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L’ex presidente francese Sarkozy in stato di fermo, Trump annuncia i dazi sui prodotti cinesi, Accordo Ue-Gran Bretagna sulla Brexit

Francia, l’ex presidente Sarkozy interrogato per i presunti finanziamenti libici della campagna elettorale nel 2007

20 mar 10:50 – (Agenzia Nova) – L’ex presidente francese, Nicola Sarkozy, e’ attualmente in stato di fermo nell’ambito dell’inchiesta sui finanziamenti illeciti provenienti dalla Libia per la sua campagna elettorale del 2007. Lo rivela “Le Monde” riprendendo fonti giudiziarie. Il quotidiano ricorda che e’ la prima volta che l’ex capo di Stato viene sentito su questo dossier da quando e’ stata aperta un’inchiesta nell’aprile del 2013. Il fermo puo’ durare fino a 48 ore, al termine delle quali Sarkozy potrebbe essere presentato ai magistrati. “Le Monde” rivela che alcuni dirigenti libici dell’epoca di Gheddafi avrebbero anche apportato nuovi elementi “che confermerebbero i sospetti dei finanziamenti illeciti”. Nel novembre del 2016, l’intermediario Ziad Takiedinne ha affermato di aver trasportato 5 milioni di euro liquidi da Tripoli a Parigi tra i 2006 e il 2007 per consegnarli direttamente a Sarkozy, allora ministro dell’Interno. Recentemente gli agenti dell’Ufficio centrale della lotta alla corruzione e alle infrazioni finanziarie e fiscali hanno consegnato un rapporto ai magistrati in cui si spiega come il denaro sia circolato nell’e’quipe di Sarkozy durante la campagna. Il quotidiano rivela poi che da diverse settimane gli inquirenti dispongono di alcuni documenti presi durante una perquisizione nel domicilio svizzero di Alexandre Djouhri, uno degli intermediari nel caso.

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Cile-Bolivia, Santiago su contesa marittima: La Paz falsifica la storia

20 mar 10:50 – (Agenzia Nova) – Al termine della prima giornata di udienza per la causa sulla questione marittima tra Cile e Bolivia in corso presso il Tribunale internazionale de L’ Aja (Cij), il ministro degli Esteri cileno Roberto Ampuero ha dichiarato che la Bolivia, nella sua presentazione, ha “travisato la realta’ storica dei fatti”. “La delegazione boliviana ha rappresentato una situazione che a mio giudizio e’ distante dalla realta’” ha detto al quotidiano “La Tercera” Ampuero, per chi la presentazione effettuata oggi dai rappresentanti legali di La Paz e’ stata in linea con le attese e “non costituisce una sorpresa”. Piu’ dure le dichiarazioni del rappresentante cileno presso la corte, Claudio Grossman, secondo il quale la ricostruzione fatta nell’allegato presentato dalla Bolivia e’ “tendenziosa” e costituisce una “falsificazione storica e giuridica”. Il conflitto si basa sul trattato del 1904, concluso fra i due paesi al termine della guerra del Pacifico (1879-1883): definito “ingiusto” da Morales, l’accordo ha determinato la perdita da parte boliviana di 400 chilometri di costa e 120mila chilometri quadrati di territorio.

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Usa-Cina, Trump annuncera’ dazi per 60 miliardi di dollari l’anno su oltre 100 prodotti cinesi

20 mar 10:50 – (Agenzia Nova) – Il presidente Usa Donald Trump si appresta a varare un “pacchetto” di dazi imposti a oltre cento prodotti cinesi, per un valore complessivo di 60 miliardi di dollari. L’annuncio verra’ dato venerdi’ prossimo, secondo quanto scrive il quotidiano “Washington Post”, cui la notizia e’ stata confermata da quattro funzionari dell’amministrazione di Washington. I dazi hanno funzione punitiva per le violazioni dei brevetti attuate dalle aziende cinesi, e secondo la Casa Bianca creeranno nuovi posti di lavoro negli Usa. Stando alla “Washington Post” consiglieri di Trump avevano preparato imposizioni tariffarie per un ammontare di 30 miliardi di dollari l’anno, ma il presidente ha dato istruzioni perche’ la cifra venisse raddoppiata. I prodotti colpiti dai nuovi dazi sono stati realizzati sfruttando brevetti Usa senza autorizzazione, o dopo che le aziende statunitensi sono state costrette a cedere per ottenere l’ingresso nell’immenso mercato cinese. Secondo la “Washington Post” la situazione tuttavia “e’ ancora fluida” perche’ Trump ha mostrato finora la tendenza a cambiare all’ultimo momento le sue decisioni, soprattutto in materia economica. Tuttavia, nelle ultime settimane il capo della Casa Bianca e’ apparso determinato nella decisione di imporre tariffe unilaterali, anche a rischio di scatenare una “guerra dei prezzi”.

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Usa, “Wsj”: Trump intensifica attacchi contro inchiesta su ingerenze russe in elezioni

20 mar 10:50 – (Agenzia Nova) – Il presidente Usa Donald Trump e il suo ufficio legale hanno intensificato gli attacchi contro la commissione d’inchiesta incaricata di indagare sulle presunte interferenze russe nelle elezioni presidenziali, voltando le spalle a un atteggiamento cooperativo. Lo scrive il “Wall Street Journal”, aggiungendo che diversi senatori hanno ammonito la Casa Bianca a non ostacolare l’inchiesta in corso. In un tweet sabato scorso, ricorda il quotidiano, Trump aveva detto che l’inchiesta “non doveva partire, perche’ non c’e’ stata alcuna collusione ne’ alcun crimine”. In un altro tweet lunedi’ Trump ha definito l’indagine “una totale caccia alle streghe, con un immenso conflitto di interessi”. Per mesi Trump ha criticato l’inchiesta, ma i suoi ultimi interventi, secondo il “Wsj”, hanno mostrato un tono piu’ aggressivo, tanto che alcuni senatori, tanto democratici che repubblicani, hanno avvertito il presidente che non tollererebbero intralci al lavoro della commissione d’inchiesta. Secondo il senatore Lindsey Graham, repubblicano, se Trump bloccasse la commissione “sarebbe la fine della sua presidenza, perche’ nel nostro paese vige lo stato di diritto”. Un altro repubblicano, Trey Gowdy, ha replicato all’avvocato personale di Trump, John Dowd, secondo cui il dipartimento di Giustizia dovrebbe porre fine all’inchiesta, affermando: “Se il suo cliente e’ innocente, si comporti di conseguenza”. Trump ha sempre negato ogni collusione fra la sua campagna elettorale e la Russia, accusata di averlo favorito. Ha anche sempre negato ogni tentativo di bloccare l’inchiesta.

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Spagna, ministro Esteri Dastis: necessario chiarire la posizione di Open Arms

20 mar 10:50 – (Agenzia Nova) – Il ministro degli Esteri spagnolo, Alfonso Dastis, e’ intervenuto sul caso dell’imbarcazione della Ong spagnola Proactiva Open Arms sequestrata domenica scorsa dalle autorita’ italiane e messa sotto fermo nel porto di Pozzallo con l’accusa di associazione a delinquere. Il salvataggio di persone in mare non e’ un fatto “discutibile”, ha dichiarato Dastis sottolineando la necessita’ di “chiarire cosa sia davvero successo”. “Aiutare persone in alto mare durante una missione di salvataggio non sembra un fatto sul quale si possa obiettare”, ha affermato Dastis durante una conferenza stampa dopo il Consiglio dei ministri degli Esteri dell’Unione europea. Il ministro ha ammesso pero’ che c’e’ ancora “confusione” rispetto alla zona in cui si trovava la nave confiscata su ordine del procuratore di Catania. Il fondatore e direttore della Ong Proactiva Open Arms, Campscar Camps, ha dichiarato ieri che quanto accaduto e’ la risposta delle autorita’ italiane alla volonta’ di eliminare dal Mediterraneo le Ong che salvano i migranti. La notizia e’ stata riferita e analizzata da tutti i principali quotidiani spagnoli che aggiungono come il caso abbia destato forti reazioni anche a livello internazionale. Human Rights Watch ha definito “perverso” il tentativo dell’Italia di criminalizzare l’Ong catalana, sottolineando come le leggi internazionali sui diritti umani e sui rifugiati proibiscano il ritorno di qualsiasi persona in un luogo dove esiste un rischio reale di tortura o maltrattamento. A tal proposito, l’organizzazione ha aggiunto che aiutare le autorita’ libiche a “catturare” gli immigrati in alto mare per poi sottoporli a “trattamenti crudeli, inumani o degradanti”, espone l’Italia e altri paesi dell’Unione europea “alle accuse di aiutare e istigare gravi violazioni dei diritti umani”. La Ong spagnola, con sede a Badalona (Barcellona), ha ricevuto oggi il sostegno di altre organizzazioni non governative e dei comuni di Badalona e Barcellona, i cui sindaci, Dolors Sabater e Ada Colau, hanno rivolto un appello all’Italia affinche’ la nave dell’organizzazione venga dissequestrata. Anche quindici deputati spagnoli, appartenenti a diverse correnti politiche, hanno chiesto il rilascio della nave. Campscar Camps ha accusato, durante una conferenza stampa a Barcellona insieme ad Ada Colau, che i tre membri dell’equipaggio sotto accusa dovranno “affrontare pene tra i 4 e i 7 anni di carcere”. “Al procuratore italiano costera’ caro dimostrare tutto cio’ di cui ci accusa, capiamo che questo va ben oltre la decisione di un pubblico ministero e, alla fine, dietro c’e’ l’Unione europea”, ha aggiunto Camps. Nel frattempo i cooperanti della Ong catalana hanno lasciato ieri l’Italia per tornare in Spagna. Solo il comandante della nave, Mark Reig, il coordinatore della missione, Anabel Montes, e un terzo responsabile della Ong sono rimasti in Italia con l’accusa di presunta promozione dell’immigrazione clandestina.

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Gran Bretagna, il mondo degli affari accoglie favorevolmente l’accordo con l’Ue sulla Brexit

20 mar 10:50 – (Agenzia Nova) – Il mondo degli affari in Gran Bretagna ha accolto favorevolmente l’accordo sul “periodo di transizione” della Brexit annunciato ieri lunedi’ 19 marzo a Bruxelles dal capo negoziatore dell’Unione Europea Michel Barnier e dal ministro britannico David Davis: la Confindustria britannica (Cbi) in particolare ha definito l’accordo come “una pietra miliare decisiva”. L’accordo invece lascia scontenti i pescatori scozzesi, a causa della rinuncia della Gran Bretagna a riprendere il pieno controllo delle sue acque fino alla fine del “periodo di transizione”. L’accordo sembra essere stato “ingoiato” anche dagli esponenti piu’ euroscettici del Partito conservatore, nonostante la rinuncia della premier Theresa May in materia di libera circolazione dei cittadini Ue in Gran Bretagna: uno dei leader di questa corrente, il deputato di estrema destra Jacob Rees-Mogg, ha dichiarato di potersi accontentare del diritto che l’accordo garantisce alla Gran Bretagna di poter avviare sin da subito negoziati per stringere trattati commerciali con tutti i paesi al di fuori dell’Ue. L’accordo annunciato ieri sara’ sottoposto all’approvazione dei capi di Stato e di governo dei paesi dell’Unione Europea nel vertice che si riunira’ a Bruxelles venerdi’ prossimo 23 marzo: secondo l’attuale calendario, i negoziati sulla Brexit dovrebbero essere conclusi entro il prossimo mese di ottobre, per consentire poi ai Parlamenti di ciascun paese Ue di approvare l’accordo finale in tempo per la data limite del 29 marzo 2019.

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Francia, il partito del presidente Macron lancia la campagna per le elezioni europee

20 mar 10:50 – (Agenzia Nova) – La Re’publique en marche (Lrem), il partito del presidente Macron, si prepara in vista delle prossime elezioni europee previste nel 2019. E’ quanto afferma “Le Figaro”, spiegando che ieri si e’ riunita a direzione del partito per “lanciare la campagna”. “Emmanuel Macron ha posizionato una parte della sua identita’ politica sull’Europa. Se otterra’ un cattivo risultato, sara’ un cattivo segnale” afferma al quotidiano un ministro. Il numero uno de Lrem, Christophe Castaner, dirigera’ la campagna elettorale. Sabato lancera’ a Metz la “Grande marcia per l’Europa”: per sei settimane militanti e rappresentanti del partito condurranno una vasta operazione di porta a porta sullo stesso modello della “Grande marcia” della campagna delle presidenziali. Secondo i quotidiani si mobiliteranno diversi ministri in carica su tutto il territorio nazionale. “Riaffermero’ l’importanza delle elezioni europee. Il nostro obiettivo e’ arrivare davanti alle forze populiste” ha detto Castaner. Il partito ha preparato 25mila questionari da sottoporre ai cittadini per stabilire “una diagnosi robusta”. Al lancio potrebbe partecipare anche il primo ministro, Edouard Philippe. La sua presenza apporterebbe un valore “simbolico” all’evento.

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Siria, carri armati tedeschi contro i curdi

20 mar 10:50 – (Agenzia Nova) – I carri armati tedeschi Leopard 2 hanno attraversato la citta’ di Afrin, nel nord della Siria, occupata dall’Esercito turco dopo aver respinto le milizie curde. La Germania aveva fornito un totale di 354 Leopard 2 alla Turchia nel periodo dal 2006 al 2011, sulla base di un contratto incondizionato. Al partner della Nato era stato solo proibito di rivendere i carri armati a paesi terzi. Il governo tedesco ora non ha alcuna possibilita’ legale di intervenire contro l’uso di carri armati pesanti di sua produzione. Da parte sua il governo di Recep Tayyip Erdogan insiste sul fatto che l’operazione contro la milizia curda Ypg ad Afrin sia necessaria a proteggere i confini della Nato. Eppure, scrive il settimanale “Der Spiegel”, il governo di Erdogan non batteva ciglio a fronte del continuo attraversamento dei suoi confini da parte di miliziani dello Stato islamico. L’esercito turco e’ affiancato nella sua offensiva dall'”Esercito siriano libero”, quelli definiti per anni “ribelli moderati” che pero’, ammette il settimanale, hanno dimostrato di non essere” “ne’ liberi, ne’ siriani, ne’ un esercito”, ma semplicemente una milizia di interposizione turca in territorio siriano. Almeno 200.000 curdi sono fuggiti da Afrin, e “fino a quando Berlino fermera’ le esportazioni di armi verso la Turchia in modo permanente, ma anche verso paesi come l’Arabia Saudita, gli impegni pacifisti della politica saranno inutili”.

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Caso Skripal, la Ue esita a denunciare formalmente la Russia

20 mar 10:50 – (Agenzia Nova) – Durante la riunione dei ministri degli esteri tenutasi lo scorso lunedi’ a Bruxelles non e’ stato raggiunto un accordo circa le accuse lanciate dalla Gran Bretagna contro la Russia sul caso di avvelenamento ai danni dell’ex spia russa Sergei Skripal. Il cancelliere tedesco, la cristiano democratica Angela Merkel (Cdu), e il presidente francese Emmanuel Macron hanno firmato la seguente dichiarazione lo scorso giovedi’ insieme al presidente degli Stati Uniti Donald Trump: “Condividiamo la visione del Regno Unito che non esiste una spiegazione alternativa plausibile, e si noti che il rifiuto della Russia di rispondere alle domande legittime del governo del Regno Unito rappresenta una prova ulteriore della sua responsabilita’”. Skripal e sua figlia Yulia sono stati trovati incoscienti il 4 marzo su una panchina del parco di Salisbury, in Inghilterra. Sono stati avvelenati ed entrambi sono ancora in condizioni critiche due settimane dopo l’avvelenamento. L’attacco e’ stato il primo dopo oltre 70 anni in cui un agente nervino militare e’ stato utilizzato in Europa. Il Cremlino da parte sua ha chiesto alla Gran Bretagna di ritirare l’accusa in quanto falsa e senza prove a supporto.

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Tre lezioni dall’impasse post-elettorale in Italia

20 mar 10:50 – (Agenzia Nova) – Questa settimana e’ iniziato in Italia la lunga e tortuosa marcia verso la formazione di un governo dopo le elezioni del marzo scorso, il cui acme saranno le consultazioni che il presidente della Repubblica Sergio Mattarella dovrebbe avviare all’inizio di aprile: cosa accadra’ dopo nessuno lo sa, ma secondo il quotidiano economico britannico “The Financial Times” si possono gia’ trarre tre lezioni dal caotico esito del voto italiano. La prima e’ che il Partito democratico (Pd) di centrosinistra e’ cosi’ scosso dalla durissima sconfitta patita nelle urne che almeno nel breve periodo non intendera’ partecipare ad alcun negoziato su di un possibile governo con il Movimento 5 stelle (M5s) o con la Lega: se l’impasse politica dovesse proseguire molto a lungo il Pd potrebbe tornare a trattare, soprattutto se gli venisse fatta un’offerta sufficientemente allettante; ma inizialmente rbadira’ l’intenzione di restare all’opposizione. La seconda lezione e’ che il M5s e la Lega mostrano di volersi parlare ed hanno gia’ iniziato a farlo, quantomeno a proposito dell’elezione dei presidenti delle Camere: questo ha ovviamente alimentato i commenti sulla possibilita’ che in Italia nasca un governo formato dai due partito populisti ed euroscettici usciti vincitori dalle elezioni. Cio’ non significa tuttavia, secondo il “Financial Times”, che prossimamente l’Italia sfidera’ le regole di bilancio dell’Unione Europea ed uscira’ dalla Nato: e’ molto piu’ probabile che un eventuale esecutivo M5s-Lega si limiti a pochi punti programmatici per poi riportare il paese alle urne. La terza considerazione sottolineata nell’articolo del quotidiano economico britannico scritto dai suoi corrispondenti da Roma e da Bruxelles, James Politi e Mehreen Khan, riguarda la reazione dei mercati: che finora sono rimasti calmi, continuando ad ignorare completamente le macchinazioni politiche italiane. In assenza di rilevanti novita’ percio’, tutti gli attori della scena politica e lo stesso presidente Mattarella non avranno alcuna urgenza di trovare un accordo: l’Italia andra’ avanti con il pilota automatico per settimane se non addirittura per mesi; il governo guidato da Paolo Gentiloni restera’ in carica ma solo per gestire gi affari correnti, incapace di prendere alcuna decisione politica rilevante. La conseguenza di tutto cio’, conclude l’articolo del “Financial Times”, e’ che potrebbe diventare realta’ il timore, tipicamente italiano, di vedere il paese escluso dal tavolo al quale Parigi e Berlino disegneranno il futuro dell’Unione Europea: quella stessa Ue che in campagna elettorale i partiti euroscettici usciti vincitori dalle urne avevano troppo spesso criticato e attaccato.

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