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La Giornata Parlamentare. Pac e Mercosur, tiene l’asse Roma-Parigi: sul piatto un anticipo da 45 miliardi di euro

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L’Ue prova a sbloccare l’accordo di libero scambio con il Mercosur, puntando sul rafforzamento della Politica agricola comune (Pac). Il Governo Meloni tra i più critici in Europa assieme alla Francia.

La Giornata Parlamentare è curata da Nomos, il Centro studi parlamentari, e traccia i temi principali del giorno. Ogni mattina per i lettori di Key4biz. Per leggere tutti gli articoli della rubrica clicca qui. 

Pac rafforzata e Mercosur: l’Ue segue la linea del Governo italiano

L’Unione europea prova a sbloccare uno dei dossier più complessi degli ultimi anni, quello dell’accordo di libero scambio con il Mercosur, puntando su un rafforzamento anticipato della Politica agricola comune. La mossa della Commissione guidata da Ursula von der Leyen mira a compattare il fronte dei Ventisette, offrendo nuove garanzie agli agricoltori europei e cercando così di superare le resistenze che ancora frenano l’intesa con il blocco sudamericano. La proposta prevede di rendere disponibili già dal 2028, con l’avvio del nuovo quadro finanziario pluriennale 2028-2034, circa 45 miliardi di euro inizialmente destinati a essere utilizzati solo in una fase successiva. Un anticipo sostanziale che gli Stati membri potranno attivare presentando i propri piani di partenariato nazionali e regionali, rafforzando fin da subito il sostegno al settore agricolo.

L’iniziativa ha incassato il plauso di Roma, tra le capitali più critiche sia sul futuro bilancio Ue sia sull’accordo con il Mercosur. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha parlato di un passo avanti “positivo e significativo”, rivendicando come la linea italiana a tutela dell’agricoltura europea stia trovando crescente ascolto a Bruxelles. Soddisfazione anche a Parigi, con il presidente Macron che ha letto i progressi come il risultato di una mobilitazione politica condivisa. Le nuove risorse andrebbero ad aggiungersi ai circa 302 miliardi già previsti per la Pac, tra pagamenti diretti al reddito agricolo e fondi per la gestione delle crisi. Per l’Italia, secondo il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, l’impatto si tradurrebbe in circa 10 miliardi di euro aggiuntivi rispetto ai 31 miliardi già stimati per il periodo 2028-2034. Un risultato che, a suo giudizio, conferma la solidità del lavoro negoziale portato avanti dal governo italiano, che nei mesi scorsi aveva guidato il fronte dei Paesi più critici verso la riforma della Pac. Il confronto politico proseguirà a Bruxelles con una riunione straordinaria dei ministri dell’Agricoltura, chiamata ufficialmente a fare il punto sulla situazione del settore ma, nei fatti, decisiva per tastare il clima tra le capitali dopo le nuove aperture della Commissione. Sullo sfondo resta l’obiettivo di arrivare a un via libera politico all’accordo con il Mercosur già nei prossimi giorni, aprendo la strada alla firma definitiva in Paraguay e mettendo fine a un negoziato iniziato oltre venticinque anni fa.

Accanto al rafforzamento dei fondi, la Commissione ha annunciato anche l’intenzione di destinare almeno il 10% delle risorse di ciascun piano di partenariato alle aree rurali, una quota che nel settennato potrebbe avvicinarsi ai 64 miliardi di euro. Un pacchetto che, nelle intenzioni di Ursula von der Leyen, dovrebbe garantire agli agricoltori europei un livello di sostegno senza precedenti. Resta tuttavia il nodo politico dell’accordo commerciale. Le concessioni sul bilancio agricolo potrebbero convincere l’Italia a ritirare il proprio veto, mentre Francia e Polonia sembrano orientate a mantenere una posizione contraria. Se finalizzata, l’intesa con il Mercosur aprirebbe all’export europeo nuovi spazi per prodotti come vino, automobili e alcolici, ma faciliterebbe anche l’ingresso nel mercato Ue di carne, riso e soia provenienti dall’America Latina, alimentando un dibattito destinato a restare centrale nel confronto tra istituzioni europee e governi nazionali.

Acca Larenzia, memoria e tensioni: tra anniversario e nuove violenze politiche 

Nel giorno in cui ricorre il quarantottesimo anniversario della strage di Acca Larenzia, il dibattito pubblico torna a confrontarsi con una delle pagine più dolorose della storia repubblicana. Un anniversario che, come ha ricordato la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, richiama al dovere della memoria e della responsabilità collettiva. Anni segnati dal terrorismo e dall’odio politico, in cui il Paese è stato attraversato da una violenza diffusa che ha lasciato ferite profonde non solo nelle famiglie colpite, ma nell’intera comunità nazionale. Nel suo messaggio, la premier ha sottolineato come anche l’attualità, in Italia e all’estero, dimostri quanto possa essere fragile il confine tra il confronto democratico e l’odio, tra la parola e la violenza. Quando il dissenso si trasforma in aggressione e un’idea viene messa a tacere con la forza, ha osservato, è la democrazia stessa a perdere. Da qui l’appello a una “vera e definitiva pacificazione nazionale”, un impegno che Giorgia Meloni ha voluto dedicare a Franco BigonzettiFrancesco Ciavatta e Stefano Recchioni, uccisi ad Acca Larenzia, a tutte le vittime di quegli anni, al di là di ogni appartenenza politica, e alle generazioni di oggi e di domani.

Parole che arrivano mentre la cronaca restituisce nuovi episodi di violenza politica. A Roma, nelle vicinanze di un supermercato di via Tuscolana, quattro attivisti di Gioventù Nazionale sono stati aggrediti da un gruppo di una decina di persone a volto coperto, armate di spranghe e aste. L’azione, che potrebbe essere stata ripresa dalle telecamere di videosorveglianza, è ora al vaglio della Digos della Questura di Roma, che ha trasmesso una prima informativa alla Procura. Uno dei giovani aggrediti è stato ricoverato in ospedale in codice giallo con diverse tumefazioni. Sull’episodio è intervenuto anche il presidente del Senato Ignazio La Russa, che ha espresso sconcerto per quella che ha definito una vile aggressione, avvenuta mentre i militanti affiggevano manifesti in ricordo di Franco Bigonzetti e Francesco Ciavatta, assassinati davanti alla sede del Movimento Sociale Italiano nel 1978. Un atto inammissibile, secondo Ignazio La Russa, che testimonia un odio politico di estrema gravità e che non potrà cancellare la memoria né fermare chi difende il diritto al ricordo e alla libertà di espressione.

La giornata è stata segnata anche dalle commemorazioni ad Acca Larenzia, dove centinaia di aderenti a CasaPound e militanti dell’estrema destra hanno ricordato i morti dell’agguato del 7 gennaio 1978 con il rituale del “presente” e il saluto romano, gesto che ogni anno alimenta polemiche politiche e giudiziarie. A margine della commemorazione istituzionale mattutina, il vicepresidente della Camera Fabio Rampelli ha preso le distanze da ogni sovrapposizione tra il cordoglio espresso dalle istituzioni e le manifestazioni di segno diverso. Da quarant’anni, ha spiegato, Fratelli d’Italia sceglie una presenza sobria e istituzionale, distinta da altre iniziative. Alla cerimonia ha partecipato anche il presidente della Regione Lazio Francesco Rocca, in un contesto che conferma quanto il tema della memoria di Acca Larenzia resti ancora oggi un nodo sensibile e irrisolto del confronto pubblico italiano.

Ddl antisemitismo, il PD rinvia la sintesi e il Senato avvia l’esame 

Al Senato è stato avviato l’iter del disegno di legge contro l’antisemitismo presentato da Graziano Delrio, ma senza segnare una svolta politica immediata. Il testo è stato incardinato in commissione Affari costituzionali e sarà abbinato ad altri tre ddl sullo stesso tema, firmati da Massimiliano RomeoIvan Scalfarotto e Maurizio Gasparri. Nel Partito democratico resta aperta la frattura interna. Il provvedimento di Graziano Delrio, definito dai vertici come iniziativa personale, ha acceso il confronto sulla definizione di antisemitismo adottata, quella dell’IHRA, che include anche alcune forme di critica a Israele. Un’impostazione contestata da una parte dei dem, dagli alleati del campo largo e da un ampio fronte accademico. La proposta unitaria su cui lavora Andrea Giorgis, su mandato della segreteria, non è ancora pronta. Il senatore torinese ha chiarito che, prima di qualsiasi deposito, sarà necessario un confronto interno. L’obiettivo dichiarato è arrivare a un testo meno divisivo, capace di tenere insieme la condanna dell’antisemitismo e la tutela della libertà di espressione. L’obiettivo è un testo meno divisivo, ma il nodo resta aperto: Graziano Delrio, pur disponibile al confronto, difende una definizione già adottata da molti governi europei. La partita, più che tecnica, resta quindi eminentemente politica.

Alla Camera

L’Assemblea della Camera non si riunisce questa settimana.

Al Senato

L’Assemblea del Senato tornerà a riunirsi oggi alle 10.00 per esaminare il ddl per la conversione in legge del decreto-legge 21 novembre 2025, n. 175, recante misure urgenti in materia di Piano Transizione 5.0 e di produzione di energia da fonti rinnovabili e il ddl per la conversione in legge del decreto-legge 1° dicembre 2025, n. 180, recante misure urgenti per assicurare la continuità operativa degli stabilimenti ex ILVA. A seguire, dibatterà sul ddl di ingresso e soggiorno dello straniero per motivi di lavoro e svolgerà le interrogazioni. Alle ore 15.00 svolgerà, come di consueto, le interrogazioni a risposta immediata (question time).

Per quanto riguarda le Commissioni, la Affari Costituzionali svolgerà audizioni sul ddl per la delega al Governo in materia di determinazione dei LEP. 

La Giustizia si confronterà e svolgerà audizioni sul ddl per la delega al Governo per la riforma della disciplina degli ordinamenti professionali, dibatterà sui ddl in materia di violenza sessuale e di libera manifestazione del consenso, sul ddl in materia di tutela dei minori in affidamento, sul ddl in materia di comunicazione delle variazioni di reddito rilevanti ai fini dell’ammissione al patrocinio a spese dello Stato e sui ddl in materia di indagini informatiche e in materia di furti d’auto. A seguire, esaminerà il ddl per l’introduzione della figura dello psicologo forense e altre risorse per il contrasto alla violenza contro le donne, i ddl per l’introduzione di norme per la tutela anticipatoria della crisi da sovraindebitamento e si confronterà. Discuterà del ddl in materia di introduzione del reato di manipolazione psicologica e mentale e del ddl in materia di contrasto dei delitti informatici e del trattamento illecito di dati.

La Affari Esteri e Difesa dibatterà sulla Ratifica Risoluzione A 32/1152 concernente gli Emendamenti alla Convenzione istitutiva dell’Organizzazione marittima internazionale (IMO), sulla Ratifica Protocollo Convenzione (OIL) n. 29 sul lavoro forzato e obbligatori e sulla Ratifica Protocollo su acqua e salute della Convenzione sulla protezione e l’utilizzazione dei corsi d’acqua transfrontalieri e dei laghi internazionali. A seguire, si confronterà sullo schema di DM di approvazione del programma pluriennale di A/R n. SMD 29/2025, denominato “Aeromobili a pilotaggio remoto (APR)” relativo al potenziamento delle capacità di sorveglianza, esplorazione ed acquisizione informativa delle varie componenti dell’Esercito italiano, sullo schema di DM di approvazione del programma pluriennale di A/R n. SMD 30/2025, denominato “Rinnovamento SHORAD GRIFO su missile CAMM-ER”, relativo all’acquisizione di sistemi di difesa aerea a corto/medio raggio dell’Esercito italiano e sullo schema di DM di approvazione del programma pluriennale di A/R n. SMD 31/2025, denominato “Sistema d’arma controcarro a corta gittata per le unità operative dell’Esercito italiano”.

La Politiche dell’Ue esaminerà la Relazione programmatica sulla partecipazione dell’Italia all’Unione europea per l’anno 2025, inizierà l’esame della Legge di delegazione europea 2025 ed esaminerà la Relazione consuntiva sulla partecipazione dell’Italia all’Unione europea – anno 2024. A seguire, si confronterà sulla proposta di Regolamento Ue sulla sicurezza, resilienza e sostenibilità delle attività spaziali nell’Unione, sulla proposta di Regolamento Ue sul programma per il mercato unico e le dogane 2028-2034 e sulla proposta di Regolamento Ue sulla riserva stabilizzatrice del mercato per edilizia e trasporto stradale. Infine, dibatterà sull’affare assegnato relativo agli aspetti istituzionali della strategia commerciale dell’Unione europea.

La Bilancio proseguirà l’esame dello schema di decreto legislativo recante disposizioni in materia di tributi regionali e locali e di federalismo fiscale regionale e dibatterà sulla proposta di Regolamento Ue su atti e proposte normative relativi al quadro finanziario pluriennale per il periodo 2028-2034 (QFP). 

La Ambiente si confronterà sul ddl per la conversione in legge del decreto-legge 21 novembre 2025, n. 175, recante misure urgenti in materia di Piano Transizione 5.0 e di produzione di energia da fonti rinnovabili e sul ddl per la valorizzazione della risorsa mare.

La Attività Produttive si confronterà sul decreto-legge per la continuità operativa degli stabilimenti ex ILVA, sul ddl di delega al Governo per il Registro delle imprese di acconciatura e sull’affare assegnato relativo alle aree di crisi industriale complessa. A seguire, dibatterà sullo schema di Dlgs relativo all’assicurazione della responsabilità civile degli autoveicoli e sulla proposta di Regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio europeo sull’attuazione della clausola di salvaguardia bilaterale dell’accordo di partenariato UE-Mercosur. Successivamente discuterà sul ddl relativo all’introduzione di misure di contrasto al bracconaggio ittico, sul ddl per l’introduzione della disciplina dell’attività di acconciatore ed estetista e sul ddl per l’introduzione della rete delle Città madri del made in Italy. Infine, esaminerà il ddl per la produzione e la vendita del pane, il ddl per l’introduzione del registro nazionale dei pizzaioli professionisti e il ddl per la riduzione dello spreco alimentare.

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