Bruxelles vuole allargare la sua rete di centri di screening medico potenziati dall’AI, allo scopo di risolvere le persistenti sfide legate alla qualità dei dati e a trovare un tumore ad uno stadio precoce. Lo scrive Euractiv, aggiungendo che la Commissione ha già realizzato circa 270 centri di screening avanzato, che coinvolge ospedali e strutture di assistenza in tutta l’Eurozona nell’ambito della strategia Apply AI presentata lo scorso ottobre.
Imaging dati preventivo
In questi centri, situazioni anomale presintomatiche possono essere scoperte attraverso l’imaging dei dati, incluse MRI, CT, X‑ray, PET e ultrasuoni. Per questo la diagnosi precoce di cancro e di malattie cardiovascolari potrebbe risultare decisiva per la vita del paziente.
La industry si sta già muovendo in questa direzione per la cura tempestiva di cancri alla prostata e ai polmoni, per esempio. Le percentuali di individuazione del cancro cresce del 20%-30% con l’utilizzo dell’AI, secondo quanto riportato da Euractiv.
Un nuovo bando per il finanziamento di progetti pilota su larga scala che impieghino l’intelligenza artificiale nell’imaging clinico reale aggiungerà altri due ospedali alla rete. L’obiettivo è addestrare sistemi di intelligenza artificiale su due aree patologiche prioritarie – il cancro e le malattie cardiovascolari – generando al contempo nuovi dataset di pazienti europei per migliorare le prestazioni e l’accuratezza degli strumenti di intelligenza artificiale.
La trappola dei dati
Ma una diagnosi efficace dipende dalla qualità dei dati utilizzati per addestrare questi sistemi.
L’obiettivo è implementare un sistema di intelligenza artificiale che utilizzi algoritmi europei sviluppati, addestrati e validati utilizzando dataset di pazienti molto ampi.
Questo è fondamentale, poiché l’Europa continua ad affrontare un grave ostacolo: l’accesso limitato a dataset rappresentativi.
Addestramento extra-Ue
“La realtà è che la maggior parte degli strumenti di intelligenza artificiale di cui disponiamo oggi nell’UE sono addestrati su dati non europei”, ha avvertito Fulvia Raffaelli, responsabile dell’Unità di Salute Digitale presso la DG SANTE, durante la Conferenza sulle Politiche Sanitarie di Euractiv.
Ha definito questo un rischio per l’accuratezza e l’affidabilità. Raffaelli ha citato gli strumenti di diagnosi del cancro della pelle basati sull’IA, addestrati su popolazioni asiatiche, che mostrano tassi di errore più elevati se applicati a pazienti europei.
La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, a sua volta medico, ha promesso che i centri di screening avanzati porteranno a “un’assistenza sanitaria di altissimo livello in ogni angolo d’Europa, con tempi di attesa più brevi”.
Ma il tema dei dati resta aperto e quanto mai attuale.
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