Lo Spazio Europeo per i Dati sull’Intelligenza Artificiale in materia di Difesa consentirebbe ai paesi dell’UE di condividere dati sensibili sulla difesa.
Le istituzioni dell’UE hanno iniziato a valutare come gli eserciti e le autorità di difesa europee possano condividere informazioni in modo sicuro, senza il coinvolgimento degli Stati Uniti. E’ quanto emerge da una nuova presentazione dell’Agenzia Europea per la Difesa (EDA) visionata da Euractiv.
Ue, obiettivo una piattaforma per i dati militari entro il 2030
I documenti mostrano che l’organismo intergovernativo per la difesa dell’UE mira a istituire una piattaforma di condivisione dati di livello militare pienamente operativa entro il 2030.
Denominata Spazio Europeo per i Dati sull’Intelligenza Artificiale in materia di Difesa (DAIDS), l’iniziativa mira a consentire ai paesi dell’UE di condividere informazioni sensibili relative alla difesa in modo sicuro attraverso una piattaforma dedicata.
Finora, i paesi hanno scelto i fornitori in base alle preferenze nazionali, creando un mosaico di fornitori per archiviare e condividere i propri dati, senza una piattaforma comune sicura per lo scambio di informazioni. La Commissione Europea aveva inizialmente proposto di istituire un “ambiente dati affidabile, sicuro e interoperabile” nella sua Roadmap per la Trasformazione dell’Industria della Difesa, pubblicata lo scorso anno.
L’EDA, un’istituzione intergovernativa dell’UE, sta ora lavorando per rendere il cosiddetto spazio dati una realtà, secondo i documenti visionati da Euractiv.
Tecnologia di difesa Ue: condivisione dati per la difesa e cloud militare
Attualmente, molti paesi archiviano o condividono i propri dati utilizzando infrastrutture di storage di fabbricazione estera, soprattutto americana, creando sia potenziale dipendenza che vulnerabilità.
In quest’ottica, sono ora previsti due progetti complementari. In primo luogo, lo spazio dati sarebbe un “quadro federato a livello UE progettato per consentire la condivisione affidabile, sicura e sovrana di dati rilevanti per la difesa”, si legge nei documenti.
In secondo luogo, il Commissario per la Difesa Andrius Kubilius ha detto che i governi dovrebbero iniziare a sviluppare un cloud militare sovrano.
I due progetti sono interconnessi, ma possono anche funzionare in modo indipendente. In breve, un cloud archivia i dati, mentre uno spazio dati facilita lo scambio di informazioni su base bilaterale o multilaterale.
I leader dell’UE hanno inoltre elencato l’uso dell’IA militare nella difesa come uno dei settori chiave in cui investire per preparare al meglio il continente.
I documenti affermano che l’EDA è in contatto con la Commissione Europea per garantire che le varie iniziative per la creazione dello spazio dati siano complementari ed evitino duplicazioni.
Scadenza 2030
L’EDA ha incaricato un consorzio di tre aziende di contribuire allo sviluppo del progetto: la francese CEA, la francese Cloud Data Engine e l’europea SopraSteria.
Il passo successivo è spingere i paesi a coordinare gli acquisti di tecnologie compatibili con il futuro spazio dati europeo. Entro la fase 2029-2030, il piano prevede di integrare il DAIDS nelle operazioni di routine degli eserciti e delle autorità di difesa, secondo quanto affermato nei documenti di pianificazione. Dovrebbe essere utilizzato anche in missioni ed esercitazioni.
Il lavoro attuale è a “livello di studio”, ha detto uno dei partecipanti al programma.
