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Legge di Bilancio: Comuni pronti a trasformarsi in 8 mila stazioni appaltanti

È stato firmato ieri dal Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Graziano Delrio, il decreto attuativo dell’articolo 89 comma 11 del “Nuovo Codice dei Contratti Pubblici“, contenente l’elenco delle opere definite superspecialistiche per le quali sono necessari lavori o componenti di alto contenuto tecnologico o di rilevante complessità tecnica, quali strutture, impianti e opere speciali, nonché i requisiti di specializzazione richiesti per la loro esecuzione.

Si tratta di una lista di interventi straordinari per i quali “non è ammesso l’avvalimento qualora il valore dell’opera superi il dieci per cento dell’importo totale dei lavori, e, ai sensi dell’articolo 105 comma 5, non è consentito il subappalto oltre il 30% del valore delle opere”.

Alla base del decreto due esigenze specifiche: garantire l’adeguata competenza nell’esecuzione di opere che hanno un particolare impatto sull’incolumità e salute pubblica; e garantire la concorrenza nel mercato degli appalti e dunque l’accesso delle imprese, anche in considerazione dei principi del trattato sul funzionamento dell’Unione europea (Tfue).

In occasione del voto della Camera dei Deputati sulla Legge di Bilancio 2017, del 28 novembre, il presidente dell’Anci e sindaco di Bari, Antonio Decaro, ha espresso tutta la sua soddisfazione per l’inversione di rotta del Governo nei confronti del sistema dei Comuni: “non ci saranno tagli e siamo fiduciosi che verrà eliminato anche il contributo a carico delle Città metropolitane. Comuni pronti a trasformarsi in 8 mila stazioni appaltanti”.

Sul versante degli investimenti – si legge nella dichiarazione di Decaro, riportata dall’Anci – abbiamo ottenuto la conferma a regime della regola del saldo di competenza – che rappresenta un passaggio fondamentale per rilanciare gli investimenti locali – e la positiva revisione del sistema, con un significativo alleggerimento delle sanzioni”.

In base a quanto affermato dal presidente dell’Associazione dei Comuni italiani, sono previsti 700 milioni annui di spazi finanziari da assegnare prioritariamente “ai Comuni con avanzi di bilancio per interventi di edilizia scolastica, l’adeguamento sismico e il dissesto idrogeologico”. “È stato inoltre confermato l’investimento di oltre 2 miliardi di euro sul Piano delle periferie e sono previsti 280 milioni a favore dei Comuni per le spese sostenute per l’accoglienza dei profughi” ha precisato Decaro, aggiungendo che sono stanziate “risorse ingenti per i prossimi anni per il piano Casa Italia, che riguarda la messa in sicurezza dei territori, in materia di edilizia pubblica, difesa del suolo, viabilità”.

La nuova Legge di Bilancio, inoltre, prevede anche un fondo gestito dal Ministero dell’Economia destinato a trasporti e viabilità, nonché infrastrutture ed edilizia pubblica, con una dotazione di 1,9 miliardi per il 2017, che saliranno a 3,15 e 3,5 miliardi nei due anni successivi, stabilizzandosi quindi a 3 miliardi dal 2020 in poi.

All’interno del testo si fa riferimento infine ad un Piano strategico per la mobilità sostenibile e si confermano i 40 milioni per le ciclovie nazionali.

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