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Mentolo: quando una legge sul fumo provoca un terremoto politico e sociale

James Hansen

La scatola di Marlboro di colore “verde” – cioè, delle sigarette al mentolo – non è molto familiare in Italia, dove tra l’altro è stata messa al bando un paio d’anni fa, nel 2020, con l’entrata in vigore di una direttiva europea che vieta la diffusione di prodotti del tabacco contenenti aromi come mentolo, vaniglia, cannella et al

Non è che facessero più male le sigarette aromatizzate – tutte le sigarette fanno male – ma i gusti “di fantasia” potevano renderle, secondo Bruxelles, più “invitanti”, incentivandone il consumo.

Ora anche il Governo americano torna alla possibilità di vietare il tabacco al mentolo negli Stati Uniti. Non è la prima volta che ci prova. C’era già riuscito tempo fa con gli altri aromi, ma con il mentolo no. Il motivo del ritardo, squisitamente politico, è interessante. Le sigarette al mentolo sono, massicciamente, quelle scelte dalla popolazione di colore.

Secondo i più recenti dati di marketing, l’86% dei fumatori afroamericani preferisce il fumo mentolato, mentre la popolazione bianca non tanto – meno del 30%. Sono anche, strano a dirsi, le sigarette preferite da un altro segmento della popolazione, molto minore ma comunque “politicamente sensibile”, gli LGBTQ+.

La causa della spettacolare preferenza per le sigarette al mentolo tra la gente di colore è piuttosto misteriosa. Gli attivisti anti-fumo l’hanno sempre attribuita – senza particolari prove – alle politiche di marketing dell’industria del tabacco, una spiegazione che invece infastidisce quella parte della popolazione nera che ci vede più di un pizzico di “paternalismo bianco” nel suggerimento implicito che essa debba essere più vulnerabile alla pubblicità e al marketing rispetto ai bianchi.

Per la verità, una spiegazione scientifica ci sarebbe – l’identificazione di una sottile differenza genetica nella percezione del mentolo da parte del sistema sensoriale degli afroamericani – anche se la ricerca è stata da molti ritenuta “irricevibile” per motivi ideologici.

Per ora, il nuovo divieto è fortemente perorato dalla Pubblica Amministrazione, ma non è affatto chiaro da dove dovrebbe arrivare il sostegno politico all’iniziativa.

La popolazione nera americana costituisce un importante bacino elettorale del Partito Democratico – tipicamente la parte politica più incline a raccogliere le istanze della P.A. – che però è anche il partito d’appartenenza dell’impopolare Presidente Joe Biden oltre a essere una formazione politica che sente sempre più sul collo il fiato dei Repubblicani dell’odiato Donald Trump.

Nelle circostanze, togliere una sentita consolazione agli elettori di una potente minoranza politica potrebbe non essere un’idea molto opportuna.

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