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Legge antipezzotto, Zorzoni (AIIP): ‘Grave scavalcare l’autorità dell’Agcom’  

GIOVANNI ZORZONI DI AIIP

La legge per il contrasto alla pirateria audiovisiva, in particolare quella relativa ai contenuti sportivi, potrebbe trovare di fronte a sé degli ostacoli inaspettati, con il rischio di modifiche significative del testo. Modifiche che, inaspettatamente, paiono provenire direttamente dal Governo.

E’ stata innestata una serie di emendamenti all’interno del testo di conversione in legge del decreto legge 15 settembre 2023, n. 123 (il cosiddetto decreto Caivano), recante “misure urgenti di contrasto al disagio giovanile, alla povertà educativa e alla criminalità minorile”, che vanno a modificare la legge numero 93 del 14 luglio 2023, meglio conosciuta come legge “antipirateria” o “antipezzotto”. Ne abbiamo parlato con Giovanni Zorzoni, presidente dell’AIIP (Associazione Italiana Internet Provider) che ha espresso la sua contrarietà su Linkedin.

Key4biz. Cosa sta succedendo?

Giovanni Zorzoni. Gli emendamenti proposti andrebbero ad estromettere AGCOM dal suo ruolo di controllore dei filtraggi in tempo reale a tutela del diritto d’autore, lasciando tale controllo direttamente ai privati detentori dei diritti. Temiamo che tale sviluppo sia collegato all’esigenza, da parte dei detentori, di valorizzare il prezzo dei diritti televisivi, sulla scorta dell’idea – discutibile – che poteri sempre più forti e incontrollati nel contrasto alla pirateria possano risolvere il problema della domanda di abbonamenti. Ciò senza invece considerare il problema primario, ossia il costo non indifferente per i consumatori di un servizio in fin dei conti volutturario, a fronte di una situazione economica già difficile per le famiglie italiane; situazione che non promette certo di migliorare in questa fase di crisi, anche internazionale.

Key4biz. E ancora?

Giovanni Zorzoni. Nel frattempo, la politica, forse stimolata da importanti portatori di interessi privati, pare sostenere che l’Agcom ci stia mettendo troppo (ad avviare il sistema di contrasto alla pirateria ndr), e ora propone che i privati detentori dei diritti possano chiedere direttamente l’oscuramento agli operatori.

Key4biz. Ma è fattibile?

Giovanni Zorzoni. È assurdo che un semplice privato possa fare questa cosa, perché scavalca a piè pari non solo il potere giudiziario, visto che ordina un oscuramento a fronte di un fatto che costituisce reato, ma anche quello amministrativo. Ma un privato non può stabilire una cosa del genere. Come verrebbero accreditati questi privati, all’interno degli operatori? Con che tempi? Con che modalità? Con quali spese? Nel caso attuale il garante è Agcom, e tutto è ben più lineare. Se si decidesse di by-passare l’Autorità bisognerebbe comprendere chi è titolato a richiedere un oscuramento, oltre a chi esattamente se ne assumerà la responsabilità, in particolare in caso di errori. Il rischio di confusione e di conflittualità legale diventerebbe esplosivo,

Key4biz. Cosa dite voi invece?  

Giovanni Zorzoni. Noi diciamo che la proposta contenuta negli emendamenti crede di velocizzare un processo che non è comprimibile. Noi stiamo correndo per realizzare le piattaforme locali. In realtà, “vogliono buttare via il bambino con l’acqua pulita” e si ritrovano in una situazione per cui tutti faranno ricorso. Questa è un’ottima occasione per chi vuole mandare tutto allo sfascio, perché poi scatterebbero le contestazioni a livello europeo.

Key4biz. Quali ricadute per l’Agcom?

Giovanni Zorzoni. L’Agcom, che ha fatto un lavoro enorme e un grosso pressing sugli operatori per arrivare dove siamo arrivati ora in pochissimo tempo, vedrebbe svalutato tale impegno e il suo stesso ruolo. Così come anche l’apposita piattaforma di oscuramento non conterebbe più niente, o molto poco. Un esito paradossale ora che il sistema è ad un passo da essere attuabile. 

Key4biz. La piattaforma è pronta per partire?

Giovanni Zorzoni. La piattaforma centrale è praticamente pronta, adesso ci sono anche in fase di preparazione le varie piattaforme locali, ossia gli operatori che fanno il vero oscuramento. E dire che siamo già alla terza riunione del tavolo tecnico e stiamo procedendo in modo spedito. Se non si ritireranno tutti gli emendamenti, il rischio concreto è la paralisi, non la velocizzazione dell’iter.

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