il punto

L’Italia e la bufala del giorno su Huawei. Nessuna Golden Share, il MiSE smentisce

Inspiegabile uscita de ‘La Stampa’ di Torino, motivata dal “rischio di esposizione dei nostri dati” a presunti interessi cinesi, quando poche oligarchie digitali americane (Facebook, Google, Amazon, Apple, Microsoft) rubano i dati di tutti i cittadini italiani, senza che nessuno dica nulla.

di Raffaele Barberio | @rafbarberio |

Stamane falso allarme nel mondo della politica e delle telecomunicazioni italiane. La Stampa è uscita con un perentorio “A rischio i nostri dati. Il governo mette al bando Huawei e ZTE per il 5G” a firma di Federico Capurso. Titolo allarmante e invero bugiardo.

Nell’articolo si specifica che il governo italiano mette al bando (dando quindi la cosa come già avvenuta) Huawei e ZTE, riportando anche alcuni virgolettati: “…Sono arrivate forti pressioni dagli Stati Uniti…”, ma anche richiamando conferme da Palazzo Chigi, dove il dossier è in carico al Dipartimento delle Informazioni per la Sicurezza (DIS). “…Siamo assolutamente sensibili ai timori espressi da Washington e concordiamo pienamente sulla necessità di uno stop nei confronti di Huawei e ZTE..”.

Peccato che La Stampa non ci sveli quale sia la fonte. Voci interne e non personalizzabili di dirigenti della Presidenza del Consiglio. Note interne per il Premier o documenti del DIS?

Come si fa a spargere notizie così pesanti senza indicare una fonte?

Ma c’è di più.

Si comunica anche che il premier Giuseppe Conte sarebbe pronto a esercitare i poteri che la legge gli riconosce con la Golden Share sui servizi interesse nazionale per la sicurezza.

Ma se non decidi di buttare fuori dall’Italia Huawei e ZTE (come i toni dell’articolo sembrano perentoriamente indicare), la Golden Share può essere esercitata solo eventualmente nei confronti di Telecom Italia e Open Fiber, perché Vodafone, Iliad e Wind-Tre sono tutte società a capitale totalmente estero sulle quali non può essere esercitata alcuna Golden Share.

Insomma un pastrocchio che ha il sapore del messaggio trasversale a mezzo stampa.

Tant’è che a metà mattinata il MiSE è stato costretto a diramare un comunicato in cui : “…smentisce le ricostruzioni di stampa, nessuna prova di pericolo nazionale”.

Il comunicato parla di “presunta messa al bando delle aziende Huawei e ZTE” e cosa di gran lunga più rilevante, dichiara che: “…il MiSE smentisce l’intenzione di adottare qualsiasi iniziativa in tal senso”.

L’accaduto indica senza mezze misure come l’argomento sia oggetto di speculazioni oltre ogni ragionevole dubbio e come il tema sarà oggetto dell’attenzione di tutti nelle prossime settimane. Stay Tuned.

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