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Mercato Tlc, Italia al top per investimenti 5G ma soffrono i ricavi delle telco

In Italia nel 2018 crescono del 17% a 8,55 miliardi di euro gli investimenti in nuove infrastrutture Tlc, (in particolare per l’asta 5G da 6,55 miliardi), avvicinandosi ai livelli della Germania che ha raggiunto 9 miliardi nello stesso periodo. Calano invece del 2% i ricavi complessivi del settore a 31,6 miliardi. Pesa sulla flessione dei ricavi il calo del 5,3% della telefonia mobile. E’ quanto emerge dall’indagine annuale sul settore Tlc dall’Ufficio Studi di Mediobanca, secondo cui Tim è il sesto operatore europeo per ricavi, mentre nei primi sei mesi del 2019 il trend degli operatori italiani in termini di fatturato è altalenante e l’unico che cresce è Fastweb, (oltre al nuovo entrante Iliad) le cui politiche di prezzo aggressive hanno certamente contribuito alla diluizione dei fatturati degli operatori mobili.

Il peso delle Tlc sul Pil

Nel 2018 il settore delle Tlc ha rappresentato in Italia l’1,8% del Pil, a fronte dell’1,9% nel 2017, il 2,4% della spesa delle famiglie, in leggero calo rispetto all’anno precedente, e il 5,9% degli investimenti complessivi, in aumento dello 0,7% rispetto al 2017.

Investimenti alle stelle

Gli investimenti nel nostro paese, sottolinea il report di Mediobanca, sono aumentati del 17% nel 2018, raggiungendo quasi quelli della Germania. C’è però una differenza fondamentale, visto che il paese teutonico regista un fatturato praticamente doppio rispetto al nostro.

In altri termini, dai dati emerge il fatto che il nostro paese resta al passo sul fronte degli investimenti in nuove reti a banda ultralarga, ma che i ricavi stentano a mantenere margini necessari a sostenere l’ingente spesa necessaria per dotare il nostro paese di nuove reti 5G e a banda ultralarga fissa.

I ricavi delle Tlc a 31,6 miliardi (-2%) nel 2018

I ricavi del settore raggiungono quota 31,6 miliardi di euro nel 2018, in calo del 2% soprattutto per l’aumento della concorrenza nel mobile dove, come detto, il fatturato è diminuito del 5,3%. Tiene invece la telefonia fissa, con ricavi in aumento dell’1,2% grazie al miglioramento del mix dovuto alla sostituzione con linee ad alta velocità che hanno prezzi più elevati. In altri termini, la sostituzione delle vecchie connessioni in rame Adsl stanno crescendo notevolmente, come confermato dai dati dell’Osservatorio trimestrale Agcom, quelle in FTTC.   

La classifica per fatturato dei principali player

La classifica dei principali player per fatturato è guidata sempre da Tim (18,7 miliardi in calo del 4,2%), seguita da Vodafone Italia (5,9 miliardi in calo del 5,6%), Wind Tre (5,4 miliardi in calo del 9,9%). L’unico player in controtendenza è Fastweb, con un fatturato in aumento dell’8,2% nel 2018 e del 24,6% nell’ultimo quinquennio. Pecora nera, invece, Tiscali con una flessione dei ricavi del 18% nel 2018 e del 22,4% sul 2014.

Fastweb al top per investimenti nel periodo 2014-2018

Fastweb è inoltre al top per tasso medio di investimenti nel quinquennio 2014-2018 (33,7%). Dal 1999 Fastweb ha investito più di 10 miliardi nella sua rete fissa. Mentre nel 2018 al top per investimenti c’è Vodafone Italia, che ha investito una quota del 51% dei ricavi. Sugli investimenti del 2018 pesa certamente l’acquisizione delle frequenze radio, con un esborso complessivo di 6,55 miliardi di euro da parte degli operatori.

Mobile, trend dei primi sei mesi del 2019

Nei primi sei mesi del 2019, Fastweb ha segnato un aumento del 3,8% dei ricavi, a fronte di un calo diffuso fra gli altri player: Wind Tre (-3,8%), Tim (-4,4%), Vodafone (-6,7%) e Tiscali (-20%). Negativo l’andamento dei ricavi del mobile per i tre principali gruppi, in calo di oltre 600 milioni rispetto allo stesso periodo del 2018; quelli di Iliad invece crescono da 55 a 177 milioni in un anno.   

Telefonia mobile, Italia al top. Indietro nel broadband fisso

L’Italia è uno dei paesi con la maggior penetrazione globale di telefonia mobile (137%), alle spalle della Russi (61%) e della Svezia (140%). Cresce anche la copertura 4G, che a fine 2018 rappresentava il 65% di tutte le sottoscrizioni mobili.

Continua a stentare la diffusione di linee broadband fisse, 28 ogni 100 abitanti a fronte alle 44 ogni 100 abitanti dell’Olanda e alle 43 della Francia. Migliora il dato sulla copertura in FTTH nel nostro paese, con il 23,9% delle abitazioni italiane raggiunte (erano il 12,2% nel 2013).

Ma a questo punto, visti i dati diffusi da Mediobanca, starà crescendo fra gli operatori la consapevolezza che tecnologie considerata ancillari per l’ultrabroadband fisso, in primo luogo il FWA (Fixed Wireless Access) potranno ricoprire un crescente ruolo strategico per la copertura del nostro paese nelle aree bianche ma anche in quelle nere.

5G, Italia al top per sperimentazioni ma rischio ritardi

Il report di Mediobanca precisa che l’Italia è al secondo posto in Europa per quanto riguarda le sperimentazioni 5G alle spalle della Finlandia, ma la diffusione capillare delle nuove reti rischia di essere frenata dalle resistenze più volte emerse dei piccoli comuni, dove i sindaci non danno facilmente i permessi per timori, non comprovati scientificamente, per la salute dei cittadini.

L’Italia fa passi avanti nella connettività e nei servizi pubblici digitali ma i progressi nelle linee ultraveloci sono lenti ed elevato resta il gap con altri Paesi Ue come Germania e Spagna. Citando il Desi report 2019, l’indagine sottolinea che l’Italia si posiziona al 24esimo posto su 28 per l’indice di digitalizzazione dell’economia e della società. In Italia, si fa notare, a giugno 2019 le linee ultraveloci, superiori ai 30 megabit per secondo, sono pari a 8,6 milioni, cioè il 50% di quelle complessive, ma resta il gap rispetto a Spagna e Germania a dicembre 2018 registravano come linee ultraveloci rispettivamente il 74,3% e il 53,9% del totale.

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