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Mercato digitale, in Italia 38.106 milioni di euro nei primi 6 mesi del 2023 (+2,5%). Per il 2024 prevista la crescita del +3,8% (82.215 milioni)

Il mercato del digitale ha confermato anche nel 2023 di essere in buona salute. Se le stime per il PIL italiano certificano un suo rallentamento e una sua crescita di pochi decimali, il mercato digitale dovrebbe segnare, negli ultimi dodici mesi, un aumento decisamente più sostenuto (+2,8%), con i Servizi ICT (+9%), Contenuti e pubblicità digitale (+5,9) e Software e soluzioni ICT (+5,8%) a trainare tutto il settore.

Lo evidenzia Anitec-Assinform, l’Associazione di Confindustria che raggruppa le principali aziende dell’ICT, all’interno della pubblicazione sull’andamento del digitale in Italia, condotta in collaborazione con NetConsulting cube e presentata quest’oggi a Roma.

“Nel 2023, con la diffusione di soluzioni di intelligenza artificiale generativa e di ChatGPT, l’intelligenza artificiale ha catturato l’attenzione di accademia, istituzioni, imprese e cittadini, ed è stata finalmente percepita come una tecnologia rivoluzionaria, capace di saldare abilità e attività diverse, di rendere accessibili soluzioni a sfide complesse, di potenziare l’uomo nelle sue capacità naturali. Tecnologie come queste, oltre a big data, cloud e quantum computing, trasformeranno le nostre abitudini e i diversi settori produttivi del nostro Paese: dal Made in Italy, alla sanità, alla pubblica amministrazione. Faranno crescere non solo i settori, ma le filiere, portando le imprese ad aumentare di scala, di dimensione e di posizionamento internazionale”. Così Marco Gay, Presidente di Anitec-Assinform.

Previsioni per il periodo 2023-2026: mercato digitale e comparti tecnologici

Lo studio prevede che il mercato digitale chiuda il 2023 raggiungendo quota 79.209 milioni di euro (+2,8% rispetto al 2022). La crescita maggiore è prevista per il comparto Servizi ICT (+9%), a seguire il settore dei Contenuti e Pubblicità Digitale (+5,9%), quello dei Software e Soluzioni ICT (+5,8%). Per i Servizi di Rete è invece previsto un lieve calo (-0,2%) e per i Dispositivi e Sistemi un calo più accentuato (-2,5%). Nel 2024 Anitec-Assinform prevede un apprezzabile aumento del mercato digitale italiano: 82.215 milioni di euro (+3,8% rispetto al 2023). La crescita viene prevista in ulteriore aumento per il biennio 2025-2026: +4,8% nel 2025 e +5% nel 2026, con un mercato che nel 2026 Anitec-Assinform intorno ai 90,4 miliardi di euro.

Digital Enabler

Trasversali tra i vari comparti, i Digital Enabler sono le tecnologie più innovative e quelle caratterizzate da un dinamismo più marcato. Quelli che nel periodo 2023-2026 faranno registrare tassi di crescita media annua maggiori sono: Intelligenza artificiale (+28,2%), Blockchain (+24,1%) e Cloud (+17,9%). In termini di valore del mercato più elevato, il Cloud dovrebbe chiudere il 2023 a 6.296 milioni di euro, il Mobile business a 5.306 milioni di euro, Internet of Things a 4.406 milioni di euro, Cybersecurity a 1.797 milioni di euro e Big data 1.716 milioni di euro.

Settori economici

I settori che nel periodo 2023-2026 faranno registrare tassi di crescita media annua maggiori sono: Banche (+8,8%), Pubblica amministrazione centrale (+8,8%) e Sanità (+8,5%). In termini di valore del mercato più elevato, il comparto delle Banche dovrebbe chiudere il 2023 a 9.840 milioni di euro, l’Industria a 9.820 milioni di euro e le Telecomunicazioni & Media a 9.769 milioni di euro.

Impatto del PNRR sul mercato digitale

Le previsioni sul mercato digitale in Italia sono condizionate dagli investimenti in digitalizzazione finanziati attraverso il PNRR. Nel 2023 lo scenario prevede un impatto del PNRR pari a 910 milioni aggiuntivi, per un totale complessivo di oltre 79,2 miliardi di euro. Nel 2024 le risorse aggiuntive provenienti dal PNRR sono previste in aumento: l’impatto del PNRR sarà pari a 1,35 miliardi di euro, con un mercato digitale che così arriverà a 82,2 miliardi di euro.

Focus Cybersecurity

La spesa complessiva destinata a prodotti e servizi in ambito Cybersecurity l’Associazione di Confindustria attestarsi sui 1.797 milioni di euro a fine 2023 (+13% rispetto al 2022). Nel periodo 2023-2026 la crescita media annua del settore è prevista dell’11,5%, per un valore nel 2026 di 2.490 milioni di euro. In questo periodo, a far segnare la crescita media maggiore sarà il comparto del Security Software (+13,1%).

Focus Pubblica amministrazione

Il mercato digitale della Pubblica amministrazione centrale chiuderà il 2023 a 3.766 milioni di euro (+10% rispetto al 2022), quello della Pubblica amministrazione locale a 1.892 milioni di euro (+8,7%) e quello della Sanità a 1.739 milioni di euro (+8,3%). Nel periodo 2022-2026 la crescita media annua della PA sarà dell’8,5%: Pubblica amministrazione centrale +9,1%, Sanità +8,5%, Pubblica amministrazione locale +7,7% (di cui Regioni +9,2% e altri Enti locali +6,4%) e Education +6,9%.

“Le dinamiche del mercato digitale – prosegue Gay – sono e saranno sempre più legate a fattori che influenzano l’interazione tra trasformazione digitale, economia e capitale umano, sostenibilità e nuovi rischi globali di natura cibernetica. Vogliamo immaginare un futuro dove cambieremo il modo in cui facciamo le cose e avremo sempre più bisogno di nuove e sofisticate competenze. Cresce la domanda di profili specialistici in ambito digitale, dal developer al cloud architect, ma soprattutto cresce la domanda di figure traversali, capaci di leggere la complessità in cui operano le aziende e valorizzare il ruolo del digitale per supportare la loro operatività. Le nuove tecnologie si affermano come un alleato imprescindibile per realizzare gli obiettivi di sostenibilità ambientale, sociale ed economica che ci siamo prefissati”.

“Il 2024 – conclude Gay – sarà un anno cruciale per il nostro Paese: avremo la leadership del G7, si rinnoveranno le Istituzioni europee e l’andamento del PNRR sarà più nitido e definito tanto sul piano dei progetti che su quello delle riforme. Sarà questo l’anno in cui dovremo dimostrare di aver compreso la “lezione” che da sempre l’innovazione ci offre: l’innovazione, infatti, non si ferma, ma possiamo decidere quanto sfruttarla. Ecco perché abbiamo oggi il dovere di essere coraggiosi e determinati per affermare una nostra leadership nel campo dell’innovazione digitale, sfruttando le tante intelligenze presenti nel nostro Paese – dall’impresa all’accademia – proiettandoci come protagonisti e partner dello sviluppo tecnologico, impegnandoci per assicurare competenze trasversali e specifiche che coniughino il nostro immenso patrimonio di conoscenza con le innovazioni alla frontiera”.

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