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La Giornata Parlamentare del 2 novembre 2023: il Senato ha avviato l’esame della legge di bilancio, Pd e M5S pronti a dare battaglia sulla manovra

Senato

Il Senato ha avviato l’esame della legge di bilancio

La legge di bilancio 2024 ha iniziato il suo iter al Senato. Nelle intenzioni della maggioranza l’iter sarà serratissimo. Martedì è stata assegnata alla Commissione Bilancio, entro venerdì 10 novembre le altre Commissioni dovranno inviare i rispettivi pareri. Fino martedì 14 novembre ci saranno le consuete audizioni, successivamente verrà fissato il termine per la presentazione degli emendamenti. A seguire ci sarà una veloce discussione delle proposte di modifica e poi l’Aula. Martedì, intanto, dopo che il testo è stato inviato alle camere, al Senato c’è stato il primo passaggio tecnico che ha riguardato gli stralci dal testo e ha eliminato tre norme: donazioni, banca dati contro il riciclaggio e centrale di committenza e stazione unica appaltante sisma 2016.

La manovra, dal valore di circa 24 miliardi, punta soprattutto alla conferma per il 2024 della riduzione delle tasse per i redditi medio bassi tramite il taglio del cuneo fiscale e contributivo, in due fasce, per lasciare in busta paga circa 100 euro in più al mese ai lavoratori dipendenti. Previsto anche l’avvio del rinnovo dei contratti della Pa, con 3 miliardi di euro che secondo le simulazioni porteranno a stipendi maggiorati del 5,8% il prossimo anno. Sulle pensioni resta quota 103, ovvero almeno 62 anni di età e 41 di contributi, ma con un sistema di penalità sull’assegno. Nel 2024, stima la relazione tecnica della manovra, il provvedimento potrebbe riguardare 17mila persone. Lunedì la maggioranza ha trovato un’intesa dopo giorni di discussione sulla cedolare secca per gli affitti brevi, che salirà dal 21 al 26% solo per chi ha più di un immobile in locazione. Tra le novità introdotte dal testo 10 milioni di euro tra 2024 e 2025 a sostegno del progetto per realizzare il percorso Erasmus in Italia per gli studenti universitari italiani. 

La legge di bilancio sarà finanziata per buona parte in deficit (15,7 miliardi). Poi ci sono le revisioni della spesa pubblica. Gli enti locali concorreranno per 600 milioni di euro l’anno dal 2024 al 2028. Poi c’è la spending review nei ministeri. Nel 2024 la riduzione delle dotazioni finanziarie per i ministeri supera gli 821 milioni di euro. L’importo andrà a salire fino a toccare circa 900 milioni nel 2026, per un totale di circa 2,5 mld di tagli nel triennio. 

Al Senato Pd e M5S sono pronti a dare battaglia sulla manovra

Le opposizioni si preparano per la battaglia in Parlamento sulla manovra. E proprio in vista della battaglia in Senato i Dem lanciano “operazioni parlamentari di coordinamento con le altre opposizioni”, come dice il capogruppo del Pd a Palazzo Madama Francesco Boccia. Una proposta che, per il momento, vede i pentastellati non ancora del tutto convinti. C’è ancora un po’ di spazio, in ogni caso, prima del termine per le proposte di modifica per individuare eventuali temi su cui dialogare e trovare intese. Intanto i due leader saranno insieme alla manifestazione organizzata dal Pd per l’11 novembre. Nel frattempo, con l’arrivo della manovra sono partite a Palazzo Madama le contro-audizioni del Pd con una platea che va dai sindacalisti ex-Ilva agli studenti che protestano in tenda contro il caro-affitti. Una delegazione del M5S ha incontrato il viceministro Maurizio Leo sulla questione dello stop alle agevolazioni per il rientro dei cervelli. Sono binari paralleli quelli di una maggioranza orientata su zero-modifiche e un’opposizione pronta a discutere ogni singolo emendamento. 

“Il regolamento prevede che tutti possano presentare emendamenti, nessuno ha mai ipotizzato di limitarne il diritto dell’opposizione”, rassicura il presidente Ignazio La Russa. E il centrosinistra fa sapere che ci proverà fino in fondo. I numeri in commissione Bilancio, del resto, sono risicati: 12 a 10 per la maggioranza se si conta anche il voto del presidente Nicola Calandrini. L’opposizione punta, dunque, a stanare il centrodestra. Compresa Iv, che nei giorni scorsi si è appellata al presidente della Repubblica Sergio Mattarella contro le violazioni della Costituzione che sarebbero contenute nella manovra. Da capire anche come si comporteranno i vari partiti della maggioranza di fronte a possibili emendamenti condivisibili messi a punto dall’opposizione, che ha già più volte fatto sapere di essere disponibile a dare ospitalità a proposte della coalizione di governo. Anche per questo non è escluso che si arrivi a un emendamento, magari del realtore, che possa recepire una serie di modifiche di maggioranza e opposizioni al testo. 

Giorgetti: massima la cautela sulla manovra e sul debito 

Il debito pubblico è il nostro tallone d’Achille e non va sottovalutato. Ecco perché la “cautela” e le “scelte dolorose” rappresentano questa manovra. Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti conferma la linea della prudenza. E per giustificare, davanti al fuoco di fila delle opposizioni e dei sindacati, ribadisce che “Più debito significa più spesa per interessi e risorse sottratte al sostengo delle famiglie e delle imprese”, è l’equazione su cui Giorgetti richiama la politica e le istituzioni alla giornata del Risparmio, sottolineando che il tema non va “sottovalutato”. In più anche il negoziato con l’Ue, dove si discute delle nuove regole del Patto di stabilità, ha condizionato l’approccio del governo nel definire la manovra. Il governo ha dovuto “scremare” le diverse istanze: “non è stato facile” e alla fine si è deciso di “privilegiare il sostegno ai ceti meno abbienti”. 

Il sistema economico italiano, comunque, nonostante le difficoltà, “è riuscito a reggere” e se riusciremo ad evitare il rischio di una recessione globale, potremo “ridurre progressivamente il peso del debito”. La manovra è blindata ma è già chiaro che qualcosa da aggiustare ci sarà. A partire dal tetto sul tax credit, che comprare nella relazione illustrativa, ma non nel testo: è “un mero errore di trascrizione”, dice la sottosegretaria alla Cultura Lucia Borgonzoni, assicurando che il tetto ci sarà. Dal testo è sparito anche lo stipendio per i giudici onorari anche se sono arrivate le rassicurazioni del sottosegretario alla giustizia Andrea Delmastro

La finta telefonata alla Meloni agita Palazzo Chigi

La telefonata di un fantomatico leader africano ha messo in imbarazzo il governo: due comici russi sono riusciti ad aggirare i controlli di Palazzo Chigi e a parlare con Giorgia Meloni. La premier ha così intrattenuto una lunga conversazione con quello che pensava essere il presidente della commissione dell’Unione africana, confrontandosi anche sull’Ucraina: “C’è molta stanchezza da tutte le parti”, gli ha detto. Per poi scoprire di essere stata vittima di un raggiro orchestrato dal duo Vovan e Lexus. La coppia non è nuova a questo tipo di giochetti: spacciandosi via via per Putin, Zelensky o Macron, ha imbrogliato dall’ex cancelliera tedesca Angela Merkel al presidente turco Recep Tayyip Erdogan, dal premier spagnolo Pedro Sanchez al presidente della Fed Jerome Powell

“L’ufficio del Consigliere diplomatico del presidente del Consiglio dei ministri si rammarica per essere stato tratto in inganno da un impostore”, ha dovuto ammettere Palazzo Chigi. “Nonostante il tentativo di farle dire frasi scomode Meloni ha invece ribadito nella sostanza le posizioni assunte dal Governo. Il presidente del Consiglio, nonostante le provocazioni, ha confermato il pieno sostegno all’Ucraina e le politiche italiane di contrasto all’immigrazione illegale”. Ma in ballo non c’è solo la trasparenza politica. C’è un tema di sicurezza. Lo scherzo potrebbe non essere innocente, ha fatto notare il presidente del Copasir, Lorenzo Guerini (Pd): circostanze simili “possono essere considerate, tra le diverse ipotesi, anche come attività con fini malevoli”. 

Alla Camera

Dopo che martedì ha approvato in prima lettura il decreto in materia di politiche di coesione, per il rilancio dell’economia nelle aree del Mezzogiorno del Paese, nonché in materia di immigrazione, nella giornata di oggi l’Assemblea della Camera non si riunirà. I lavori dell’Aula di palazzo Montecitorio riprenderanno lunedì prossimo alle 10.00 con la discussione generale della pdl sul divieto di produzione e di immissione sul mercato di alimenti e mangimi costituiti, isolati o prodotti a partire da colture cellulari o di tessuti derivanti da animali vertebrati della pdl sulla prescrizione e il decreto per il contrasto al disagio giovanile, alla povertà educativa e alla criminalità minorile. Per quanto riguarda le Commissioni, oggi si riunirà solamente la Attività Produttive per svolgere delle audizioni e proseguire il confronto sul disegno di legge per la valorizzazione, la promozione e la tutela del made in Italy. Tutte le altre commissioni riprenderanno i propri lavori la prossima settimana.

Al Senato

Dopo che martedì ci sono state le comunicazioni del Presidente Ignazio La Russa sulla programmazione dei lavori in relazione alla discussione della legge di bilancio, l’Assemblea del Senato tornerà a riunirsi martedì della settimana prossima per esaminare l’interpellanza sulla situazione degli impianti siderurgici ex ILVA, il ddl per l’istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta sulla gestione dell’emergenza sanitaria causata dalla diffusione epidemica del virus SARS-CoV-2 e sulle misure adottate per prevenire e affrontare l’emergenza epidemiologica, il ddl per l’istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta sulla scomparsa di Emanuela Orlandi e di Mirella Gregori, il decreto proroga di termini normativi e versamenti fiscali, il decreto mezzogiorno, la legge annuale per il mercato e la concorrenza 2022 e il ddl sulle associazioni professionali a carattere sindacale tra militari. Per quanto riguarda le Commissioni, la Esteri e Difesa, assieme alla Politiche dell’Ue, ascolteranno il Ministro degli affari esteri dell’India Subrahmanyam Jaishankar sulle prospettive del partenariato strategico tra India, Italia e Unione europea. Tutte le altre commissioni riprenderanno i propri lavori la prossima settimana.

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