Mattarella vede Meloni e Crosetto. Il Governo in Parlamento sulla crisi del Golfo
Prima Guido Crosetto, poi Giorgia Meloni: nell’arco di un’ora il Ministro della Difesa e la premier salgono al Quirinaleda Sergio Mattarella, due incontri a quattr’occhi, sugli scenari e le scelte del Governo in una situazione di crisi internazionale delicata. Il tutto avviene in serata, poco dopo il primo contatto diretto tra il governo e Washington dall’inizio del conflitto in Iran, una telefonata fra il ministro degli Esteri Antonio Tajani e il segretario di Stato Marco Rubio. Quanto basta a scatenare ipotesi sul via libera all’uso delle basi in territorio italiano anche se, assicurano fonti di Governo, la richiesta non è stata formulata dagli Usa; sullo sfondo gli aiuti militari richiesti a Roma dai Paesi del Golfo. Oggi la Premier parlerà alle 8.15 in radio, su Rtl 102.5, anche di referendum, tema che rischia di essere offuscato dalle notizie sulla guerra. Poi alle 10.00 sarà alla Camera e alle 16.00 in Senato per supportare le comunicazioni di Antonio Tajani e Guido Crosetto in base alle quali il Governo riceverà un mandato parlamentare per avere l’agibilità necessaria ad affrontare i prossimi sviluppi della crisi.
Gli scenari preoccupano l’esecutivo: si teme un allargamento, soprattutto dopo il missile balistico lanciato da Teheran verso un alleato Nato come la Turchia. Sono “giorni difficili”, ammette la Meloni aprendo nel tardo pomeriggio il suo intervento a un convegno sul lavoro in Africa nella sede di Bankitalia. Poco dopo la premier riceve a Palazzo Chigi il ministro degli Esteri degli Emirati Arabi Uniti, Abdullah bin Zayed Al Nahyan. Meno di un’ora d’incontro, prima di salire al Colle. Lei e Crosetto sono saliti separati, il Ministro a definire il quadro tecnico attuale, i possibili scenari e i rischi per l’Europa. Nessun accenno si sarebbe fatto rispetto alle polemiche sulla sua presenza a Dubai mentre esplodeva il conflitto. La premier invece ha delineato le valutazioni del Governo, anche sulla richiesta di aiuti arrivata da Emirati, Qatar e Kuwait, colpiti dalla reazione militare dell’Iran all’offensiva di Usa e Israele. È uno dei temi su cui si è concentrato il nuovo vertice di Governo convocato in mattinata da Meloni, con i vicepremier Antonio Tajani e Matteo Salvini, Guido Crosetto, il Ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, i sottosegretari Alfredo Mantovano e Giovanbattista Fazzolari, e i vertici dell’Intelligence.
“Quanti fronti aperti possiamo avere senza che saltino i bilanci di famiglie e imprese?”, la domanda lanciata dal vicepremier leghista, che auspica la fine delle sanzioni alla Russia e l’accantonamento del Green Deal. Nel confronto a Palazzo Chigi si sarebbe fatto anche il punto sulle basi militari Usa come Camp Darby e Aviano, su cui servirebbe un’autorizzazione per il sorvolo del territorio italiano prima di azioni di guerra, quelle a gestione comune e quelle Nato sulla penisola. Le scorte di missili balistici iraniani (considerate in fase di assottigliamento), i rischi di terrorismo, gli impatti economici del conflitto sono tra i temi affrontati nelle riunioni di Governo. Sugli aiuti ai Paesi del Golfo dovrebbe focalizzarsi in particolare la risoluzione di maggioranza, delineata dagli Uffici del ministero della Difesa, a sentire fonti parlamentari. Il voto garantirà al Governo l’agibilità politica per affrontare le prossime delicate scelte, a partire dalle forniture militari ai Paesi del Golfo (sistemi anti-droni, munizioni, ed eventualmente un Samp-T), senza la necessità di un decreto-legge ad hoc, ma previa informativa al Copasir. Pd, M5s e Avs lavorano per una risoluzione unitaria delle opposizioni.
Mantovano difende Crosetto e l’intelligence dopo il caso Dubai
Il Ministro Guido Crosetto era a Dubai “in ferie” e l’intelligence “non monitora i viaggi privati dei Ministri”. La puntualizzazione sulla discussa puntata negli Emirati Arabi del titolare della Difesa alla vigilia dell’attacco all’Iran arriva dal sottosegretario Alfredo Mantovano, Autorità delegata, mentre la polemica politica non si spegne, con l’opposizione che chiede risposte chiare sul caso. Il Ministro, da parte sua, intervistato dal Corriere, smentisce la freddezza della premier Giorgia Meloni nei suoi confronti ed anche chi ha ipotizzato che si trovasse a Dubai per affari: “Vacanze. Punto”. L’affaire ha coinvolto anche l’intelligence: qualcuno si è chiesto infatti se poteva l’Aise non sapere che il Ministro della Difesa fosse a Dubai. Poteva eccome, risponde Mantovano nel corso della presentazione della relazione annuale dell’intelligence: “Crosetto ha detto due giorni fa, non in luogo qualsiasi ma in un’aula del Parlamento, che aveva necessità di concedersi qualche giorno di ferie con la famiglia; per questo ha usato un volo commerciale per andare a Dubai e l’avrebbe usato anche per tornare se non fosse esploso il conflitto. Le agenzie d’intelligence non monitorano i viaggi privati dei Ministri; la legge 124 vieta l’attività di controllo su una serie di persone, tra cui gli esponenti politici. Quello che veramente importa è che l’operatività del Ministro: come subito attestato dalla presidente Meloni, non è mai venuta meno benché fosse fuori dal territorio nazionale”.
A ulteriori domande dei cronisti il sottosegretario non ha risposto. Tra Crosetto e l’intelligence e tra il Ministro e lo stesso sottosegretario non tutto è sempre filato liscio. Era stato lo stesso ministro in passato a riferire nel gennaio del 2024 al procuratore di Perugia Raffaele Cantone di avere rapporti “non particolarmente buoni con l’Aise”. In quel caso Crosetto aveva chiesto di essere ascoltato dal magistrato in seguito a una fuga di notizie che lo aveva riguardato e di cui aveva chiesto conto allo stesso Mantovano, oltre che al direttore dell’agenzia Giovanni Caravelli. Altri punti di frizione potrebbero riguardare la riforma delle forze armate, che il titolare della Difesa ha messo in cantiere. Ma l’Autorità delegata responsabile dell’intelligence nega dissapori: “Da tre anni e mezzo i dossier riguardanti la sicurezza e la difesa, come possono attestare tutti i Ministri, sono trattati dal Governo con piena e totale intesa tra coloro che hanno competenza in materia”. La storia di Dubai continua però a non convincere l’opposizione, mentre Il Domaniscrive che in realtà il Ministro era negli Emirati già dal 20 febbraio, una settimana prima di quanto annunciato. Un segno che le polemiche politiche ancora segnano il dibattito pubblico.
Rallenta la corsa della legge elettorale. Ora priorità al referendum
L’obiettivo è di entrare nel vivo solo dopo il voto sulla riforma della giustizia del 22 e 23 marzo. La partita sulla legge elettorale torna a intrecciarsi con quella referendaria e la corsa rallenta un po’. Del resto, una volta presentato in Parlamento l’articolato, ora è il momento dell’approfondimento per tutti i partiti. Dopo FdI con Giovanni Donzelli che ha illustrato la riforma ai deputati ieri a Montecitorio, tocca ai gruppi della Lega riuniti con il ministro Roberto Calderoli e lo sherpa Andrea Paganella: i leghisti, sulla carta, restano i più freddi sulla modifica del sistema di voto, tanto che, a microfoni spenti, accettano di ragionare su possibili modifiche: dal ballottaggio all’ampiezza del premio di maggioranza. Quel che sembra certo è che i ritocchi saranno messi in conto nel corso dell’esame parlamentare con FdI, ad esempio, che proverà a riproporre le preferenze sulle quali, però, permane la freddezza leghista. Si entrerà nel vivo, ad ogni modo, dopo il voto referendario.
“Vedremo i lavori in Commissione” spiega Donzelli, “noi l’abbiamo depositata quando eravamo pronti a depositarla, leggo che l’opposizione dice che finché c’è il referendum non ne parlano, noi cerchiamo il dialogo con le opposizioni, vedremo”. Al momento la Commissione Affari Costituzionali non ha incardinato il testo che le è stato assegnato e il presidente Nazario Pagano nella riunione dell’Ufficio di presidenza di ieri ha riferito che farà una sua proposta in una delle prossime riunioni. Si procede dunque ma senza fretta in attesa anche dell’esito della consultazione popolare di fine marzo, sulla quale, tra l’altro, pesano nuovi timori nella maggioranza legati anche al fatto che la copertura dei media è in questo momento tutta concentrata sulle guerre e diventa dunque complicato trovare spazi per parlare delle ragioni del SI’ alla riforma. I sondaggi, tra l’altro, continuano a dare una distanza piuttosto ravvicinata tra le due opzioni.
Vannacci punta al decreto sicurezza e lancia la costituente di Futuro Nazionale
Per lo sbarco a Roma, Roberto Vannacci ha messo insieme un pacchetto di emendamenti al decreto sicurezza; li presenteranno alla Camera i deputati del suo neonato partito, Futuro Nazionale: Rossano Sasso, Edoardo Ziello ed Emanuele Pozzolo. Il modello del generale è quello della “Tolleranza zero” dell’ex sindaco di New York Rudy Giuliani: “Vi do l’indirizzo politico di Futuro Nazionale: quello che vorremmo ottenere con la nostra attività è il ritorno al Belpaese”. L’approdo nella Capitale, per la prima volta dalla nascita del nuovo partito, è stato in un albergo in centro, per una conferenza stampa; il tema, la sicurezza. Per prime vengono le Forze dell’ordine: Vannacci ha chiesto che possano avere mani più libere nell’uso delle armi e che non vengano sottoposte a indagini quando, qualsiasi cosa accada, ci sia la “manifesta evidenza” che stavano operando secondo le regole. “Una tutela sostanziale” hanno spiegato Sasso, Ziello e Pozzolo “per i reati colposi di omicidio e lesioni commessi nell’esercizio di funzioni di ordine e sicurezza pubblica. Uno scudo penale per chi difende la sicurezza dei cittadini, nel rispetto della legge”. Ma ce n’è anche per le persone comuni: “La proporzione della legittima difesa” ha spiegato Vannacci “va valutata in base al turbamento e alla percezione del pericolo da parte di chi subisce il danno”.
Ogni emendamento ha una frase a effetto. “Altolà, fermo o sparo, ripetuto due volte, poi sparo in alto, poi al bersaglio. Questo mi hanno insegnato quando facevo il militare e questo deve valere per le forze dell’ordine. L’uso delle armi da parte delle forze dell’ordine non può essere parametrato alla proporzionalità della legittima difesa. Sono due concetti diversi, non può esserci la proporzionalità fra poliziotto e criminale. Non è un gioco alla pari”. E per chi non porti la divisa lo slogan è: “Se entri in casa mia mi difendo e chi si difende ha sempre ragione”. Lo scudo penale per agenti e militari è “come quello dei medici durante la pandemia: se faccio il mio dovere, se seguo la procedura, non posso essere indagato e non posso essere punito”. Nel caso poi si vada a processo, le spese legali le paga lo Stato, salvo che alla fine ci sia una condanna.
Da generale, Vannacci ha qualcosa da dire sull’uso dei militari: “A Rogoredo, le squadre di paracadutisti possono intervenire per rastrellare l’area, bonificandola: questo è l’impiego corretto”, ma i blindati “che ho visto alla stazione Termini non servono a nulla, solo a far ridere gli stranieri che fanno le fotografie al piantone”. La conferenza stampa è stata anche un’occasione per mandare qualche messaggio al centrodestra. Per il 2026 ci sarà una tregua: “Futuro nazionale esiste da un mese a fine giugno ci sarà l’assemblea costituente; quindi, per tutto il 2026 il simbolo non sarà usato alle amministrative, contiamo di usarlo dal 2027. Per il 2027 vedremo. Siamo interlocutori del centrodestra, poi le valutazioni si faranno a ridosso delle elezioni”. Poi, una digressione sullo scenario internazionale, con domanda velenosa e risposta in linea: “A noi italiani la rimozione dei dittatori non ha mai portato bene”, ha detto Vannacci. Anche i dittatori italiani? “Mi riferisco agli ultimi 50 anni e comunque” quelli italiani “non li abbiamo deposti noi”.
Alla Camera
Dopo che ieri è stata approvata la mozione di maggioranza sulla Strategia nazionale per la parità di genere in occasione della Giornata internazionale della donna, nella giornata di oggi l’Assemblea della Camera tornerà a riunirsi alle 10.00 per ascoltare le comunicazioni del Vicepresidente del Consiglio e Ministro degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale, Antonio Tajani, e del Ministro della Difesa Guido Crosetto in merito alla richiesta di aiuti dai Paesi del Golfo.
Per quanto riguarda le Commissioni, la Affari Costituzionali dibatterà sullo schema di Dlgs sulla parità di trattamento e delle pari opportunità tra donne e uomini in materia di occupazione e impiego. Tutte le altre Commissioni, invece, torneranno a riunirsi la settimana prossima.
Al Senato
Dopo che ieri ha approvato, in prima lettura, il ddl sul contrasto all’antisemitismo e la proposta d’istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta sulla diffusione intenzionale e massiva di informazioni false attraverso la rete internet e sul diritto all’informazione e alla libera formazione dell’opinione pubblica, nella giornata oggi l’Assemblea del Senato tornerà a riunirsi alle 10.00 per l’esame dei ddl in materia di cessione di territori del demanio marittimo al comune di Praia a Mare.
A seguire svolgerà le interrogazioni e alle 15.00 le interrogazioni a risposta immediata (question time). Al termine sono previste le comunicazioni del Vicepresidente del Consiglio e Ministro degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale Antonio Tajani e del Ministro della Difesa Guido Crosetto in merito alla richiesta di aiuti dai Paesi del Golfo.
Per quanto riguarda le Commissioni, la Giustizia svolgerà audizioni sui ddl sulla crisi da sovraindebitamento. La Bilancio esaminerà lo schema di Dlgs sui tributi regionali e locali e di federalismo fiscale regionale e lo schema di Dlgs sul riordino della disciplina degli Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico. La Affari Sociali esaminerà il ddl per il potenziamento della medicina di genere del SSN e i ddl sull’inserimento lavorativo di persone con il disturbo dello spettro autistico. Dibatterà sui ddl sulla salute mentale e sui ddl sulla sostituzione mitocondriale. Infine, dibatterà sullo schema di Dlgs sul riordino della disciplina degli Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico e sul ddl relativo alla delega in materia farmaceutica. Tutte le altre Commissioni, invece, torneranno a riunirsi la settimana prossima.
