comunque ancora in fase di valutazione e potrebbero cambiare prima del lancio.
In ottobre potrebbe arrivare Watermelon
Parallelamente Meta starebbe lavorando anche a un nuovo modello AI chiamato Watermelon, la cui pubblicazione sarebbe prevista per ottobre.
La disponibilità del modello potrebbe rafforzare l’ecosistema di prodotti e agenti AI integrati con i servizi della società, anche se i documenti descrivono ancora obiettivi e tempistiche soggetti a modifiche.
Dagli assistenti agli agenti AI persistenti
Hatch segnala soprattutto il cambiamento in corso nella competizione sull’AI consumer.
La sfida si sta spostando dai chatbot che rispondono a una singola richiesta verso agenti persistenti, capaci di eseguire azioni per conto dell’utente e integrarsi direttamente con piattaforme e servizi già utilizzati quotidianamente.
In questo scenario diventano centrali non soltanto le capacità del modello, ma anche affidabilità, privacy e controllo sulle operazioni eseguite.
Il nodo di privacy e autorizzazioni
La questione diventa particolarmente delicata se un agente può intervenire su comunicazioni, acquisti, contenuti o impostazioni personali. Gli utenti dovranno poter comprendere quali attività vengono svolte autonomamente, quali autorizzazioni possono essere revocate e quali dati vengono utilizzati per migliorare il servizio.
È anche su questi aspetti che si giocherà il valore di un eventuale abbonamento premium: trasformare l’automazione in un servizio realmente utile senza creare un nuovo canale di sorveglianza o rendere meno trasparenti decisioni e spese effettuate dall’agente.
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