I leader europei si preparano ad affrontare l’intelligenza artificiale come una sfida strategica e di sicurezza fondamentale, con l’intenzione di tenere entro la fine dell’anno il loro primo confronto specificamente dedicato al tema.
Il presidente del Consiglio europeo, António Costa, intende programmare il dibattito tra i capi di Stato e di governo dei 27 Paesi membri in occasione di uno dei tre vertici UE ancora previsti quest’anno, il 15 ottobre, il 13 novembre o il 17 dicembre. Lo ha confermato lo stesso ufficio del Presidente a POLITICO. I preparativi sono già in corso, anche se l’ordine del giorno non è stato ancora definito.
La decisione riflette la crescente consapevolezza, a Bruxelles, che l’AI abbia ormai superato i confini della politica di regolamentazione digitale e sia sempre più considerata una questione urgente di competitività economica, sicurezza nazionale e influenza geopolitica, tale da richiedere l’attenzione diretta dei presidenti e dei primi ministri europei.
I modelli cyber diventano una questione di sicurezza nazionale
L’emergere di potenti modelli con capacità cyber, in grado di sfruttare le vulnerabilità dei software, ha trasformato l’AI in una questione di sicurezza nazionale, attirando l’attenzione dei leader mondiali, degli esperti di tecnologia e dei cittadini. Restano però in gran parte senza risposta le domande su chi debba regolamentarla e in che modo, mentre Stati Uniti e Cina si contendono la supremazia tecnologica.
Il presidente cinese Xi Jinping ha chiesto una maggiore cooperazione internazionale sull’AI in un discorso di particolare rilievo pronunciato venerdì, il giorno dopo che una coalizione composta da oltre due dozzine di Paesi, tra cui importanti Stati del Sud globale, si era riunita a Shanghai concordando di lasciare alla Cina un ruolo guida nello sviluppo della tecnologia.
L’AI entra nell’agenda del Consiglio europeo
Anche il Consiglio europeo, composto dai leader di governo dei 27 Stati membri, esprimerà ora la propria posizione. Finora le questioni digitali sono comparse raramente nell’agenda delle riunioni dei leader e, quando ciò è avvenuto, sono state affrontate soprattutto nell’ambito di discussioni più ampie sulla competitività economica dell’Europa.
La scelta di inserire l’AI come tema autonomo dimostra che la questione sta acquisendo maggiore rilevanza. Tuttavia, i tempi dovranno comunque adattarsi al funzionamento delle istituzioni europee. Gli esperti avvertono regolarmente che pochi mesi rappresentano un periodo molto lungo nello sviluppo dell’AI. Uno studio globale sulla sicurezza dell’AI ha affermato all’inizio dell’anno che la complessità dei compiti che i modelli possono svolgere raddoppia ogni sette mesi.
Anche le turbolenze geopolitiche, come la guerra in Iran, hanno relegato in secondo piano altri temi durante gli incontri dei leader dell’UE nella prima metà dell’anno.
Negli ultimi mesi è aumentata la pressione affinché il principale organismo politico europeo affronti direttamente la questione.
Alla fine di giugno, decine di parlamentari, guidati dall’eurodeputato olandese dei Verdi Reinier van Lanschot, hanno chiesto a Costa di “convocare il prima possibile un vertice straordinario del Consiglio europeo dedicato all’intelligenza artificiale”.
Secondo la lettera visionata da POLITICO, l’AI rappresenta “la trasformazione strutturale più importante della nostra epoca”, ma al momento è “priva dello spazio che richiede”. I firmatari hanno invitato Costa ad affrontare il tema in modo complessivo, includendo le dimensioni “dell’innovazione, della sicurezza, dell’etica, della società, dell’ambiente e della geopolitica”.
Oltre 100 esperti chiedono attenzione al massimo livello
La scorsa settimana oltre 100 esperti hanno sostenuto la stessa richiesta in un rapporto sull’AI di frontiera redatto su incarico della Commissione europea. Nel documento hanno chiesto di “elevare l’AI di frontiera a priorità del più alto livello politico”.
“Un’attenzione costante al massimo livello è stata descritta come una condizione preliminare per l’attuazione delle altre raccomandazioni”, si legge nel rapporto. Tra le proposte figura anche un’accelerazione nello sviluppo della capacità di calcolo per l’AI in tutta l’Unione.
Costa sembra aver recepito il messaggio. “Proporrò una discussione su questo tema in occasione di uno dei prossimi Consigli europei”, ha scritto dopo un incontro del 2 luglio con l’economista francese Philippe Aghion. Costa ha sostenuto che lo sviluppo dell’AI “deve procedere di pari passo con l’etica e con il rispetto della nostra sovranità digitale e del nostro modello sociale”.
La scorsa settimana Costa ha inoltre incontrato un gruppo di “esperti e professionisti europei di alto livello”, tra cui Audrey Herblin-Stoop, principale responsabile delle attività di lobbying della società francese Mistral.
Dopo l’incontro, Costa ha affermato che l’UE “deve rafforzare la propria sovranità digitale, facilitare gli investimenti e promuovere l’apprendimento permanente”, continuando allo stesso tempo a “proteggere i minori e salvaguardare i nostri valori”.
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