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Mercato Tlc: Mediobanca, cresce la spinta al consolidamento. Fiducia nel 5G in calo

Il mercato delle tlc “sta diventando più razionali con gli operatori che riescono ad aumentare le tariffe di punta sul mobile e fisse”. E’ la visione degli analisti di Mediobanca Securities che pubblicano l’outlook al 2023 sul settore Tmt (tecnologici media e telefonici) con un affondo al 2030 dopo un sondaggio tra 18 top manager e opinon leader per identificare le tendenze nei prossimi dieci anni.

Attenzione a Tim e taglio debito

In Italia l’attenzione resta su Tim e la necessità di tagliare il suo cumulo di debiti. In Spagna, i dati dell’Antitrust mostrano che il mercato è in stabilizzazione, con l’aumento della domanda di connessioni FTTH e l’aumento dei canoni di abbonamento da parte delle società di telecomunicazioni.

Più a lungo termine, come risultato del sondaggio che ha coinvolto manager del settore come Pietro Labriola, Gianluca Corti, Benedetto Levi, Andrea Duilio, “è ora visibile la necessità di un consolidamento del settore” in percentuale triplicata rispetto a tre anni fa.

5G fondamentale, ma cala la fiducia degli esperti

Il 5G è ancora considerato fondamentale anche se gli esperti “stanno perdendo fiducia considerando che nel mercato dell’UE la penetrazione del 5G rimane bassa e non è chiaro come monetizzare l’asset” si legge nel report. Sulle infrastrutture gli esperti intervistati ritengono che continuerà il processo di acquisizioni e fusioni nonostante il forte aumento dei costi di finanziamento.

AI guiderà la crescita del settore

In prospettiva “l’Intelligenza Artificiale (sostenuta da cloud e 5G) guiderà la crescita del settore, a condizione che si evolva integrando il tocco umano. Mentre l’idea generale è che il consolidamento non può essere rinviato, la coopetizione (o la competizione in un ambiente cooperativo) sembra emergere come tendenza, anche in considerazione del previsto forte aumento del traffico dati”.

Prezzi gradualmente risalgono

I prezzi gradualmente risalgono, segnalano gli analisti di Mediobanca Securities. Un “more for more” (pagare di più per avere di più, ndr) è stato confermato da Tim e Vodafone rispetto ai primi mesi del 2022 ma allo stesso tempo, segnalano tendenze sfidanti in corso nella fascia bassa del mercato.

Il rapporto ricorda che il mercato dei servizi in fibra è “un’arena affollata” dove è entrata Virgin Fibra (il progetto è guidato dall’ex capo di Sky in Italia, Tom Mockridge) scommettendo che il numero di linee in fibra in Italia potrebbe raggiungere i 30 milioni nel tempo (2 milioni oggi).

Le linee fisse si attestano a 19,98 milioni a settembre 2022, in linea rispetto a giugno ’22. Tim è il leader con una quota di mercato del 41,9% (42,3% nel secondo trimestre 2022), seguita da Vodafone con una quota di mercato del 16,2%; WindTre si attesta al 14,3% (14,2% nel secondo trimestre) e Fastweb al 14,1% (dal 14,2% del trimestre precedente). Gli operatori più piccoli hanno aumentato la loro quota di mercato aggregata raggiungendo circa il 13,4% (dal 13,1% del secondo trimestre). Le linee broadband a 18,68 milioni (15.000 nuove connessioni nel terzo trimestre) con l’Adsl in calo mentre le altre tecnologie aumentano. Il numero di linee mobili è stabile a 95 milioni, con Tim e Iliad best performer. 

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