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L’Italia approva la legge sul biotestamento, Net neutrality in USA, Ripresa economica Francese

L’Italia approva la legge sul fine-vita, ultimo atto del centrosinistra prima delle elezioni

15 dic 11:03 – (Agenzia Nova) – Il Parlamento italiano ieri giovedi’ 14 dicembre ha approvato la legge che autorizza le ultime volonta’ (testamento) in materia di trattamenti medici di fine-vita: lo riferisce il quotidiano britannico “The Financial Times”, scrivendo che si tratta probabilmente di una delle ultime leggi della maggioranza di centrosinistra prima della convocazione delle elezioni politiche nel marzo 2018. La legge, sostenuta nel voto finale al Senato sia dal Partito democratico (Pd) al governo che dal partito anti-establishment Movimento 5 stelle (M5s), significa che l’Italia ora si allinea ad altri grandi paesi europei, tra cui il Regno Unito, la Francia, a Germania e la Spagna, che gia’ riconoscono il diritto dei pazienti di esprimere in materia le loro ultime volonta’. “Il senato ha scelto la civilta’, e’ uno passo verso la dignita’ della persona”, ha commentato in un tweet il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni. Alla legge si erano opposti i parlamentari di centro-destra, temendo che essa possa aprire la strada al suicidio assistito. Da parte sua invece la Chiesa cattolica, guidata da Papa Francesco in persona, non aveva fatto grandi obiezioni alla legge, sostenendo come fosse piuttosto necessario raggiungere un punto di equilibrio per evitare eccessivi trattamenti medici, il cosiddetto “accanimento terapeutico”: la principale richiesta avanzata dalla Chiesa e’ stata di garantire ai dottori la possibilita’ di ricorrere all’obiezione di coscienza. La legge sul fine vita e’ stata portata avanti dal Pd nel tentativo di arricchire il carniere di nuove norme sui diritti gia’ approvate negli ultimi anni, come quella sulle unioni civili per le coppie dello stesso sesso: l’obbiettivo del Pd, valuta il “Financial Times”, e’ stato quello di contrastare la concorrenza a sinistra sorta con la nascita dell’alleanza Liberi e Uguali capeggiata dal presidente del Senato, Pietro Grasso. Il Partito democratico di Matteo Renzi invece non e’ riuscito, almeno per adesso, a far passare in Parlamento una legge piu’ controversa: quella nota come “ius soli”, che avrebbe garantito l’automatica cittadinanza ai figli degli immigrati nati in Italia.

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Canada, nuove direttive limitano l’utilizzo di informazioni acquisite tramite tortura da parte delle Forze armate

15 dic 11:03 – (Agenzia Nova) – Nuove direttive emanate nei confronti dell’Esercito canadese e dall’Agenzia per la sorveglianza elettronica limitano, ma non vietano completamente, l’utilizzo di informazioni raccolte da governi stranieri tramite la tortura. Le indicazioni del ministro per la Difesa canadese, Harjit Sajjan, consentono alle Forze armate e all’Agenzia Communications Security Establishment Canada di utilizzare tali informazioni in caso di vita o di morte o in situazioni di particolare gravita’. Rientrano nella casistica attacchi terroristici incombenti o gravi minacce nei confronti dei militari canadesi impegnati in zone di guerra. L’Esercito e l’Agenzia non possono pero’ condividere le informazioni con governi o agenzie estere se sussiste un sostanziale rischio che cosi’ facendo qualcuno possa essere torturato o abusato. Si tratta di direttive che ricalcano quelle emesse lo scorso settembre da Ralph Goodale, il ministro per la Salute pubblica nei confronti del Corpo Reale della Polizia (Rcmp), del Servizio di intelligence canadese e dell’Agenzia che presidia i confini del paese. Diverse organizzazioni per i diritti umani, nonche’ il Partito democratico del Canada hanno criticato le istruzioni di Goodale sostenendo che nei fatti tollerano la tortura e si fanno beffa degli obblighi internazionali.

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Usa, abrogate le norme sulla “Net Neutrality” via libera al web a due velocita’

15 dic 11:03 – (Agenzia Nova) – La Federal Communication Commission (l’Authority per le comunicazioni Usa) ha ufficializzato l’abrogazione della Net Neutrality (le norme volute dall’ex presidente Barack Obama nel 2015). Una decisione che dichiara la fine dell’internet aperto e apre la strada del web a due velocita’: chi paga di piu’ avra’ un servizio piu’ veloce. Il governo federale non si occupera’ piu’ di regolamentare i servizi internet ad alta velocita’, come fa nel caso del servizio telefonico. I provider saranno tenuti ad essere trasparenti nella presentazione delle offerte. La qualita’ variera’, quindi, a seconda di quanto potra’ pagare il cliente. Il provvedimento di Obama partiva, invece, dal principio che l’accesso ad internet e’ un servizio di base, di interesse pubblico uguale per tutti i cittadini e dunque sottoposto ad una regolamentazione e vigilanza pubbliche. Da qui il divieto per gli internet provider (i gestori dell’infrastruttura fisica) di discriminare tra i cittadini. L’interesse piu’ immediato della decisione odierna concerne i giganti di settori diversi: quelli della Old economy (le aziende di telecomunicazioni, At&t, Verizon e Comcast) contro quelli della New economy, le Big Tech (i social network, Apple, Facebook, Twitter, Google, Amazon, Netflix). Con l’abrogazione del provvedimento perde la Silicon Valley che sulle infrastrutture fisiche fa viaggiare servizi e contenuti. Le Big Tech potenzialmente si rifaranno dei maggiori costi imposti dalla Old economy sul consumatore. Le compagnie di telecomunicazioni hanno promesso che nulla cambiera’ per gli utenti, ma l’orizzonte resta incerto. Il voto favorevole di oggi era scontato data la maggioranza repubblicana nell’Authority. Possibili contromosse potrebbero riguardare azioni legali da parte del Partito democratico affinche’ i giudici blocchino il provvedimento e o una legge del Congresso che sottragga alle amministrazioni che si susseguono la discrezionalita’ sulla materia.

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Usa, il presidente Trump da’ il via ad una deregolamentazione “di vasta portata”

15 dic 11:03 – (Agenzia Nova) – Il presidente statunitense Donald Trump ha affermato oggi che la sua amministrazione sta rispondendo ad una “appello all’azione” riducendo drasticamente le regolamentazioni sulla protezione dell’ambiente, del sistema sanitario, dei servizi finanziari e di altri settori, facendo mostra del suo decisionismo all’approssimarsi dell’anniversario di un anno di governo. La deregolamentazione, sottolinea il quotidiano “New York Times”, e’ l’ambito nel quale Trump si e’ dato piu’ da fare per smontare quanto costruito dal suo predecessore. Su Twitter, nel tagliare il nastro rosso che perimetra pile e pile di carte del Codice federale dei regolamenti (secondo Trump 20 mila pagine nel 1960, 185 mila oggi) il presidente ha scritto “oggi tagliamo il nastro rosso. E’ ora di liberare i nostri sogni a far di nuovo grande l’America”. Il capo della Casa Bianca promette che la sua sforbiciata non finisce con oggi. Avrebbe infatti dato incarico al suo Gabinetto di “scovare e rimuovere ogni singola obsoleta, illegittima ed eccessiva regolamentazione”. L’iniziativa e’ stata applaudita dalle imprese, le prime a beneficiare della deregolamentazione. Meno contenti sono le associazioni ambientaliste e i procuratori dei singoli Stati che temono l’assalto degli inquinatori all’ambiente e la riduzione delle protezioni per i consumatori adottate dopo la crisi finanziaria. Si inserisce in questo filone anche l’odierna notizia dell’abrogazione del provvedimento sulla “Net Neutrality” che dichiara la fine dell’internet aperto e apre la strada ad offerte migliori per chi paga di piu’. Non e’ chiaro quale sara’ l’impatto della deregolamentazione presidenziale, certo e’, rimarca il quotidiano, che gli oppositori dell’iniziativa si rivolgeranno alle Corti federali, dove l’amministrazione Trump ha gia’ collezionato decine di ricorsi.

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Spagna, ministro Economia anticipa che la vicepresidenza della Bce sara’ spagnola

15 dic 11:03 – (Agenzia Nova) – Il ministro spagnolo dell’Economia, dell’industria e della concorrenza, Luis de Guindos, ha dichiarato ieri che l’incarico di vicepresidente della Banca centrale europea (Bce) sara’ ricoperto da un candidato spagnolo. Lo ha riferito ieri il quotidiano spagnolo “El Pais”. Il ministro ha precisato che il nome della persona a cui verra’ assegnata la carica sara’ reso noto solo all’inizio del 2018. La scorsa settimana il Parlamento europeo ha chiesto in una lettera inviata all’Eurogruppo di ricevere una lista con almeno tre candidati nel rispetto del principio della parita’ di genere. Oltre a parlare del futuro candidato o candidata alla vicepresidenza della Bce, Guindos ha espresso una valutazione sul ruolo della National Securities Market Commission (Cnmv) che ha recentemente autorizzato l’offerta avanzata dalla societa’ italiana Atlantia per Abertis. Il ministro ha infine insistito sul fatto che i risultati delle elezioni catalane restituiranno normalita’ politica alla Catalogna, all’economia generale e all’intera Spagna.

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Francia, governatore banca centrale: ripresa significativa e duratura

15 dic 11:03 – (Agenzia Nova) – La riduzione della spesa pubblica francese “non e’ ancora sufficiente”. Lo ha detto il governatore della Banca di Francia, François Villeroy de Galhau, in un’intervista rilasciata a “Les Echos”. De Galhau ha comunque definito “significativa” e duratura” la ripresa francese, citando le previsioni che annunciano una crescita dell’1,8 per cento e una diminuzione del tasso di disoccupazione sotto la soglia del 9 per cento entro il 2020. Nonostante questi segnali positivi, il governatore ha parlato di un “freno importante alla crescita” francese, che resta inferiore a quella della zona euro. “Le riforme, come quelle attualmente in corso, sono necessarie” ha detto de Galhau, che ha giudicato positivamente quella del lavoro attuata dal presidente Emmanuel Macron e necessarie quelle sulla formazione professionale e l’apprendistato.

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Francia, il tentativo della Destra francese di riconquistare l’elettorato della Francia invisibile

15 dic 11:03 – (Agenzia Nova) – L’urgenza per la destra di Laurent Wauquiez, eletto presidente dei Repubblicani con il 74,64 per cento delle preferenze, e’ quella di rivolgersi ai cittadini piu’ trascurati. Lo dice “Le Figaro” in un editoriale pubblicato nell’edizione odierna, spiegando che “una collera avanza nella Francia invisibile”, in genere incline all’astensione al voto o al sostegno del Front National. Il presidente Emmanuel Macron “non capisce niente di questa Francia di Johnny (Hallyday, ndr), lasciata all’abbandono” afferma il quotidiano, aggiungendo che i Repubblicani devono riconquistare un elettorato abbandonato da tutti che non riesce a comprendere i grandi temi trattati dal governo come quelli riguardanti i cima o l’eguaglianza tra uomo e donna.

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Germania, commissario per il Bilancio Oettinger, la Ue spera in una grande coalizione

15 dic 11:03 – (Agenzia Nova) – Secondo il commissario per il Bilancio dell’Unione europea, il cristiano democratico Guenther Oettinger, l’Ue conta sulla rapida formazione di una nuova grande coalizione di governo in Germania. “Incontro qui a Bruxelles solo persone che fanno affidamento sul fatto che ci sara’ una grande coalizione”, ha dichiarato il politico della Cdu giovedi’, prima del vertice Ue. “Per noi sarebbe importante che la Germania ottenesse un governo stabile, un governo per quattro anni”. Cdu, Csu e Spd “sono sempre stati per noi europei un’ancora nel Consiglio”, ha chiosato il commissario. Oettinger ha anche sottolineato che ci sarebbero problemi per la Ue se la formazione di un governo a Berlino si trascinasse troppo a lungo. Oettinger si e’ detto ansioso di discutere con il prossimo governo tedesco la pianificazione del budget post-2020, auspicando l’avvio del dialogo prima di maggio, quando la Commissione europea presentera’ i suoi piani per la programmazione finanziaria pluriennale dell’Unione. Per quanto riguarda la riforma economica e monetaria dell’Unione, Oettinger non ritiene che i ritardi nella formazione del nuovo governo tedesco possano causare problemi. Tra le altre cose, il 6 dicembre la Commissione europea ha proposto di trasformare il meccanismo di stabilita’ del Mes in un vero e proprio Fondo monetario europeo.

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Migrazioni, anche Merkel critica il presidente del Consiglio Tusk

15 dic 11:03 – (Agenzia Nova) – In apertura del vertice dell’Unione europea di ieri, a Bruxelles, il cancelliere tedesco Angela Merkel ha contestato il presidente del Consiglio dell’Unione europea Donald Tusk per le sue critiche all’inadeguatezza delle politiche europee di fronte al fenomeno migratorio . “La solidarieta’ selettiva non puo’ esistere tra gli Stati membri europei”, ha detto il presidente della Cdu, facendo riferimento alla disputa sulla redistribuzione dei rifugiati tra i singoli Stati membri. “Abbiamo anche bisogno di solidarieta’ all’interno”. Tusk aveva definito “inefficace” il sistema delle quote approvato dalla Commissione, ma rimasto sostanzialmente sulla carta. La sua nativa Polonia, cosi’ come la Repubblica Ceca e l’Ungheria, rifiutano di attuare la decisione della Ue assunta nel 2015 sulla ridistribuzione e la ricezione dei rifugiati, in particolare quelli che arrivano via Grecia e Italia. Anche il cancelliere austriaco Christian Kern si e’ opposto a Tusk, definendo “infelici” le sue critiche. Il primo ministro olandese Mark Rutte si e’ espresso contro “un sistema che porta nei paesi quello che piace dell’Unione europea, ma li lascia liberi di negare la necessaria solidarieta’”. Il commissario per le Migrazioni della Ue Dimitris Avramopoulos aveva gia’ definito in anticipo il documento di Tusk come “inaccettabile”. A Berlino, la leader parlamentare dei Verdi Katrin Goering-Eckardt ha dichiarato: “Il compito del signor Tusk e’ quello di ricordare a coloro che cercano di disimpegnarsi dalla solidarieta’ le loro responsabilita’ pan-europee”. I primi ministri di Polonia, Ungheria, Repubblica Ceca e Slovacchia si sono incontrati giovedi’ con il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker per discutere del loro sostegno all’azione della Ue per proteggere le frontiere esterne. Sono pronti a donare oltre 30 milioni di euro per contrastare gli ingressi illegali e le partenze dalla Libia, ha detto il portavoce dell’Ungheria Viktor Orban. “E’ questo l’elemento della politica migratoria della Ue che ha funzionato finora”, ha detto Orban. Merkel ha anche accolto con favore i progressi compiuti da parte dell’Unione nei negoziati per l’uscita del Regno Unito dall’Unione. La settimana scorsa, il presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, e il primo ministro britannico, Theresa May, hanno messo nero su bianco i primi risultati in un documento congiunto. Merkel ha esplicitamente elogiato il lavoro del capo negoziatore della Ue Michel Barnier, ma anche la parte britannica. “Ecco perche’ ora abbiamo una buona possibilita’ di iniziare la seconda fase”, ha detto il cancelliere. Questa fase sara’ annunciata questo venerdi’ al vertice.

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Ue, le aspre divisioni sull’immigrazione minacciano l’immagine di unita’ del vertice

15 dic 11:03 – (Agenzia Nova) – Le aspre divisioni riemerse in materia di immigrazione rovinano l’immagine di unita’ dell’Unione europea durante l’ultimo vertice dell’anno che si e’ aperto ieri, giovedi’ 14 dicembre: lo scrive il quotidiano laburista britannico “The Guardian”, secondo cui lo scontro sulla proposta che porrebbe fine alle “quote obbligatorie” per l’accoglienza dei profughi sta mettendo in ombra l’ambizioso progetto dei leader europei per una maggiore cooperazione in campo militare e la ricerca di un consenso sulle trattative per la Brexit. Il giornale laburista riferisce come in particolare Germania, Italia, Grecia e Olanda abbiano veementemente criticato la proposta del presidente del Consiglio europeo, il polacco Donald Tusk, di accantonare il piano che istituiva “quote obbligatorie” per la ripartizione tra tutti i paesi Ue dei profughi arrivati in Europa negli ultimi anni per sfuggire guerre e conflitti: “Il piano crea divisioni ed e’ inefficace”, aveva spiegato Tusk. Il primo ministro greco Alexis Tsipras, il cui paese ha dovuto affrontare un enorme afflusso di profughi e migranti, ha definito le parole di Tusk come “inutili, inopportune e prive di senso”. A sua volta la cancelliera tedesca Angela Merkel al suo arrivo a Bruxelles ha dichiarato che “non ci puo’ essere una solidarieta’ selettiva” tra i paesi Ue: “Abbiamo bisogno di solidarieta’ non soltanto per guidare e regolare l’immigrazione”, ha detto; “Ci vuole anche solidarieta’ tra noi”, ha aggiunto. Il Guardian ricorda che nel 2015 la Germania ha accolto oltre un milione di profughi fuggiti dalla guerra in Siria e si e’ sempre dichiarata a favore del sistema delle quote per la ripartizione dell’accoglienza, allo scopo di alleviare il peso del flusso migratorio che grava principalmente su paesi come la Grecia e l’Italia. Solo tre paesi si sono apertamente schierati a favore della proposta Tusk alla vigilia del vertice: Polonia, Ungheria e Repubblica Ce’ca, che insieme alla Slovacchia formano il cosiddetto “gruppo di Visegrad”. Questi quattro paesi si sono impegnati a contribuire 35 milioni di euro al piano elaborato dall’Italia per la protezione delle frontiere della Libia come parte degli sforzi Ue di fermare il flusso di migranti che dall’Africa affrontano il pericoloso viaggio verso l’Europa. Il presidente del Consiglio italiano Paolo Gentiloni ha detto di apprezzare questo contributo finanziario, ma ha aggiunto che i quattro paesi del “gruppo di Visegrad” devono anche accogliere i profughi: “Continueremo ad insistere perche’ sia accettata l’idea che delle quote di ripartizione”, ha annunciato arrivando a Bruxelles. Secondo il “Guardian” tuttavia la controversa questione non sara’ risolta nel vertice di questo fine settimana e verra’ invece rimandata a dopo le elezioni che in primavera si svolgeranno in Italia ed in Ungheria.

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