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M2M, quali urgenze per il settore Energia in Italia

Efficienza energetica

In Italia servono urgentemente regole e standard tecnologici condivisi, per non perdere il treno del M2M nel settore Energia e sviluppare il business delle smart grid di domani. E’ questo in sintesi il messaggio contenuto nella risposta che l’Autorità per l’energia elettrica il gas e il sistema idrico (Aeegsi) ha consegnato – ormai quattro mesi fa, ma non è successo nulla – in risposta all”Indagine conoscitiva sui servizi di comunicazione machine-to-machine” dell’Autorità per le garanzie delle comunicazioni (Agcom) (Delibera Agcom n. 708/13/Cons). Il nodo M2M applicato al settore energetico va sciolto al più presto. A dimostrarlo il fatto, alquanto irrituale, che un’Authority, quella dell’Energia, risponda pubblicamente e per iscritto all’indagine di un’altra Authority, quella delle Comunicazioni. Non capita quasi mai.

Aeegsi, mano tesa all’Agcom: ‘Lavoriamo insieme ai nuovi standard’

L’invito dell’Autorità per l’energia all’Agcom è chiaro: nelle conclusioni della risposta all’indagine sul machine-to-machine, l’Aeegsi chiede all’Agcom di “collaborare, anche con risvolti di studio e ricerca” per “l’impiego di tecnologie aperte, interoperabili e di uso generale per evitare la creazione di nicchie tecnologiche dedicate con pochi costruttori e costi elevati”; per rendere facile la “sostituibilità dei servizi di comunicazione offerti da diversi operatori” per assicurare “la massima concorrenza sui prezzi e una gestione flessibile dell’infrastruttura di rete” da parte degli operatori Tlc che offrono servizi ai gestori del mondo energia/gas/risorse idriche (spesso con dimensioni aziendali medio-piccole); di “selezionare soluzioni trasparenti facilmente confrontabili” per agevolare lo sviluppo su larga scala delle smart grid. Non esistono, sottolinea l’Aeegsi, accordi quadro fra gestori di rete elettrica e operatori Tlc, il che ovviamente fa lievitare i costi di gestione dei nuovi servizi M2M.

 

M2M business del futuro iperconnesso

Il machine-to-machine (M2M) è la strada maestra per il futuro nei settori dell’energia elettrica, del gas e del servizio idrico integrato, per lo sviluppo dei nuovi mercati legati alle “smart grid”, allo smart metering e a tutti i servizi verticali del settore elettrico, del gas e idrico.

Un mercato futuro multi-miliardario, fatto di nuove applicazioni automatizzate per il telecontrollo e la sicurezza delle reti di distribuzione. Un mercato che però è ancora frenato in Italia da questioni regolatorie trascurate.

Questioni che riguardano la mancata standardizzazione delle tecnologie multi vendor in gioco, che frenano la concorrenza sul terreno degli apparati; delle Sim incorporate nei contatori elettronici; dei sistemi automatici di rilevamento dei consumi. Soluzioni che non parlano fra loro, perché legate a tecnologie proprietarie.

Pesa la mancanza di regole e standard condivisi per sistemi di lettura elettronica dei dati, telecontrollo, gestione allarmi, per la prevenzione e il disaster recovery in caso di cali di tensione, criticità e black-out. Situazioni critiche, in cui i tempi di risposta sono necessariamente nell’ordine dei millisecondi. E ancora, la carenza di frequenze dedicate al M2M energetico.

Smart grid e smart metering

Troppe le questioni regolamentari inevase, che riguardano anche la carenza di banda larga per il M2M energetico, ancora legato a standard di comunicazione ormai superati come il Gsm, il Gprs, l’Adsl. Standard inadeguati in prospettiva a veicolare l’enorme flusso di dati in arrivo con il nuovo paradigma del M2M delle reti di distribuzione. Insomma, serve una scossa oggi, servono subito nuove regole chiare per non perdere il treno del M2M energetico, il business delle reti intelligenti, il mercato consumer del fotovoltaico, delle fonti alternative in rete e delle smart city di domani.

Più frequenze dedicate alle smart city

Le esigenze del settore energia sono molte e toccano anche il campo dello spettro radio. C’è la richiesta di definire in modo semplice e chiaro “servizi di comunicazione M2M adatti alle applicazioni verticali” e la diffusione di “servizi M2M per le smart grid mediante la definizione di servizi standard ‘no frills’”. L’analisi e lo sviluppo “delle infrastrutture smart city e multiservizio valutando eventuali azioni regolatorie che possano evitare ostacoli alla diffusione di servizi dovuti al mancato coordinamento tra operatori sugli stessi canali di comunicazione (in particolare per lo spettro a 169 Mhz)”.

 

L’Autorità per l’Energia segnala che nello sviluppo di infrastrutture di comunicazione cittadine basate sulle frequenze 169 Mhz è necessaria “un’analisi dei potenziali rischi di affollamento del traffico dati sui canali disponibili, che può diventare un ostacolo alla diffusione dei servizi”. Insomma, le frequenze ad oggi destinate al M2M energetico hanno bassa velocità trasmissiva, pochi canali utilizzabili con le tecnologie più diffuse, rischiano la rapida saturazione anche per problemi di interferenza.

Oltre alle frequenze 169 Mhz, sostiene l’Aeegsi, sono di interesse per le infrastrutture smart city e multiservizio anche “le frequenze 868 Mhz su cui si è osservato di recente un aumento di interesse del mercato (anche se al momento non per il metering gas). Ovviamente la pressione e il rischio di affollamento sul 169 Mhz dipende dalla diffusione dell’utilizzo di altre porzioni dello spettro radio che dovrà essere monitorato ed analizzato nei prossimi anni”.

Capitolo Sim

Per quanto riguarda le Sim incorporate nei contatori e nei concentratori, infine, L’Aeegsi segnala che “la possibilità di cambiare operatore senza la sostituzione fisica della Sim rappresenta un’esigenza fondamentale per la concorrenza tra operatori Tlc e quindi per la minimizzazione dei costi di connettività” per i gestori di energia.

Campi di applicazione del M2M all’Energia

 

In sintesi, secondo l’Aeegsi, sono fondamentalmente tre i campi di applicazione del M2M al settore Energia.

Requisiti dei campi di applicazione

 

E’ necessario evitare duplicazioni di reti e definire servizi di telecomunicazione con caratteristiche specifiche per le smart grid (always on, bassa latenza, limitate esigenze di banda).

Standardizzazione dei protocolli

 

Esiste un protocollo internazionale (IEC) per la comunicazione tra la sottostazione elettrica e gli utenti della rete (norma IEC 61850 o ‘sottostazione estesa’) ma non è sufficiente a garantire ‘dialogo’ fra apparati perché lascia alcuni ‘strati’ del protocollo alla personalizzazione dei singoli costruttori (dialetti).

Interoperabilità

Per consentire lo scambio di informazioni tra dispositivi ‘multi vendor’ è necessario definire un modello per lo scambio dati.

Condivisione infrastrutture

Aeegsi sta lavorando per favorire l’utilizzo di infrastrutture di comunicazione condivise. Ad esempio, la rete internet pubblica (contesto urbano) è pienamente compatibile con applicazioni legate alla regolazione della potenza attiva e reattiva (non sono necessari specifici accordi con fornitori Tlc).

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