Key4biz

La Rai presenta i palinsesti. Salini in prorogatio fino a settembre?

Questa mattina, nel “Salone degli Arazzi” di Viale Mazzini, si è tenuta la conferenza stampa di presentazione palinsesti Rai, introdotta dal Presidente Marcello Foa, e nel pomeriggio di oggi il Presidente del Consiglio Mario Draghi ha accolto negli “studios” di Cinecittà la Presidente della Commissione Europea Ursula von der Layen.

Le due iniziative hanno un collegamento? Soltanto simbolico, riflettendo sul nesso tra la “politica dello spettacolo” e la “politica spettacolo”: in verità, ma quel che emerge è una discreta vocazione autoreferenziale e narcisistica.

Anzitutto, ci si domanda perché Rai non ha ritenuto di organizzare la presenza dei palinsesti in presenza, dato che le attuali normative e regolamentazioni governative lo consentono: ieri, per esempio, la presentazione del 12° rapporto Civita è stata in presenza, con un centinaio di partecipanti, presso la “Sala Giovanni Spadolini”, nella sede centrale del Ministero della Cultura, che ha una superficie e capienza forse inferiore al “Salone degli Arazzi”: vedi “Key4biz” di ieri, “Associazione Civita presenta la “Next Generation Culture”: per uno sviluppo digitale dei musei. Ma manca una policy di sistema”.

La presentazione è stata riservata soltanto alla stampa ed ai media, utilizzando la piattaforma Cisco Webex: si sono collegati circa 80 giornalisti, una decina in video ed identità, il resto in anonimo. Da lamentare che sia stata inibita la chat, che pure sarebbe stata stimolante.

La presentazione “Offerta Rai 2021/2022” è durata 2 ore e mezza (!!!), ed ha messo a dura prova i partecipanti: impostazione molto arcaica, tradizionale, banale, senza un guizzo di creatività.

La conduttrice, l’elegante Laura Chimenti, ha cercato di fare del suo meglio, e non ha commesso alcuna gaffe.

Quel che è parso insopportabile è il tono, veramente monocorde, di autocompiacimento. Tipico di una “convention” aziendale vecchio stile. Si dirà che queste presentazioni hanno una funzione autopromozionale: è vero, ma forse un po’ di originalità inventività sarebbe utile (esiste peraltro una specifica “Direzione Creativa”, in Rai, affidata a Massimo Maritan, no?!), per evitare un approccio ingessato e noioso.

È difficile, anzi impossibile, sintetizzare in poche righe la ricca (anche troppo) presentazione di programmi, tra promo sincopati e lunghe autocelebrazioni da parte dei direttori: Maria Pia Ammirati (Direttrice Rai Fiction) ha ovviamente parlato di “fiction”; Franco Di Mare (Direttore di Rai3) di “informazione”; Pierluigi Colantoni (Direttore Sviluppo Nuovi Format Rai) dei “nuovi format”, in verità assai pochi; Silvia Calandrelli (Direttrice Rai Cultura) di programmazione culturale ed educativa; Ludovico Di Meo (Direttore di Rai2) di “daytime”; di cinema, ha parlato Roberta Enni (Direttrice di Rai Gold); della piattaforma web multimediale, Elena Capparelli (Direttrice di RaiPlay); di documentari, Duilio Giammaria (Direttore di Rai Documentari); di programmazione per bambini e ragazzi, Luca Milano (Direttore di Rai Ragazzi); di intrattenimento, Stefano Coletta (Direttore di Rai1)…

Un gran pasticcio, insomma, una “grande abbuffata” che ha paradossalmente livellato tutto, “l’alto” ed “il basso”, la sperimentazione (poca, pochissima) e la ri-produzione dell’esistente (prevalente).

Innovazione profonda? Zero, o quasi. Dinamiche inerziali. Cosa è cambiato, realmente, rispetto ai palinsesti approvati dal precedente Consiglio di Amministrazione?!

Rimandiamo ad un’analisi della conferenza “minuto per minuto” condotta da un appassionato esperto qual è Davide Maggio sul suo prezioso blog. Per gli appassionati, rimandiamo al documento di quasi 100 pagine di presentazione dei palinsesti, curato dall’Ufficio Stampa (diretto da Anna Fraschetti).

Qui ci limitiamo ad alcune considerazioni estemporanee.

In sintesi, l’impressione complessiva che emerge è che Rai continui a proporre “di tutto, di più” (uno dei suoi storici slogan), ma in modo ancora confuso, senza un filo rosso che consenta di delineare al meglio il profilo identitario del servizio pubblico radiotelevisivo.

È oltraggioso sostenere che forse ci sia paradossalmente “troppa” offerta?

Troppi programmi e finanche… “troppi” canali?!

In questa sovraofferta, finiscono per perdersi anche programmi di qualità, subordinati alla logica dell’audience.

Riteniamo – e lo sosteniamo da decenni – che lo spettatore italiano, in qualsiasi momento, e su qualsiasi canale della famiglia Rai sia sintonizzato, dovrebbe sempre e comunque capire che sta guardando “la Rai”, e non altra emittente.

Stendiamo un velo di pietoso silenzio sull’intervento introduttivo del Presidente Marcello Foa, che non è stato possibile ascoltare, per difficoltà tecniche della fonte audio: incredibile errore tecnico, intollerabile a questi livelli. Chissà cosa avrà detto, certamente compiaciuto per essere ancora alla guida di Viale Mazzini al 22 giugno 2021…

Tutti gli intervenienti, una decina di dirigenti apicali, hanno enfatizzato le positività del proprio lavoro, la qualità dell’azienda, il “lavoro di squadra”, con una serie di apprezzamenti e ringraziamenti incrociati.

Qualcuno ha ovviamente citato i dati Auditel, nessuno ha avuto il coraggio di citare l’inutile Qualitel (anche perché crediamo che in azienda quasi nessuno utilizzi questo pseudo-strumento cognitivo). Secondo l’Ansa, nell’intervento “incomprensibile” per problemi tecnici d’audio, il Presidente Marcello Foa avrebbe sostenuto: “speriamo di presentare oggi un palinsesto all’altezza delle aspettative dei nostri telespettatori”. Chissà, caro ormai quasi Past President: chi può dirlo?! Comunque apprezziamo che lei non abbia citato giustappunto il Qualitel…

Gian Paolo Tagliavia, Amministratore Delegato di Rai Pubblicità, ha segnalato che in serata, “in un luogo molto bello” (…), ci sarà la presentazione dei palinsesti agli investitori pubblicitari, e si ha ragione di sperare che la kermesse sarà meno noiosa. Ha sostenuto che la raccolta pubblicitaria del primo semestre del 2021 della Rai registra un incremento del 9 per cento rispetto a quella dell’anno 2019 (il 2020 ha preferito ignorarlo…).

Ha concluso la presentazione (2 ore dopo l’inizio della kermesse!) l’Amministratore Delegato Fabrizio Salini, che ha approfittato dell’occasione per un semplice ringraziamento ai dipendenti Rai, alla fine del suo mandato triennale. Ha rivendicato un’impostazione aziendale “per generi”, così come avvenuto per la presentazione di questa mattina, anche se in verità questa transizione alla “direzione per generi” non è stata completata, ma soltanto avviata. Ha sostenuto Salini: “siamo abituati a lavorare a testa bassa e a volte non ci rendiamo conto che i direttori lavorano in maniera coesa. Sono nate nuove direzioni, abbiamo reso protagonista Rai Play. Oggi stiamo facendo una presentazione per generi. Questo lo abbiamo deciso tre anni fa, abbiamo innovato programmi, linguaggi, prodotti. Pensiamo ai vincitori dell’ultimo Sanremo, sono quasi rivoluzionari (nota del redattore: ???). Abbiamo messo il contenuto al centro, perché questo è ciò che ci fa andare avanti l’azienda”. Ha concluso: “tre anni fa lo slogan era di ‘corsa verso il futuro’, oggi il futuro lo accendiamo’”.

Silenzio totale sulla Direzione Rai per il Sociale e sul canale internazionale in inglese

Da segnalare che le attività della Direzione Rai per il Sociale (diretta Giovanni Parapini) sono state completamente ignorata: incredibile, ma vero, e dinamica sintomatica della (non) attenzione di Viale Mazzini rispetto alla struttura che invece dovrebbe essere la “bandiera” e la “bussola” del servizio radiotelevisivo pubblico. Ancora una volta temiamo che si tratti invece della classica… “foglia di fico”, creata per nascondere tante “bruttezze”.

Ci limitiamo ad osservare che la presentazione del libro Rai dedicato alla “coesione sociale”, in occasione del recente Prix Italia, non è stata nemmeno resa accessibile in streaming, per comprendere quanta attenzione reale Viale Mazzini assegni a queste tematiche… Si predica bene, si razzola male.

I colleghi giornalisti (una dozzina) che sono intervenuti hanno posto tutti simpatiche e benevolenti domande su specifici programmi, senza che alcuno abbia affrontato questioni complessive di strategia editoriale e di profilo identitario.

Soltanto il collega Ferruccio Mike Crevatin, di Radio Capodistria, ha domandato che fine avesse fatto il canale internazionale in inglese e l’ipotizzato canale “al femminile”: la domanda non ha avuto risposta.

Chi redige queste noterelle – annoiato e sconfortato – aveva quasi rinunciato a porre domande, che sarebbero parse certamente… inappropriate, inopportune, impertinenti: ci siamo in fondo detti: “cui prodest”, considerando che tra qualche settimana la Rai avrà un novello “governo”?!

Alla fin fine, però, animati di spirito civico e curiosità giornalistica, abbiamo posto queste domande all’Ad Salini: premessa: “La presentazione dei palinsesti è sicuramente un’occasione di autorappresentazione della Rai: un po’ troppo lunga e paludata e narcisista, se mi consentite, ma comunque certamente utile. Domando però all’Amministratore Delegato (mi dicono che il Presidente sia andato via)…”. Prima domanda: “perché non è stato presentato il “bilancio sociale” della Rai, che è uno strumento prezioso di autocoscienza? Era giunta voce, qualche mese fa, che sarebbe stato presentato alla grande, con un pubblico confronto con gli stakeholder, dai telespettatori al terzo settore. Il “bilancio sociale Rai” sembra invece quasi una foglia di fico, un documento semi-clandestino: avete avuto forse timore di confrontarvi con la società civile?! Poteva essere anche l’occasione giusta per una vostra relazione di fine mandato triennale…”. Seconda domanda: “e come mai durante la odierna presentazione dei palinsesti non è stata nemmeno citata ‘en passant’ la Direzione Rai per il Sociale, che pure ha una funzione innovativa, almeno sulla carta, con una annunciata sua disseminazione nei palinsesti?!”.

Salini: “il bilancio sociale Rai non lo nascondiamo… lo presentiamo forse a settembre…” (in prorogatio?!)

L’Amministratore Delegato Fabrizio Salini ha risposto in modo netto: si è scusato, con lieve imbarazzo, che la Direzione Rai per il Sociale non fosse stata mai citata, ed ha fatto ammenda, peraltro rivendicando di aver voluto lui la creazione della struttura, e quindi di averne apprezzato l’importanza; comunque “molte iniziative” della Direzione “sono accolte nei palinsesti Rai”, ha sostenuto.

Sarà: un dettaglio: nelle quasi 100 pagine della presentazione dei palinsesti, la Direzione Rai per il Sociale è citata 2 volte (due!) soltanto: per la terza edizione di “O anche no”, il programma condotto da Paola Severini Melograni, dedicato all’inclusione e alla solidarietà, trasmesso il venerdì in tarda serata (troppo tarda serata) su Rai2, e per un nuovo programma (titolo ignoto…), su Rai 3 la domenica dalle 13, un nuovo spazio dedicato ai temi del terzo settore, nel quale Lidia Galeazzodarà voce alle tante associazioni e alle storie che spesso non trovano spazi adeguati per essere raccontate”. Un po’ poco, ci sembra…

Per quanto riguarda il “bilancio sociale”, Salini ha sostenuto e ribadito “non lo nascondiamo”, anche perché “il lavoro fatto in questi anni è stato utile”. Nota nostra: peccato che non sia mai stato presentato pubblicamente e che nessun giornalista – a parte noi su “Key4biz” – vi abbia dedicato attenzione! (vedi “Key4biz” del 24 luglio 2020, “Rai pubblica il bilancio sociale, ma solo per pochi”); c’era, in effetti, ha detto l’Ad, l’intenzione di presentarlo, con una intera giornata dedicata, ma… “ormai credo slitterà a settembre”…

Settembre?!

E qui ci si domanda: si tratta di un errore o un lapsus (freudiano)?!

Salini prevede spera o forse sa (…) che resterà in sella oltre la naturale scadenza del 30 giugno 2021?!

Si tratta di una ipotesi malsana anzi perversa, ma fonti autorevoli ci confermano che effettivamente lo stallo inter-partitico rispetto alle nomine per il Cda Rai è così bloccante che qualche segretario di partito avrebbe suggerito di rimandare… Almeno di qualche settimana: e quel “settembre” potrebbe esserne la conferma.

In effetti, noi crediamo che verosimilmente il Consiglio di Amministrazione che verrà non vorrà presentare alla grande un documento di cui non ha alcuna responsabilità…

Restiamo convinti che il Cda uscente (ovvero il Presidente e l’Amministratore Delegato) non abbia voluto presentare il “bilancio sociale” (esercizio 2020), perché sarebbe stata un’occasione che l’avrebbe costretto ad un confronto pubblico e dialettico con gli “stakeholder”, appunto. Ed invece basta “rendere conto”, in fondo, nel bene e nel male, ai “decision maker” della partitocrazia, nelle ovattate stanze del Palazzo…

Draghi offre a von der Leyen la scenografia di Cinecittà per la benedizione del “Recovery Plan”

Alle 15, invece, mentre stava per concludersi la conferenza stampa Rai, erano ancora in corso i febbrili preparativi per la kermesse “coreografica” negli “studios” di Via Tuscolana: il Presidente del Consiglio Mario Draghi si preparava ad accogliere la Presidente della Commissione Europea, la gentile Ursula von der Leyen.

Il programma ha previsto l’arrivo alle 16:30 agli Studi Luce di Cinecittà: il Presidente Draghi e la Presidente von der Leyen si sono trasferiti al “Teatro 5”, storico teatro delle produzioni cinematografiche di Federico Fellini; hanno poi visitato gli allestimenti scenografici ed incontrato una rappresentanza delle maestranze. A seguire, la conferenza stampa al “Teatro 10”…

Senza dubbio, si tratta di una operazione dal sapore anche… spettacolar-coreografico. Una perfetta esemplificazione della “politica spettacolo”.

La visita si inserisce nel “Tour delle Capitali” che Ursula von der Leyen sta affrontando per certificare il via libera della Commissione ai “Pnrr” realizzati dai singoli Paesi per avere accesso alla propria quota di fondi del “Next Generation Eu”.

Si ricordi che il progetto Cinecittà fa parte della terza componente della “Missione 1” del “Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza” (“Pnrr”), denominata “Turismo e cultura” e dedicata giustappunto ai settori della cultura e del turismo.

Alla componente sono destinati 6,68 miliardi di euro di risorse provenienti dalla “Recovery and Resilience Facility”, di cui 300 milioni di euro sono dedicati, nello specifico, al progetto Cinecittà (un ambizioso piano di rigenerazione e di rilancio), indicato nel Piano come l’investimento 3.1 – “Sviluppo dell’industria cinematografica”. Abbiamo analizzato con attenzione questa prospettiva, anche se il “piano industriale” più volte citato resta un documento segreto (vedi “Key4biz” di venerdì scorso 18 giugno, “Rai e Cinecittà, piani futuri opachi e sempre avvolti nella nebbia”).

Esulta, ovviamente, il Ministro della Cultura Dario Franceschini: “ringrazio il Presidente del Consiglio Mario Draghi per la scelta di mettere Cinecittà al centro della presentazione del Recovery Plan. Si tratta di una decisione indicativa di quanto la cultura sarà il cardine della strategia di rilancio complessivo dell’Italia. La visita odierna della Presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, onora il passato, il presente e il futuro di uno degli studi cinematografici più antichi al mondo, custode di una sapiente tradizione e capace di grande innovazione. Una industria creativa di livello mondiale su cui l’Italia ha scelto di investire con decisione”.

Comprendiamo, dalle parole del Ministro, che la Commissione Europea ha quindi “benedetto” anche il “piano industriale” di Cinecittà incomprensibilmente secretato e che sono quindi state superate le obiezioni emerse in relazione al paventato rischio di impropria utilizzazione di “aiuti di Stato”. D’altronde si tratta di spiccioli, 300 milioni di euro, a fronte di complessivi 220 miliardi euro: ma – come dire?! – un po’ di “cinema” ci vuole, anche in politica!

Attendiamo di leggere l’ancora misterioso “piano industriale” di Cinecittà…

Clicca qui, per il file di collazione delle 10 schede curate dall’Ufficio Stampa Rai per la presentazione dei palinsesti Rai, “Accendiamo il futuro. Presentazione offerta 2021/2022”, Roma, Rai, Viale Mazzini, 22 giugno 2021.

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