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La Giornata Parlamentare. Meloni su guerra in Iran e crisi del diritto internazionale. Stoccata sul referendum

Giorgia Meloni, Iran, Guerra, Trump

Giorgia Meloni, Iran, Guerra, Trump

La Meloni parla della crisi in Iran e teme per crisi del diritto internazionale

Un conflitto che è stato deciso “senza il coinvolgimento dei partner europei” ma che sul suolo del Vecchio continente ci è già arrivato, come dimostra il drone che ha colpito nella notte la base della Royal Air Force a Cipro. A sera, a più di 48 ore dall’attacco e dopo una giornata in cui le opposizioni hanno invocato a gran voce un suo intervento in Parlamento, Giorgia Meloni, decide di parlare della “preoccupante” situazione che si è creata in Iran e nell’area del Golfo dopo la decisione di Usa e Israele di attaccare Teheran. Pochi minuti per dire che il governo ha messo tra le sue priorità il rientro degli italiani rimasti bloccati, ma anche per dare una lettura del contesto con quella dose di equilibrismo ormai costante in politica internazionale, soprattutto quando di mezzo c’è l’America di Donald Trump. E così, oltre all’ammissione di un certo stupore per la mancata condivisione con i Paesi europei da parte dello storico alleato, la presidente del Consiglio esprime più in generale i suoi timori per la “crisi del diritto internazionale”. 

Una crisi per la quale, tuttavia, non indica esplicitamente corresponsabilità americane ma che considera “figlia” dell’attacco della Russia all’Ucraina e di quella “stagione di caos” diventata “inevitabile” dopo che “un membro del Consiglio di sicurezza delle Nazioni unite ha deliberatamente attaccato un suo vicino”. La premier concorda sul fatto che “non possiamo permetterci che l’attuale regime iraniano abbia missili a lungo raggio con testate atomiche” e che, nonostante gli sforzi a cui ha partecipato anche l’Italia, il tentativo di un accordo sul nucleare di Teheran “ha fallito”. Ma dopo l’attacco di Usa-Israele, osserva, “l’obiettivo è ovviamente che la crisi non dilaghi” sebbene nulla può andare meglio “se l’Iran non ferma i suoi attacchi nei confronti dei paesi del Golfo che sono totalmente ingiustificati”. L’estensione del conflitto a quell’area così strategica per i fragili equilibri del MO ha colto di sorpresa le cancellerie europee e, ovviamente anche l’Italia. D’altra parte, dice Meloni, “sarebbe stupido ritenere che quello che accade anche lontano dai nostri confini non ci coinvolga”. 

I timori, sono quelli di una guerra dalla durata più lunga di quanto non si fosse temuto all’inizio, ma anche di trovarsi impreparati di fronte a attacchi che dovessero tornare a toccare il suolo europeo. Lo dicono, praticamente in chiaro, il ministro degli Esteri e quello della Difesa, ascoltati ieri nelle commissioni Esteri di Camera e Senato e protagonisti anche di serrati botta e risposta con le opposizioni, schierate in audizione con quasi tutti i loro leader: Elly SchleinGiuseppe ConteNicola Fratoianni e Angelo Bonelli. La crisi in Iran potrebbe essere lunga, durare “giorni, forse settimane”, apre scenari “finora mai considerati” e “incide direttamente sulla nostra sicurezza nazionale”, hanno spiegato Antonio Tajani e Guido Crosetto. Siamo, ha detto quest’ultimo, in una fase in cui “la possibilità di azioni che giudichiamo folli è superiore alla nostra capacità di immaginazione”. 

Toccato anche il tema del sostegno di tipo militare che potrebbe essere richiesto. “Abbiamo ricevuto richieste di aiuto logistico e di forniture di materiali da parte dei Paesi del Golfo, che coincidono anche con la protezione dei nostri militari presenti nell’area”, ha detto Tajani. Proprio su questo prossimamente tornerà a riferire Guido Crosetto che durante l’audizione è stato bersagliato soprattutto per la sua presenza a Dubai nelle ore in cui era già esploso il conflitto. A sera arriva anche il sostegno di Giorgia Meloni che, però, somiglia tanto a una mera difesa d’ufficio. “Non ha mai smesso di fare il suo lavoro”, si è limitata a dire la premier. Ci sono poi due immediate conseguenze della crisi di cui il governo si è dovuto occupare: il rischio di attacchi terroristici (ieri al Viminale Piantedosi ha riunito il Comitato per l’ordine e la sicurezza) e il costo dell’energia e delle materie prime già schizzato a seguito della chiusura dello Stretto di Hormuz. 

Crosetto si difende: avrò sbagliato a restare a Dubai ma lì c’erano i miei figli

Nessun segreto sulla sua presenza a Dubai, anzi. A sentire Guido Crosetto l’errore semmai è stato quello di voler restare lì: “forse ho sbagliato, chiedo scusa, ma c’erano i miei due figli e volevo restare con loro”. Il ministro della Difesa lo ripete più volte nelle oltre due ore di audizione nelle commissioni riunite di Camera e Senato, dopo l’attacco di Usa ed Israele all’Iran. Parallelamente all’escalation militare a Teheran a tenere banco in Italia è stata proprio la presenza del ministro della Difesa a Dubai, notizia al centro degli attacchi dell’opposizione. Nessun blocco dovuto ai bombardamenti, mette in chiaro Crosetto di fronte alla richiesta di chiarimenti sulla sua presenza negli Emirati. Notizia che avrebbe sorpreso anche la premier Giorgia Meloni. Il titolare della Difesa prova a fare ordine chiarendo di aver “valutato, e neanche da solo”, di partire per Dubai per raggiungere la sua famiglia e intervallare qualche giorno di vacanza con incontri istituzionali senza gravare sulle casse dello Sato: “Sono partito a livello privato e ho fatto le cose che dovevo fare a livello istituzionale. L’ho reso pubblico io che ero lì”, dice Crosetto che poi precisa “restare bloccato è stata una mia scelta”. Il ministro racconta poi di aver dormito in un bunker e di aver passato la giornata successiva a rassicurare gli italiani presenti lì. 

“Una volta fatto quello che mi sentivo di fare cioè portare con un pulmino privato i miei figli a Mascate, me ne sono tornato con un aereo e li ho lasciati là”. Nonostante l’aereo con cui ha fatto rientro in Italia fosse mezzo vuoto “non li ho portati perché mi sembrava istituzionalmente sbagliato farlo: rientreranno con le possibilità che hanno tutti gli altri italiani”. Il titolare della Difesa rispedisce al mittente anche l’accusa di essere in vacanza e non occuparsi del suo lavoro: “Faccio il ministro come quando volo all’estero; io all’estero mi collego quotidianamente con il ministero, ho gli strumenti per farlo in modo sicuro, non ho mai perso di vista un soldato italiano, una base, nulla in Italia”. Impossibile poi pensare di prevedere quanto accaduto in Iran: “Nessuno era stato avvertito io ho scritto a tutti i miei colleghi europei e nessuno ne sapeva nulla. Lo dimostra anche il fatto che in Israele era atteso il sottosegretario di Stato americano, Rubio”. La difesa del titolare della Difesa non convince le opposizioni che attaccano.  

Meloni chiama al voto: la giustizia che non funziona riguarda tutti

Nuovo affondo di Giorgia Meloni sul referendum. In un’intervista al Tg5, rivolge un appello diretto ai cittadini spiegando perché dovrebbero recarsi alle urne. “Il tema riguarda gli italiani, tutti, ogni giorno, perché i giudici decidono su moltissime cose: immigrazione, sicurezza, lavoro, salute, libertà dei cittadini, lavoro. La giustizia è uno dei tre poteri fondamentali per governare lo Stato. E se non funziona purtroppo ricade su di loro”. La premier torna a correlare la riforma ai temi caldi della legislatura, e non fa a meno di sottolineare i possibili effetti negativi dei malfunzionamenti del sistema giudiziario. Poi, la difesa di una riforma “tanto giusta che i sostenitori del no hanno bisogno di mentire per essere convincenti”. Dopo l’attacco rivolto alle opposizioni, la premier entra nel merito: “è falso che con questa riforma vogliamo sottomettere la giustizia alla politica”. E ancora: “nessun scivolamento verso un meccanismo illiberale, separare le carriere vuol dire rafforzare lo stato di diritto”. Ma il no non resta e attacca. Elly Schlein, da Torino, si schiera “a difesa della Costituzione” e incalza: “la riforma indebolisce l’indipendenza dei magistrati”. Giuseppe Conte attacca: “con la riforma vogliono evitare inchieste sgradite sui politici”. E Avs chiede un incontro all’Agcom sulle “fake news diffuse dalla campagna per il sì”. E la tensione cresce anche tra i comitati. 

Alla Camera

L’Assemblea della Camera tornerà a riunirsi alle 11.00 per la discussione di una interpellanza e diverse interrogazioni. Dalle 14.00 dibatterà sul ddl per la proroga del termine per la revisione della motorizzazione, sulla pdl sulle spoglie mortali e la pdl sulla riduzione dell’orario di lavoro. A seguire discuterà sulle mozioni sulla Strategia nazionale per la parità di genere in occasione della Giornata internazionale della donna e sulle mozioni sul progetto degli Stati Uniti d’Europa.

Per quanto riguarda le Commissioni, la Affari Costituzionali riprenderà l’esame del ddl su Roma Capitale, del ddl sulla tutela delle vittime di reato e della pdl sul contrasto del fondamentalismo religioso. La Giustizia svolgerà audizioni ed esaminerà lo schema di Dlgs sulla tutela penale dell’ambiente, dibatterà sulla pdl sulla protezione dei minori in contesti di criminalità organizzata, sul ddl per la riforma dell’ordinamento forense e sulle pdl sulla pubblicità delle sentenze di assoluzione o proscioglimento. La Difesa con la Affari Sociali esaminerà lo schema di Dlgs sulla revisione della sanità militare. La Bilancio svolgerà audizioni ed esaminerà il DL PNRR. La Cultura svolgerà audizioni ed esaminerà le pdl sul cinema.

La Ambiente svolgerà audizioni sullo schema di Dlgs sul regolamento sul ripristino della natura, svolgerà audizioni sulle pdl sull’istituzione dell’area marina protetta del Golfo di Capo Zafferano e svolgerà audizioni sulla pdl sui consorzi di gestione e tutela del territorio e delle acque irrigue. La Trasporti svolgerà audizioni sull’indagine conoscitiva sul trasporto pubblico locale non di linea. La Lavoro svolgerà audizioni sullo schema di Dlgs sulla parità salariale e retributiva tra uomo e donna. La Affari Sociali esaminerà il ddl sulle professioni sanitarie e la pdl sull’attività svolta dal caregiver familiare. 

Al Senato

L’Assemblea del Senato tornerà a riunirsi alle 16.30 per l’esame del ddl sulla riforma della RAI e del ddl sul contrasto all’antisemitismo.

Per quanto riguarda le Commissioni, la Affari Costituzionali esaminerà i ddl sul contrasto all’antisemitismo ed inizierà la discussione sul DL Sicurezza. Dibatterà sul ddl sulle competenze del Ministero dell’interno, sull’istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta sulle fake news e sui ddl sulla violenza sessuale e il consenso. La Giustiziasvolgerà audizioni e si confronterà sui ddl sul contrasto alla violenza sessuale, sullo schema di Dlgs sulla tutela penale dell’ambiente e sul ddl per le variazioni di reddito per l’ammissione al patrocinio a spese dello Stato. Esaminerà il ddl per la riforma degli ordinamenti professionali e il ddl sulle indagini informatiche. Discuterà sul ddl sulla detenzione domiciliare dei tossicodipendenti e alcoldipendenti e si confronterà sul ddl sull’apologia della criminalità organizzata. Infine, dibatterà sul ddl sui detenuti in aree insulari.

La Affari Esteri e Difesa con la Affari Sociali discuterà sullo schema di Dlgs sulla sanità militare a seguire esaminerà il ddl sulla Giornata della Memoria degli italiani periti nel naufragio del piroscafo britannico Arandora Star, lo schema di Dlgs sulla revisione dello strumento militare nazionale, lo schema di DM sul potenziamento della capacità difensiva nazionale e lo schema di DM per l’acquisto Sistema satellitare ottico. Infine, si confronterà sullo schema di DM sulla cessione a titolo gratuito di Nave Garibaldi a favore della Marina militare della Repubblica d’Indonesia. La Politiche dell’Ue dibatterà sull’affare assegnato relativo agli aspetti istituzionali della strategia commerciale dell’Ue.

La Bilancio esaminerà lo schema di Dlgs sui tributi regionali e locali e di federalismo fiscale regionale e lo schema di Dlgs sul riordino della disciplina degli Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico. La Finanze esaminerà le risoluzioni sul computo delle somme utili per rispettare i limiti al regime fiscale forfettario degli autonomi e sullo sviluppo di infrastrutture europee di pagamento e dell’euro digitale. Infine, dibatterà sullo schema di Dlgs per facilitare l’accesso delle piccole e medie imprese ai capitali. La Cultura svolgerà audizioni sulle condizioni delle Fondazioni lirico-sinfoniche, svolgerà audizioni ed esaminerà il ddl sui giornalisti uccisi e svolgerà audizioni nell’ambito dell’indagine conoscitiva sulla dispersione scolastica. Esaminerà il ddl sul valore culturale della Vespa.

La Ambiente proseguirà l’indagine conoscitiva sullo sviluppo dell’autoproduzione di energia elettrica da fonti rinnovabili e discuterà sulla proposta di nomina dell’avvocato Annalisa Tardino a presidente dell’Autorità di sistema portuale del Mare di Sicilia occidentale. Si confronterà sui ddl sull’istituzione del Parco Nazionale del fiume Ofento, sul ddl sulla valorizzazione della risorsa mare e proseguirà l’indagine conoscitiva sull’inquinamento atmosferico e sulla qualità dell’aria nella Pianura Padana. Dibatterà sullo schema di Dlgs regolamento sul ripristino della natura, sui ddl sulla rigenerazione urbana e sui ddl sulla riforma della RAI.

La Attività Produttive svolgerà audizioni sui requisiti per la sicurezza degli alimenti e dei mangimi ed esaminerà l’affare assegnato sulle aree di crisi industriale complessa. Discuterà sul ddl per la produzione e la vendita del pane, sul ddl sul registro nazionale dei pizzaioli professionisti, sul ddl per la riduzione dello spreco alimentare, sul ddl sull’attività di acconciatore ed estetista e sul ddl per l’introduzione della rete delle Città madri del made in Italy.

La Affari Sociali svolgerà audizioni sullo schema di Dlgs sulla parità salariale e retributiva tra uomo e donna per uno stesso lavoro esaminerà il ddl sull’assistenza sanitaria per i cittadini italiani residenti all’estero, il ddl per il potenziamento della medicina di genere del SSN e i ddl sull’inserimento lavorativo di persone con il disturbo dello spettro autistico. Dibatterà sui ddl sulla salute mentale e sui ddl sulla sostituzione mitocondriale. Infine, dibatterà sullo schema di Dlgs sul riordino della disciplina degli Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico.

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