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L’iPhone non vende più, Apple punta sui contenuti in streaming e i servizi

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Addio hardware, benvenuti i servizi.

L’evento della società di Cupertino in programma il 25 marzo alle 10:00 (18:00 ore italiana) in diretta streaming potrebbe determinare un momento di svolta nella vita di Apple, la prima vera virata sin dal 2007 quando Steve Jobs presentò al mondo l’iPhone.

Perché per la prima volta a salire sul palco dello Steve Jobs Theatre non ci saranno prodotti (smartphone, tablet, computer) ma solo e soltanto servizi.

Oggi infatti è previsto il lancio del nuovo servizio streaming della mela, un profondo cambiamento della strategia della società con la volontà di entrare con prepotenza in un mercato florido, di utenti e di guadagni. Quello dello streaming.

Apple punta sulle produzioni originali

Secondo il New York Times in questi mesi Apple avrebbe prodotto una dozzina di serie originali (investendo 2 miliardi di dollari l’anno per le sue produzioni originali) con grandi nomi quali Reese Witherspoon, Jennifer Aniston, J.J. Abrams, M. Night Shyamalan e Steve Spielberg.

Più servizi per colpa degli iPhone

Un’espansione dei servizi digitali è fondamentale in quanto Apple sembra aumentare le entrate in altre aree di business per contrastare il rallentamento delle vendite di iPhone.

La società ha dichiarato nel rapporto sui guadagni di gennaio 2019 che le vendite di iPhone sono crollate del 15% durante il periodo festivo, e solo il 16% circa degli iPhone in uso dovrebbe essere aggiornato a nuovi modelli quest’anno.

Come sarà il nuovo servizio di Apple

Si prevede che il servizio fornisca l’accesso a spettacoli gestiti da Apple e programmi di altre società di media popolari. Apple è in trattativa con la CBS, Showtime, HBO e Starz, tra gli altri, ma Netflix ha già confermato che non parteciperà.

Secondo Bloomberg anche Hulu non ha firmato per il servizio di Apple. I primi report indicavano che potrebbe essere simile al servizio video di Netflix o Amazon Prime nel modo in cui funziona, eliminando la necessità di scaricare app separate per ogni rete.

La nuova piattaforma video verrà integrata in iPhone, iPad e Apple TV e probabilmente includerà il contenuto dei partner al momento del lancio, poiché i programmi Apple sono ancora in fase di sviluppo.

Secondo quanto riportato dalla CNBC Apple ha intenzione di lanciare il servizio ad aprile o all’inizio di maggio, mentre Variety sostiene che potrebbe avvicinarsi all’estate o all’autunno.

Un rapporto più recente, tuttavia, indica che la spinta dei video a lungo termine di Apple non sarà affatto come Netflix.

Secondo il sito Recode, la strategia iniziale di Apple si concentrerà sull’offerta di abbonamenti ai canali attraverso un nuovo storefront incentrato sulla TV.

Come con l’App Store, Apple prenderà un taglio di abbonamenti acquistati attraverso la sua nuova piattaforma. Si dice che questo negozio digitale sia il fulcro della nuova strategia video di Apple, mentre i suoi spettacoli originali possono essere paragonati a “omaggi molto costosi”, ha affermato Recode.

Il competitor di Netflix resterà Disney?

L’acquisizione da 71,3 miliardi di dollari degli asset della 21st Century Fox da parte della Walt Disney Company conclusa di recente ha dimostrato come i video on demand e la produzione di contenuti originali sia diventata la chiave di volta per far accrescere i fatturati delle company.

La Walt Disney Company con questa mossa ha già spaventato Netflix, tant’è che per controbattere a questa operazione ha aumentato il budget delle produzioni originali portandolo ad un valore complessivo a 10 miliardi di dollari nel 2019 finanziandoli rialzando i prezzi dei suoi abbonamenti negli Usa del 18%, da 11 a 13 dollari mensili per il pacchetto che consente ai clienti di scaricare contenuti su due device contemporaneamente. Il pacchetto base, che consente lo streaming video su un unico device, aumenterà del 13%, un dollaro, a 9 dollari mensili. L’aumento non riguarda l’Europa.

L’obiettivo dell’azienda è quello di finanziare nuove produzioni proprie e acquisti di licenze per far fronte alla crescente concorrenza nei servizi streaming.

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