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Le Big Tech reclutano talenti dell’energia per alimentare le ambizioni nell’AI

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Google, Microsoft, Amazon e Meta stanno rafforzando le proprie competenze interne nel settore dell’energia per affrontare il principale ostacolo alla scalabilità dell’AI: la disponibilità di energia elettrica.

Il crescente fabbisogno energetico dell’AI sta trasformando profondamente le strategie occupazionali delle Big Tech.

Colossi come Google, Microsoft, Amazon e Meta stanno rafforzando le proprie competenze interne nel settore dell’energia per affrontare il principale ostacolo alla scalabilità dell’AI: la disponibilità di energia elettrica.

Secondo i dati di Workforce.ai, le assunzioni in ambito energetico sono aumentate del 34% nel 2024 e hanno mantenuto un ritmo elevato anche nel 2025, superando del 30% i livelli precedenti all’avvento di ChatGPT nel 2022.

Queste aziende non si limitano più ai tradizionali ruoli legati alla sostenibilità, ma cercano figure operative in grado di gestire approvvigionamenti, interfacce di rete e strategie di mercato.

Microsoft, ad esempio, ha assunto oltre 570 esperti dal 2022, tra cui ex dirigenti di Google ed ex CFO di General Electric. Amazon guida la classifica con 605 nuove assunzioni, mentre Google si sta muovendo con acquisizioni e assunzioni mirate, come quella di Eric Schubert, ex consulente di BP.

Parallelamente, si moltiplicano le acquisizioni di società energetiche, come dimostra l’acquisto da parte di Alphabet della compagnia Intersect per 4,75 miliardi di dollari.

Tuttavia, molte aziende tech appaltano ancora la costruzione degli impianti, preferendo mantenere il controllo sulle strategie energetiche senza internalizzare tutte le fasi operative.

Questa corsa al talento sta mettendo sotto pressione le utility tradizionali, che si trovano a competere con le offerte salariali elevate del settore tech.

Nel breve termine, il mercato del lavoro energetico sarà molto competitivo, soprattutto per profili specializzati nella connessione alla rete, nei PPA e nella gestione di progetti.

Intanto, Meta e altre aziende ottengono licenze per vendere energia in eccesso, trasformando le tech company in potenziali attori del mercato energetico, anche se solo per uso interno.

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