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Maria Cammarota (Assinter) a Forum PA: “Innovare il procurement pubblico per accelerare la transizione digitale”

“La PA centrale e locale rappresentano il più grande buyer italiano d’innovazione e per fare in modo che il procurement pubblico non sia freno, ma volano alla transizione digitale, bisogna che anche il procurement stesso sia innovativo”. È questo il messaggio lanciato da Maria Cammarota, DG di Assinter Italiana, intervenuta, il 18 maggio scorso, a ‘Forum PA’ nel panel dal titolo “Scenario | La governance nazionale dell’innovazione e la collaborazione pubblico-privato”.

“Così la PA,”, ha aggiunto Cammarota, “usando forme di procurement innovativo, diventa anche il più potente driver d’innovazione. Non soltanto progettare e acquistare prodotti e servizi innovativi, ma farlo in maniera innovativa”.

“Come sappiamo il procurement pubblico”, ha spiegato la direttrice generale, “agisce secondo il principio del best value e cioè il miglior modo di spendere il denaro pubblico.

Non solo ‘value for money’, ma anche ‘value for society’ e cioè creare valore pubblico, che non è solo un dovere/obiettivo del settore pubblico, ma anche di quello privato. Anzi, le imprese hanno una responsabilità in tal senso nei confronti della PA con cui sono “alleati naturali”.

Il nuovo codice dei contratti pubblici un esempio da seguire

Cammarota, per spiegare la sua visione di procurement pubblico, ha citato come esempio da seguire il nuovo codice dei contratti pubblici: “La nuova governance sta incentivando un approccio al procurement decisamente innovativo, basti pensare al nuovo codice dei contratti pubblici e alle forme innovative di collaborazione pubblico-privato:

Si va, dunque, verso una maggiore flessibilità, discrezionalità delle stazioni appaltanti cercando di limitare gli automatismi, le scelte ‘automatiche’ che derivano da algoritmi come il ‘massimo ribasso’”.  

Le forme di procurement pubblico innovativo sono scarsamente usate dalle PA italiane

Quali sono le cause di questo fenomeno?

“La PA non usa gli strumenti innovativi”, ha osservato Maria Cammarota,“perché i funzionari pubblici non hanno certezze e temono i ricorsi e dunque non sono incentivati a farlo. È necessario rassicurare e dare fiducia ai funzionari pubblici, spesso costretti a rifugiarsi nella ‘burocrazia difensiva’: la cosiddetta paura della firma.

Ma quindi su cosa dobbiamo focalizzare l’attenzione?

“Su quattro parole chiave, ha concluso Cammarota: 

che sono anche i 3 princìpi a cui si ispira il nuovo codice dei contratti pubblici”.

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