AI e lavoro

Licenziamenti AI, Coinbase licenzierà il 14% della forza lavoro

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Coinbase è una delle 13 aziende che negli ultimi mesi hanno citato l’AI tra le ragioni delle ristrutturazioni e dei tagli al personale.

Coinbase taglierà il 14% della propria forza lavoro, pari a circa 700 dipendenti. L’annuncio è arrivato dal CEO Brian Armstrong, che in un post su X ha condiviso la comunicazione inviata ai dipendenti, spiegando che la decisione è legata a due fattori: la volatilità del mercato e il cambiamento del modo di lavorare prodotto dall’intelligenza artificiale.

Coinbase e i team “AI-native”

Il CEO ha parlato di un’azienda che vuole funzionare “come un’intelligenza, con esseri umani ai margini per allinearla”. Una formula che fotografa bene la nuova narrazione della Silicon Valley: meno livelli organizzativi, team più piccoli, processi più automatizzati e dipendenti chiamati a usare l’AI come estensione costante del proprio lavoro. Una definizione annunciata anche da Mark Zuckerberg che qualche tempo fa ha detto a chiare lettere che “non ci saranno più team da 50 o 100 persone”.

Armstrong ha anche aperto alla sperimentazione di “team composti da una sola persona”, in cui ingegneri, designer e product manager possano lavorare con strumenti AI per svolgere attività che in passato richiedevano gruppi più ampi.

13 aziende citano l’AI nei licenziamenti

Coinbase è una delle 13 aziende che negli ultimi mesi hanno citato l’AI tra le ragioni delle ristrutturazioni e dei tagli al personale. Business Insider ha raccolto un elenco di società che hanno esplicitamente collegato i licenziamenti all’adozione dell’intelligenza artificiale o alla necessità di riorganizzarsi per l’era AI.

Tra queste ci sono Snap, Block, Cisco, Cloudflare, Atlassian, HP, IBM, Salesforce, Crypto.com, Angi, WiseTech e Standard Chartered. Il fenomeno riguarda soprattutto tecnologia, software, cybersecurity, fintech e servizi finanziari, ma segnala un cambio più ampio nel modo in cui le aziende raccontano e giustificano le ristrutturazioni.

Secondo un report di marzo della società Challenger, Gray & Christmas citato da Business Insider, dall’inizio dell’anno l’AI è stata indicata nell’8% dei piani di taglio del personale. Una quota ancora minoritaria, ma in crescita.

Da Cisco a Cloudflare

Cisco ha annunciato circa 4.000 licenziamenti, meno del 5% della forza lavoro, nonostante una trimestrale record e nonostante il proprio CEO ha visto il proprio salario aumentare arrivando alla modica cifra di 52 milioni di dollari.

Cloudflare ha invece annunciato oltre 1.100 tagli, circa il 20% dell’organico, sostenendo di voler riorganizzare l’azienda per l’“era dell’agentic AI”. La società ha dichiarato che l’uso interno dell’AI è cresciuto di oltre il 600% negli ultimi tre mesi e che i dipendenti eseguono ogni giorno migliaia di sessioni con agenti AI.

Anche Atlassian ha tagliato 1.600 posti, pari al 10% della forza lavoro globale, spiegando di voler riposizionare il business per l’“AI era”. Il CEO Mike Cannon-Brookes ha scritto ai dipendenti che sarebbe disonesto fingere che l’AI non cambi il mix di competenze richieste e il numero di ruoli necessari in alcune aree.

Block, Snap e Salesforce

Jack Dorsey ha annunciato un forte ridimensionamento di Block, portando l’organico da oltre 10.000 persone a meno di 6.000. Il CEO ha spiegato che gli strumenti di intelligenza artificiale, combinati con team più piccoli e strutture più piatte, stanno cambiando il modo in cui si costruisce e si gestisce un’azienda.

Snap ha comunicato il taglio di 1.000 dipendenti, circa il 16% della forza lavoro globale, citando i rapidi avanzamenti dell’AI e la capacità di piccoli team di diventare più efficienti grazie alla tecnologia.

Salesforce ha ridotto meno di 1.000 ruoli e ha già spiegato di aver usato agenti AI nella divisione customer support. Marc Benioff ha detto che l’azienda ha potuto ridurre il personale nel supporto da 9.000 a circa 5.000 persone, perché gli agenti AI consentono di gestire una parte crescente delle attività.

AI washing o vera trasformazione?

Il punto più delicato è capire quanto questi tagli siano davvero conseguenza diretta dell’AI e quanto invece l’intelligenza artificiale venga usata come spiegazione più accettabile per ristrutturazioni già decise.

Business Insider ricorda che anche Sam Altman, CEO di OpenAI, ha avvertito che alcune aziende stanno probabilmente attribuendo all’AI licenziamenti che sarebbero avvenuti comunque. È il rischio dell’“AI washing”: usare la retorica dell’automazione e dell’efficienza per coprire normali operazioni di riduzione dei costi. Anche se ci crediamo poco. Secondo il sito Layoff ad oggi sono stati licenziati 111mila dipendenti nel 2026.

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