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Manovra. Detrazioni per chi paga con la carta: idraulico, elettricista, parrucchiere e ristoranti

Solo se si paga con la moneta elettronica i cittadini potranno godere delle detrazioni Irpef per le spese saldate all’idraulico, elettricista, parrucchiere, ristorante e così via

Vedere un idraulico, un elettricista e qualsiasi altro tecnico, che viene a casa per effettuare un lavoro, munito di un Pos mobile è davvero raro. Dall’anno prossimo questa abitudine da ‘furbetti’ potrebbe essere disincentivata, perché il Governo punta ad inserire nella legge di Bilancio 2020 le detrazioni Irpef per chi paga con la moneta elettronica l’idraulico, l’elettricista, il parrucchiere e i ristoranti. E per chi continuerà a non offrire anche la modalità di pagamento digitale sono in arrivo sanzioni, come annunciato ieri da Maria Cecilia Guerra, sottosegretario al ministero dell’Economia e delle Finanze, impegnata ad introdurre nella manovra le multe per gli esercenti e professionisti senza Pos, nonostante sia obbligati a possedere il dispositivo che permette al cliente di pagare in modo elettronico.

Detrazioni Irpef anche per altre spese pagate con moneta elettronica

Lo stesso principio di detrazioni per chi paga con la carta o bonifici dovrebbe valere per le spese sostenute per la scuola e lo sport dei figli fino a quelle mediche, anche se come fare a porre fine a un’altra cattiva abitudine di alcuni professionisti (“con la fattura sono X, senza Y”), che continueranno ad offrire al cliente uno sconto, anche equivalente alla detrazione, pur di essere pagati in contanti e quindi in nero.

Far emergere l’evasione anche con la Lotteria degli scontrini

Un consumatore dovrebbe essere incentivato a richiedere sempre la fattura, perché dal prossimo anno, forse già dalla Befana, avrà la possibilità di vincere i premi alla lotteria degli scontrini. La possibilità di vittoria raddoppia in caso di utilizzo di carta o bancomat. Infine, tra le ipotesi di disincentivazione del contante, torna la proposta di abbassare la soglia da tremila euro a mille. Ma sul punto non c’era accordo all’interno della maggioranza. Lo si scoprirà domani leggendo il Documento programmatico di bilancio, ovvero l’ossatura della manovra, che il Governo invierà a Bruxelles.

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