OpenAI starebbe valutando una forte riduzione dei prezzi dei propri servizi di intelligenza artificiale per contrastare la crescita di Anthropic e difendere la propria base di clienti aziendali. Secondo il Wall Street Journal, la società sta discutendo tagli significativi al costo dei token, l’unità usata dalle aziende AI per fatturare l’utilizzo dei modelli.
La mossa anticiperebbe una possibile riduzione dei prezzi anche da parte di Anthropic. Negli ultimi mesi diversi dirigenti aziendali hanno iniziato a segnalare il peso crescente dei costi dell’AI nei bilanci, soprattutto per l’uso intensivo di strumenti agentici e di coding. Lo stesso amministratore delegato di OpenAI, Sam Altman, ha riconosciuto di recente che i costi sono diventati “un enorme problema”, spiegando che la società sta cercando modi per offrire più valore con una spesa minore.
La pressione di Anthropic
La competizione più forte arriva da Anthropic, che ha visto crescere rapidamente i ricavi grazie al successo di Claude Code, lo strumento di programmazione diventato molto popolare tra gli sviluppatori. OpenAI ha risposto riportando al centro della propria strategia Codex, il suo prodotto dedicato al coding.
Il rischio di una guerra dei prezzi
In tutto questo Anthropic continua a correre più forte. La società ha appena rilasciato Claude Fable 5 e Claude Mythos 5, due modelli basati sulla stessa architettura “Mythos-class”. Fable 5 è disponibile al pubblico, ma con limitazioni su cybersecurity, biologia e chimica; Mythos 5, invece, resta riservato a cyber defender e fornitori di infrastrutture critiche, con alcune restrizioni rimosse.
Un taglio aggressivo dei prezzi potrebbe però aprire una guerra tariffaria nel settore. OpenAI e Anthropic bruciano già miliardi di dollari all’anno per sostenere i costi di calcolo, server e infrastrutture necessarie a far funzionare i modelli. Ridurre i prezzi potrebbe aiutare ad attrarre clienti, ma anche comprimere margini già sotto pressione.
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