La prima docente donna del primo corso di AI in Italia
È riconosciuta da tutti come la madrina italiana dell’intelligenza artificiale (AI). Luigia Carlucci Aiello ha dedicato gran parte della sua vita professionale a questa tecnologia, con 170 pubblicazioni all’attivo, lavorando allo Stanford Artificial Intelligence Laboratory (SAIL), diretto da John McCarthy, e a numerosi progetti nazionali, gruppi di lavoro e reti di eccellenza dell’Unione europea.
Nel 1988 fonda ed è primo presidente della Associazione italiana per l’intelligenza artificiale.
Una lunga carriera nel mondo della tecnologia avanzata, visto dall’esterno come luogo di pura ricerca e innovazione, ma difficile da vivere dall’interno, a causa della discriminazione di genere, da cui purtroppo non era immune, almeno in passato.
Quando ha iniziato i suoi studi universitari, nel 1964, “alla scuola Normale Superiore di Pisa c’era un ambiente maschile e maschilista”, ha detto Carlucci Aiello in un’intervista a La Repubblica. “Al Cnr di Pisa, dove venni assunta nel 1970, invece, eravamo poche donne su oltre 50 uomini – ha aggiunto la matematica –ed eravamo tutti uguali. C’era bisogno di menti e braccia in un settore ancora nuovo”.
La sua passione erano i numeri ed il suo sogno era quello di insegnare nel liceo del suo paese. Il confronto con la matematica pura creò un conflitto con il suo bisogno di concretezza e decise di specializzarsi in matematica applicata ai calcolatori, iniziando così la sua carriera nel campo dell’informatica. Pisa è infatti una città importante nella storia dell’informatica italiana, è qui che nel 1961 nasce il primo calcolatore elettronico italiano e nel 1986 la prima connessione Internet.
“Ero un mostro strano per la mia formazione eccentrica. Nel 1990, quando già ero una professoressa ordinaria da 10 anni alla Sapienza, passai al triennio. Ero la prima docente del primo corso di IA”, ha spiegato nell’intervista rilasciata a Romina Marceca.
Un messaggio per i ‘potenti’: “Non mettetevi nelle mani dei venditori, a chi non ha etica, a chi pensa solo al guadagno”
“L’IA è già nelle nostre vite. Guai a farsi trovare impreparati, altrimenti la subiremo soltanto. Il mio messaggio, comunque, è rivolto soprattutto ai potenti. Non devono mettersi in mano ai venditori, a chi non ha etica, a chi pensa solo al guadagno”, ha affermato Carlucci Aiello, riferendosi ovviamente alle Big Tech, che detengono le tecnologie AI, e ai decisori pubblici, che hanno il compito di indicare la via più giusta e più sicura, sia in termini etici che di regole, per diffondere questa tecnologia tra la gente.
Con un monito chiaro e inequivocabile: “L’uso dell’IA deve essere disciplinato”.
Riguardo poi al futuro, la professoressa non ha dubbi, l’intelligenza artificiale è qui per cambiare il mondo, le macchine che andrà a gestire “faranno i lavori pericolosi al nostro posto”, ma attenzione al modo in cui si approccia a questa tecnologia dirompente: “Mi preoccupano l’ignoranza e l’incoscienza”.
L’AI è in grado di abilitare una vera e propria rivoluzione industriale, al pari e superiore a quelle che hanno segnato profondamente gli ultimi 3 secoli quasi, ma nasconde dei rischi: etici e culturali, relativi alla tenuta dei sistemi democratici e ai diritti, nonché di natura ambientale.
“C’è chi sottovaluta le enormi quantità di acqua ed energia consumate dall’IA. Il rischio è un’accelerazione della crisi ambientale”, ha sottolineato Carlucci Aiello.
