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Meta, Ascani (Pd): “Sui minori non possono decidere gli algoritmi. Il Governo affronti il problema”


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Anna Ascani rilancia il tema della necessità di regolare l'uso dei social media da parte dei minori. "È ora che il Governo affronti seriamente il problema, coinvolgendo tutte le forze politiche che hanno avviato da tempo un confronto su questo, e metta la tutela dei minori davanti agli interessi delle piattaforme".

Il patteggiamento di Meta negli Usa rilancia la questione del rapporto fra social media e minori anche nel nostro paese, dove sono numerose le proposte giacenti in Parlamento. A questo proposito, l’intervento della deputata Pd e Vicepresidente della Camera, Anna Ascani, in attesa di una calendarizzazione parlamentare delle varie proposte.

“Il patteggiamento miliardario con cui Meta si appresta a chiudere negli Stati Uniti il procedimento sui danni arrecati da Facebook e Instagram ai minori conferma la gravità di un problema che non può più essere sottovalutato: la dipendenza dai social esiste e può avere conseguenze gravi, soprattutto sui più giovani.

“Non possono essere Meta e le piattaforme a decidere i limiti”

Quanto emerso nel procedimento americano è ancora più allarmante: misure più incisive a tutela degli adolescenti sarebbero state accantonate perché avrebbero ridotto il tempo trascorso online. Se proteggere meglio un ragazzo significa ridurre il tempo trascorso online e quindi i profitti delle piattaforme, non possono essere Meta o qualsiasi altra azienda tecnologica a decidere dove mettere l’asticella.

Il quadro negli altri paesi in movimento. E in Italia?

Dall’Australia alla Francia, fino alla Danimarca, diversi Paesi, pur tra difficoltà e soluzioni differenti, stanno cercando di intervenire per proteggere bambini e adolescenti. E l’Italia? Non possiamo lasciare le famiglie sole di fronte ad aziende che dispongono di strumenti potentissimi per catturare e trattenere l’attenzione dei loro figli con danni che rischiano di essere permanenti. È ora che il Governo affronti seriamente il problema, coinvolgendo tutte le forze politiche che hanno avviato da tempo un confronto su questo, e metta la tutela dei minori davanti agli interessi delle piattaforme. Le proposte in Parlamento ci sono: quello che è mancato finora è la volontà di trasformarle in regole”. Così la deputata Pd e Vicepresidente della Camera, Anna Ascani, in una nota.

Quale impatto dalla decisione Usa?

Resta da capire inoltre in che modo il patteggiamento negli Usa, che riguarda 49 Stati americani, impatterà sulle pratiche dei social media in Europa, dove la questione è ancora ferma ai gruppi di lavoro. Le limitazioni previste negli Usa saranno adottate anche nella Ue? Oppure bisognerà fare un nuovo maxi processo?

Si ricorda, peraltro, che in Francia la recente proposta del Governo di vietare l’uso dei social da parte degli under 15 è stata bloccata parzialmente dalla Corte Costituzionale e Macron ha chiesto di riscrivere la legge. La Ue continuerà a muoversi in ordine sparso?

Per approfondire:

Perché la Corte Costituzionale francese ha bocciato (parzialmente) la legge che vieta i social agli under 15

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