Key4biz

La tragedia di 67 migranti morti sulla spiaggia di Crotone tiene ancora banco sulla stampa

Paolo Maddalena

La tragedia avvenuta sulle coste di Crotone ha colpito fortemente il senso di umanità che è ancora molto vivo nel Popolo italiano. Persiste davanti agli occhi di tutti quella nave fatta a pezzi sulla spiaggia con alcuni corpi senza vita. E il saluto di Mattarella alle bare delle vittime, di cui parecchi bambini, certamente non sparirà dal ricordo degli italiani.

Non si può negare che le operazioni messe in campo da questo governo, e in particolare dal ministro dell’interno Piantedosi, gettano un’ombra funesta sull’azione dell’Italia in materia di salvataggio in mare. Infatti il decreto legge 2 gennaio 2023 n.1 ha complicato molto le operazioni di salvataggio imponendo, nello stesso tempo, di raggiungere senza indugio il porto di sbarco assegnato e il completamento di formalità burocratiche che è molto difficile prendere a bordo.

Inoltre, e la cosa sembra molto grave, l’insistenza sul veloce raggiungimento del porto assegnato implica, come è avvenuto nei fatti, la impossibilità di effettuare un secondo salvataggio dopo aver fatto il primo.

Il descritto impianto legislativo contrasta palesemente con l’articolo 10 della Costituzione e con le Convenzioni internazionali sul diritto del mare alle quali questo rinvia.

Infatti l’articolo 98 della Convenzione sul diritto del mare di Montego Bay sancisce l’obbligo degli Stati di prestare immediato soccorso a chiunque si trovi in mare in situazioni di pericolo.

Inoltre, in base a detta convenzione, ogni Stato costiero deve promuovere la costituzione e il funzionamento permanente di un servizio adeguato ed efficace di ricerca e di soccorso per tutelare la sicurezza marittima collaborando con gli Stati adiacenti.

Quanto è accaduto investe dunque, non solo gli esecutori, sui quali farà luce la magistratura, ma lo stesso impianto normativo del citato decreto legge 2 gennaio 2023 n.1.

La prova del pessimo impianto giuridico in materia è data dal fatto che la nave Geo Barrets di Medici senza Frontiere, che poteva sbarcare in un porto più vicino, è stata sbattuta a La Spezia, senza tenere in nessun conto che i migranti a bordo di detta nave avevano già compiuto cento ore di navigazione.

E ciò è in pieno contrasto con il rispetto dei diritti umani, come affermato in un caso analogo dalla sentenza della Corte di Cassazione n. 6626 del 2020.

Altrettanto è da dire per la Ocean Viking di Sos Mediterranée che è stata mandata a Ravenna e ancora per la Geo Barents che è stata spedita ad Ancona, e gli esempi potrebbero continuare.

Insomma quali che saranno i risultati dell’indagine giudiziaria in corso per quanto riguarda la sciagura di Crotone, sta di fatto che lo svolgimento di detti fatti è assolutamente riprovevole.

Quanto è accaduto impone alla maggioranza parlamentare di verificare se in questo campo il governo non sia andato per così dire fuori strada.

Exit mobile version