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La Giornata Parlamentare. Referendum sulla giustizia, i militari di Strade sicure e le preoccupazioni per l’Iran

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È scontro sul referendum sulla giustizia. Mattarella firma il decreto. Salvini non molla sulla necessità di aumentare i militari di Strade sicure. Tajani convoca l'ambasciatore iraniano: “Forte preoccupazione”.

La Giornata Parlamentare è curata da Nomos, il Centro studi parlamentari, e traccia i temi principali del giorno. Ogni mattina per i lettori di Key4biz. Per leggere tutti gli articoli della rubrica clicca qui. 

È scontro sul referendum sulla giustizia. Mattarella firma il decreto

La campagna in vista del referendum di marzo è appena iniziata ma la tensione è già alta e a meno di 24 ore dalla scelta della data, arriva il ricorso. “Abbiamo proceduto” annuncia Carlo Guglielmi, portavoce del Comitato promotore della raccolta firme per il referendum popolare sulla riforma della giustizia “dopo averne data doverosa e preventiva informazione alla presidenza della Repubblica, a depositare un ricorso al Tar del Lazio per l’annullamento, previa sospensiva, della delibera del Cdm”. Alla raccolta, che deve raggiungere le 500 mila firme entro fine gennaio, ne mancano 100 mila, e intanto il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha firmato il decreto di indizione del referendum. “Sarà sicuramente interessante vedere quanto e come i ricorsi avranno una ricaduta in concreto sulla tempistica del voto” commenta dall’Anm il presidente Cesare Parodi “Noi siamo degli osservatori interessati, ma assolutamente estranei a questa problematica che però è importante perché serve per calibrare quelle che sono le modalità con cui cercheremo di informare i cittadini”. Dure le critiche dal centrodestra a cominciare da FI, con il capogruppo al Senato Maurizio Gasparri che parla senza mezzi termini di un “business” legato alle raccolte firme “che non producono alcuna conseguenza, se non quella di consentire a chi le promuove di accedere a rimborsi elettorali”. 

“Non vedo l’ora che gli italiani votino”, fa sapere il leader della Lega e vicepremier Matteo Salvini, secondo il quale sarà “un bellissimo Sì liberatorio, anche per tanti magistrati che sono ostaggi delle correnti”. E per il capogruppo di FdI alla Camera Galeazzo Bignami “le opposizioni protestano sempre” perché “il loro obiettivo è soltanto quello di dare addosso al governo Meloni”. “La campagna referendaria per il No non è contro qualcuno, ma è per la Costituzione” replica da Palazzo Madama il capogruppo dem Francesco Boccia “È una campagna che si fa per dire che l’equilibrio tra i poteri, che è al centro della costruzione della nostra Repubblica, va non solo tutelato, ma va anche difeso ed è quello che noi stiamo facendo”. Il M5S rilancia il No con una campagna contro la riforma salva-casta. Da Avs, Peppe De Cristofaro mette in guardia: “Il governo sta tentando in tutti i modi di bloccare la raccolta delle firme popolari per il referendum”, mentre Angelo Bonelli taglia corto: “Dietro questa riforma c’è il rischio concreto di costruire un sistema di impunità, con una giustizia sempre più sotto il controllo dell’esecutivo”. 

Salvini non molla sulla necessità di aumentare i militari di Strade sicure

Matteo Salvini non molla e anzi rilancia la sfida sui militari impiegati nel progetto Strade Sicure. “Sicuramente non è il momento per toglierli dalle strade e dalle stazioni, anzi” oggi “ce n’è bisogno di ancora di più”. Le frizioni in maggioranza, se non ricomposte per tempo, potrebbero deflagrare in commissione Difesa della Camera, quando domani inizierà la discussione di una risoluzione della Lega che chiede di aumentare il numero delle forze armate del contingente Strade Sicure. Ai 6.800 già operativi, andrebbero aggiunti “almeno altri 1.000 uomini e donne dell’esercito”, secondo il primo firmatario Eugenio Zoffili. Sempre domani i gruppi parlamentari leghisti si riuniranno per fare il punto sulla sicurezza e remare con forza, tutti nella stessa direzione. Il titolare della Difesa Guido Crosetto, parlando di “polemiche pretestuose”, precisa che non è sua intenzione togliere nemmeno un militare dal progetto fino a quando non ci sarà un numero idoneo di carabinieri”. Questa idea “tiene conto della necessità di garantire la sicurezza e la difesa. Ma non tocca a me decidere”, puntualizza annunciando di aver “chiesto” al Parlamento “il rifinanziamento di Strade Sicure nell’attuale configurazione” e “di implementare il numero dei carabinieri”. 

Matteo Salvini ribadisce “perfetto: confermare le attuali divise e aggiungerne altre è il mio obiettivo” e plaude anche il presidente del Senato, Ignazio La Russa rivendicando la paternità dell’operazione Strade sicure quando era lui a guidare la Difesa. La posizione di Fi è: nessuna sostituzione dei militari in strada finché non saranno stanziate risorse sufficienti per rafforzare gli organici di polizia e carabinieri, “fino ad allora, l’operazione Strade Sicure proseguirà”. Per Antonio Tajani “bisogna sempre trovare i giusti compromessi per garantire la sicurezza. Il coordinamento del lavoro tocca alle forze di polizia, ma in casi particolari la presenza delle donne e uomini delle forze armate può dare un contributo”. Il capogruppo di FdI alla Camera Galeazzo Bignami getta acqua sul fuoco: nel centrodestra, spiega, “la divisione è nel modo con cui vogliamo realizzare il medesimo obiettivo, cioè garantire maggiore sicurezza nelle città, nelle piazze, nelle stazioni e nelle strade”. 

Tajani convoca l’ambasciatore iraniano: “Forte preoccupazione”

Prima la nota ufficiale per esprimere la “forte preoccupazione” per quanto sta avvenendo in Iran, con “i numerosi morti tra i manifestanti” che protestano contro il regime. Poche ore dopo, l’annuncio in Aula alla Camera, per voce del vicepremier Antonio Tajani: “Ho fatto convocare al ministero degli Esteri l’ambasciatore dell’Iran in Italia”. Una mossa analoga a quelle delle cancellerie di mezza Europa: in giornata lo hanno fatto anche la Spagna, il Portogallo, la Francia, l’Inghilterra e la Germania. Per via anche diplomatica, il governo italiano ha quindi chiesto “alle Autorità iraniane di assicurare il rispetto dei diritti del popolo, incluso quello di espressione e di pacifica assemblea, e l’incolumità di chi manifesta nelle piazze. Insieme ai partner europei e del G7 il Governo italiano continua a lavorare per una soluzione positiva della crisi, rispettosa delle aspirazioni di libertà e parità di diritti del popolo iraniano”. 

Nel giorno in cui al Senato tutte le forze politiche hanno votato la stessa risoluzione sulla tragedia di Crans Montana, nel pomeriggio l’opera di cucitura è continuata per arrivare a un documento bipartisan anche sull’Iran. In commissione Affari Esteri, presieduta da Stefania Craxi (Fi), “si sta lavorando a una risoluzione unitaria” hanno fatto sapere dal Pd il capogruppo Francesco Boccia e il responsabile Riforme Alessandro Alfieri “Noi siamo in prima linea con la resistenza iraniana”. L’opera di limatura non è scorrevole. Fra le forze di opposizione, il M5S teme la strumentalizzazione delle proteste in Iran, che possano, cioè, essere usate come grimaldello per un’azione armata dall’esterno. “Sull’Iran” ha detto Giuseppe Conte intervenendo dopo un’informativa in Aula di Tajani “noi siamo a sostegno delle donne e dei giovani che chiedono di vivere in un paese libero, ma certo non di chi progetta interventi militari unilaterali. Non accettiamo l’esportazione della democrazia con le armi”. 

Alla Camera

Dopo che ieri il Governo ha posto a questione di fiducia, l’Assemblea della Camera tornerà a riunirsi alle 13.00 per la discussione del decreto-legge in materia di Piano Transizione 5.0 e di produzione di energia da fonti rinnovabili. Come di consueto alle 15.00 svolgerà le interrogazioni a risposta immediata (question time) e a seguire, ascolterà l’informativa urgente del Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, sulla vicenda concernente Mohammad Hannoun, presidente dell’Associazione palestinesi in Italia.

Per quanto riguarda le Commissioni, la Affari Costituzionali dibatterà sul decreto-legge in materia di consultazioni elettorali e referendarie dell’anno 2026. La Giustizia esaminerà la pdl sulla riforma dell’ordinamento forense. La Esteri proseguirà le audizioni nell’ambito dell’indagine conoscitiva sulle dinamiche geopolitiche nella regione dell’Artico, ascoltando i rappresentanti di Eni, con la Difesa inizierà l’esame del decreto-legge per la proroga dell’autorizzazione alla cessione di mezzi, materiali ed equipaggiamenti militari in favore delle autorità governative dell’Ucraina, per il rinnovo dei permessi di soggiorno in possesso di cittadini ucraini, nonché per la sicurezza dei giornalisti freelance. Infine, ascolterà Marco Minniti, presidente di Med-Or Italian Foundation, nell’ambito dell’esame dell’atto Ue per il Patto per il Mediterraneo – Un unico mare, un patto, un futuro unito. 

La Cultura, con la Trasporti svolgerà audizioni nell’ambito delle pdl sulla tutela della trasparenza, della parità di trattamento e della libertà di espressione nella gestione e diffusione di informazioni e contenuti di carattere sociale e politico sulle piattaforme digitali e sulle reti sociali telematiche. Ascolterà il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri con delega all’informazione e all’editoria, Alberto Barachini, sulle problematiche connesse alla vendita del gruppo editoriale Gedi. La Ambiente svolgerà audizioni nell’ambito della pdl in materia di detenzione e commercializzazione delle borse di plastica. La Affari Sociali svolgerà audizioni nell’ambito della pdl sull’introduzione dell’obbligo di diagnosi autoptica nei casi di morte improvvisa in età infantile e giovanile.

Al Senato

L’Assemblea del Senato tornerà a riunirsi alle 10.00 per esaminare il decreto-legge per assicurare la continuità operativa degli stabilimenti ex ILVA e il ddl per la revisione dei servizi per i cittadini e le imprese all’estero.

Per quanto riguarda le Commissioni, la Affari Costituzionali dibatterà sul ddl in materia di elezione del sindaco nei comuni con popolazione superiore a 15 mila abitanti e svolgerà audizioni sul ddl per la delega al Governo in materia di determinazione dei LEP. Si confronterà sul ddl di contrasto all’antisemitismo, sul ddl per le modifiche della Costituzione sui diritti delle persone con disabilità e sul ddl per l’introduzione della Giornata della Memoria per le vittime dei Vigili del fuoco.

La Giustizia esaminerà e svolgerà audizioni sul ddl per la riforma della disciplina degli ordinamenti professionali e sul ddl in materia di indagini informatiche. Dibatterà sui ddl in materia di violenza sessuale e di libera manifestazione del consenso, sul ddl in materia di tutela dei minori in affidamento, sul ddl in materia di comunicazione delle variazioni di reddito rilevanti ai fini dell’ammissione al patrocinio a spese dello Stato e sul ddl in materia di furti d’auto. A seguire, si confronterà sul ddl per l’introduzione della figura dello psicologo forense e altre risorse per il contrasto alla violenza contro le donne, sui ddl per l’introduzione di norme per la tutela anticipatoria della crisi da sovraindebitamento, sui ddl in materia di introduzione del reato di manipolazione psicologica e mentale e sul ddl in materia di contrasto dei delitti informatici e del trattamento illecito di dati. Discuterà sullo schema di DM concernente l’assicurazione della responsabilità civile risultante dalla circolazione di autoveicoli e il controllo dell’obbligo di assicurare tale responsabilità e con la Finanze analizzerà lo schema di Dlgs per la riforma organica delle disposizioni in materia di mercati dei capitali. 

La Politiche dell’Ue esaminerà la Legge di delegazione europea 2025, la Relazione programmatica sulla partecipazione dell’Italia all’Unione europea per l’anno 2025 e la Relazione consuntiva sulla partecipazione dell’Italia all’Unione europea – anno 2024. Infine, dibatterà sull’affare assegnato relativo agli aspetti istituzionali della strategia commerciale dell’Unione europea.

La Bilancio proseguirà l’esame dello schema di decreto legislativo recante disposizioni in materia di tributi regionali e locali e di federalismo fiscale regionale e dibatterà sulla proposta di Regolamento Ue su atti e proposte normative relativi al quadro finanziario pluriennale per il periodo 2028-2034. La Finanze esaminerà lo schema di Dlgs per quanto riguarda gli accordi di delega, la gestione del rischio di liquidità, le segnalazioni a fini di vigilanza, la fornitura dei servizi di custodia e di depositario e la concessione di prestiti da parte di fondi di investimento alternativi e il ddl in materia di demanio marittimo al comune di Praia a Mare. 

La Cultura proseguirà l’esame del ddl sulla modifica al codice dei beni culturali e del paesaggio e altre disposizioni concernenti la valorizzazione sussidiaria dei beni culturali e l’istituzione del circuito “Italia in scena”, del ddl in materia di consenso informato in ambito scolastico e del ddl sull’architettura e sulla rinascenza urbana per finalità di valorizzazione culturale e di benessere psicofisico e sociale. Discuterà sul ddl per la promozione e la valorizzazione dell’architettura e sui ddl per l’inclusione degli studenti universitari con DSA. La Ambiente si confronterà sullo schema di Dlgs su rifiuti e batterie sul ddl per la valorizzazione della risorsa mare. Riprenderà l’esame dei ddl sulla rigenerazione urbana e sulla riforma della RAI. 

La Attività Produttive si confronterà sull’affare assegnato relativo alle aree di crisi industriale complessa. A seguire, dibatterà sullo schema di Dlgs relativo all’assicurazione della responsabilità civile degli autoveicoli. Successivamente discuterà sul ddl per l’introduzione della disciplina dell’attività di acconciatore ed estetista, sul ddl per l’introduzione della rete delle Città madri del made in Italy, sul ddl per la produzione e la vendita del pane, il ddl per l’introduzione del registro nazionale dei pizzaioli professionisti e il ddl per la riduzione dello spreco alimentare. La Sanità dibatterà sullo schema di Dlgs per il riordino della disciplina degli Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico, sul ddl per il potenziamento della medicina di genere nel Servizio sanitario nazionale e sul ddl per l’inserimento lavorativo persone con disturbi dello spettro autistico.

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