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Le ciambelle

Bisogna, almeno così si dice, avere il coraggio delle proprie idee. Il concetto è nobile, ma cozza con un altro elemento della saggezza popolare secondo cui ‘non tutte le ciambelle riescono col buco’…

James Hansen

Franz Reichelt (1879-1912) – nell’immagine qui sopra – fu un sarto parigino di origine austriaca che trovò un discreto successo nella capitale francese. Era anche afflitto di una mania abbastanza comune nei primi anni dell’900, il volo. Seguendo l’allora rapidissima evoluzione degli aeroplani, inventati solo pochi anni prima, era rimasto affascinato dal problema di come rendere pratico il paracadute in modo tale da permettere ai piloti di salvarsi saltando dal proprio mezzo in caso di emergenza.

Era già evidente all’epoca che il paracadute poteva rispondere al problema di come abbandonare un aereo in volo, ma i modelli allora esistenti – molto ingombranti – avevano sostanzialmente la forma di un ombrellone da spiaggia e non potevano essere aperti e utilizzati in tempo per le altitudini relativamente basse raggiunte all’epoca. Ispirato anche da un premio di 10mila franchi offerto dall’Aero Club de France per l’invenzione di un paracadute efficace, Reichelt concepì un prototipo in seta che il pilota poteva indossare – come appare nel ritratto dell’inventore – e che si sarebbe aperto gonfiandosi durante la discesa grazie al flusso d’aria: in sostanza, la concezione moderna.

Fece i suoi primi esperimenti lanciando dei manichini dal quinto piano del palazzo dove abitava, ottenendo dei risultati, diciamo, ‘misti’. Convintissimo comunque della sua idea, si persuase della necessità di salire più in alto per fare una prova maggiormente ‘realistica’. Chiese, e ottenne, il permesso dalle autorità cittadine per gettare uno dei suoi manichini col paracadute dalla Torre Eiffel

Così, alle otto del mattino del 4 febbraio 1912, convocò alla Torre il pubblico, i giornalisti e gli operatori cinematografici per presenziare al suo trionfo. Solo quando Reichelt raggiunse la prima piattaforma di osservazione della struttura il pubblico si accorse che il sarto non aveva portato con sé alcun manichino… Tale era la sua fiducia nell’invenzione che intendeva buttare se stesso.

Malgrado i tentativi degli astanti di dissuaderlo, alle 8:22 saltò sullo sgabello che si era portato, salì sulla ringhiera e si lanciò. Il paracadute, avvolgendosi attorno al suo corpo, non si aprì. Reichelt si ’stampò’ violentemente a terra dopo un volo di circa 60 metri, penetrando nel terreno di circa 15 centimetri secondo i rilievi della polizia. Morì all’istante: senza sapere che appena due giorni prima, a New York, un americano si era lanciato – con successo – dalla Statua della Libertà con un paracadute di concezione essenzialmente simile. L’intera, terribile, sequenza fu filmata. È visibile qui, volendo… 

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