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L’Ue fa muro sul Board di Gaza e si ricompatta sulla Groenlandia
Quasi cinque ore di dibattito in formato ristretto, sul tavolo le relazioni transatlantiche con la nuova, a dir poco imprevedibile, politica di Donald Trump. È stato un Consiglio europeo atipico. Una lunga cena di lavoro, alla fine della quale l’Ue ha ribadito tutta la sua distanza dal tycoon ma senza chiudere. Sul Board di Gaza il presidente del Consiglio Ue Antonio Costa, nelle sue conclusioni orali, ha rimarcato “i seri dubbi” suoi e di diversi leader. L’unità mostrata dall’Ue sta crescendo ma non racchiude certo tutte le capitali: il Board di Gaza è stato firmato da Ungheria e Bulgaria, è stato rifiutato nettamente dalla Spagna, mentre altri Paesi hanno preso tempo, tra questi anche l’Italia. Tornando da Davos, Trump ci ha voluto mettere ancora una volta lo zampino. “Giorgia Meloni e Karol Nawrocki mi hanno detto che vogliono unirsi, ma prima devono espletare le formalità necessarie”.
Alle sue parole, Palazzo Chigi non ha voluto replicare anche se non si possono escludere contatti tra Roma e Washington nelle ultime ore. Di certo, le affermazioni del tycoon sono destinate a far rumore, soprattutto in Italia, dove nelle scorse ore era emerso con chiarezza che, con l’attuale statuto, il Consiglio di Pace per Gaza andrebbe a confliggere con l’articolo 11 della Costituzione. A Bruxelles, a destare preoccupazione sono “diversi elementi dello statuto” del board, che riguardano il perimetro delle competenze, l’assetto di governance e la compatibilità con la Carta delle Nazioni Unite, dubbi che non escludono, tuttavia, una disponibilità a “collaborare” con l’Amministrazione Trump “nell’attuazione di un piano di pace globale per Gaza”, a condizione che esso operi come amministrazione transitoria nel pieno rispetto della risoluzione 2803 dell’Onu.
Al suo rientro negli Stati Uniti, Trump si è soffermato nuovamente sui temi a lui cari in questi: dalla Groenlandia all’Europa, non lesinando attacchi. A Bruxelles, ormai, sembrano quasi consapevoli che andrà avanti così fino al Midterm. Dialogo e fermezza, senza alimentare ulteriori escalation, è la strategia che Commissione e Consiglio Ue vogliono mantenere, senza reazioni impulsive, ma con ritorsioni credibili sempre sul tavolo. Su alcuni punti, come la sovranità della Groenlandia, c’è una linea rossa che per l’Europa non va valicata, su altri, come la sicurezza dell’Artico, c’è la disponibilità a lavorare con Washington. Al vertice si è parlato anche di autonomia strategica, destino ineluttabile ormai sia per Ursula von der Leyen sia per Antonio Costa. I vertici comunitari saranno martedì 27 in India per un accordo commerciale che si preannuncia cruciale. Invece, sul Mercosur l’impressione è che né la maggioranza dei governi né Palazzo Berlaymont vogliano aspettare la Corte di Giustizia Ue.
C’è grande attesa per il vertice di oggi a Roma tra Meloni e Merz
A due anni dal vertice di Berlino del novembre 2023, il vertice di Roma intende confermare un “salto di qualità” nelle relazioni tra Italia e Germania e la volontà condivisa di investire con continuità in una cooperazione rafforzata. L’ampio coinvolgimento ministeriale e il carattere operativo dei documenti adottati riflettono l’intensità di un dialogo politico che sta contribuendo ad ampliare il ruolo congiunto delle due nazioni anche nel contesto europeo. Il vertice si svolgerà oggi a Roma, presso Villa Doria Pamphilj: i due capi di Governo, Giorgia Meloni e Friedrich Merz, terranno un incontro bilaterale seguito dalla firma di una decina di accordi, tra cui il Protocollo per un piano d’azione sulla cooperazione strategica rafforzata, un’intesa in materia di sicurezza, difesa e resilienza e un documento congiunto sulla competitività, che sarà trasmesso alla Commissione Ue in vista dell’incontro informale del 12 febbraio. A seguire, la sessione plenaria con colazione di lavoro e dichiarazioni alla stampa, e il Forum imprenditoriale presso l’hotel Parco dei Principi, dove i due leader terranno gli interventi conclusivi.
Per l’Italia parteciperanno 11 Ministri, tra cui quello per gli Affari esteri e la Cooperazione internazionale Antonio Tajani, quello delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini, il Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, il Ministro dell’Economia e delle Finanze Giancarlo Giorgetti, il Ministro della Difesa Guido Crosetto, il Ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, il Ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste Francesco Lollobrigida, il Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin, la Ministra del Lavoro e delle Politiche sociali Marina Elvira Calderone, quella dell’Università e della Ricerca Anna Maria Bernini, e il ministro della Cultura Alessandro Giuli. La delegazione tedesca comprenderà, invece, dieci ministri, tra cui quello delle Finanze e vice cancelliere Lars Klingbeil.
Mattarella difende diritto internazionale e il dialogo
“Si avverte il dovere di fare in modo che si eviti che il percorso compiuto dalla comunità internazionale nei decenni che hanno fatto seguito alla Seconda guerra mondiale venga dissolto, venga cancellato. Un percorso che è avanzato con molte lacune e con tanti difetti, ma è stato un percorso che però ha fatto avanzare la comunità internazionale. È un patrimonio da tutelare, un percorso da difendere, anche perché, in definitiva, si tratta di evitare che questo processo susciti una repentina e drammatica inversione verso la barbarie della vita internazionale”. Sergio Mattarella incontra i giovani diplomatici al Quirinale e torna a lanciare un allarme sugli equilibri internazionali messi pericolosamente a rischio dai conflitti e dalle tensioni che si moltiplicano. Mentre in queste ore non lontano dai nostri confini, in Svizzera a Davos, il presidente americano Donald Trump prova a ridefinire i rapporti internazionali tra minacce di dazi e dando vita nuovi organismi come quello del board of peace per Gaza, il Presidente della Repubblica sollecita la nuova generazione di diplomatici ad “avere il coraggio di difendere posizioni di civiltà che il nostro Paese interpreta e manifesta anche contro ostinazioni e posizioni difformi, di difendere il dialogo anche in epoca di contrapposizioni, di affermare i principi del diritto internazionale quando vengono disattesi o ignorati”.
I Sindaci lanciano l’ipotesi di un Patto nazionale per la sicurezza
La sicurezza urbana resta una priorità urgente per i Comuni italiani, ma senza risorse le misure annunciate dal governo rischiano di avere effetti limitati se non nulli. Questo è il sunto del messaggio lanciato dall’Anci: “Abbiamo un problema di risorse legato alla perdita di agenti della Polizia municipale, negli ultimi anni abbiamo perso 12mila unità. Noi chiediamo un piano straordinario con risorse stabili che consentano di rimpiazzare questo personale”. Insomma, per Gaetano Manfredi, urge un piano straordinario e fondi stabili per rimpiazzare il personale e gestire in sicurezza le città. Nel nuovo pacchetto sicurezza, voluto e annunciato dallo stesso leader della Lega Matteo Salvini, presto in Cdm, si prevedono dalla stretta sulle armi da taglio, all’ipotesi di metal detector nelle scuole, ma anche reti educative territoriali che coinvolgono famiglie, scuole e attività sportive, per ridurre la devianza giovanile e rafforzare il legame tra comunità e sicurezza, come confermato da fonti del ministero per la Famiglia, precisando che si tratta di punti a carattere preventivo.
Manfredi proprio ieri aveva ribadito quanto la sicurezza si debba costruire anche su più fronti: recupero e rigenerazione urbana, contrasto alla povertà educativa e inclusione sociale, azioni di prevenzione che rientrano nelle competenze dei sindaci e rappresentano le precondizioni per un’efficace sicurezza urbana. I sindaci sono pronti a dare il loro contributo facendo la proposta al Governo di un nuovo Patto nazionale e chiedono per questo l’istituzione di un Fondo unico destinato a coprire assunzioni, straordinari notturni e videosorveglianza. La proposta è stata presentata durante la Consulta Anci dei comuni capoluogo, coordinata dal sindaco di Vicenza Giacomo Possamai: “Dal 2009 a oggi il personale è sceso da circa 60 mila a 48 mila unità: servono almeno 500 milioni di euro per tornare a quei livelli e garantire risposte reali e misurabili ai cittadini”, ha spiegato.
Il Viminale replica alle polemiche mettendo in chiaro i dati delle forze dell’ordine: “In 10 anni i numeri più alti si sono registrati in questa legislatura con il Governo Meloni: 35.206 nel triennio 2023-2025, dunque una media annua tripla rispetto al 2020, quando si contarono 3.854 immissioni”. Ma il messaggio dei sindaci non lascia spazio a interpretazioni: le risorse e gli organici attuali non sono abbastanza. Per questo il Patto nazionale per la sicurezza su cui lavora l’Anci punta a costruire una strategia condivisa tra Stato e Amministrazioni locali, con l’obiettivo di garantire sicurezza, legalità e qualità della vita.
La Bongiorno cambia il testo sugli stupri. Opposizioni sulle barricate
Scompare la parola “consenso” dal testo e si differenziano le pene per gli atti sessuali compiuti “contro la volontà” della vittima e quelli in cui c’è anche violenza, minaccia o abuso di autorità: scendono a 4-10 anni di reclusione nel primo caso, restano nel range 6-12 anni nel secondo. Sono le principali modifiche al ddl stupri della proposta di modifica avanzata al Senato dalla relatrice e presidente della Commissione giustizia Giulia Bongiorno (Lega) che rivendica: “La norma garantisce il massimo della tutela” delle vittime “in tutte le possibili situazioni, senza tuttavia pregiudicare le dinamiche probatorie tipiche del processo penale e il diritto di difesa dell’imputato”.
È invece un “arretramento gravissimo” rispetto alla proposta approvata all’unanimità dalla Camera secondo le opposizioni, che puntano il dito contro “la rottura di un patto politico” e la cancellazione di un “impegno assunto direttamente dalla Meloni”. Il riferimento è all’accordo raggiunto dalla premier e dalla segretaria del Pd Elly Schlein che diede i natali all’iniziativa legislativa bipartisan contro la violenza di genere. Se nel testo approvato a Montecitorio si parlava della necessità di un “consenso libero e attuale” per un rapporto sessuale (senza il quale scattava il reato di violenza) in quello riformulato la terminologia cambia. Il focus in questo caso è sulla “volontà contraria all’atto sessuale” che “deve essere valutata tenendo conto della situazione e del contesto in cui il fatto è commesso”. Il reato, in ogni caso, si configura anche quando l’atto è commesso “a sorpresa, ovvero approfittando dell’impossibilità della persona stessa, nelle circostanze del caso concreto, di esprimere il proprio dissenso”.
La relatrice difende con convinzione la sua scelta: “Il testo arrivato dalla Camera rischiava di parificare tutte le situazioni e, gravando l’imputato di oneri di documentazione del preventivo e dettagliato consenso della vittima, qualcuno pensava introducesse un’inversione dell’onere della prova”. L’auspicio di Bongiorno è ora di trovare “il consenso di tutte le forze politiche” per approvare “un altro importante tassello normativo nella lotta contro la violenza di genere e il femminicidio” Ma il centrosinistra alza un muro e attacca a testa bassa.
La Lega è pronta per la tre giorni in Abruzzo: “Idee in movimento”
“Una tre giorni all’insegna del confronto, con i temi fondamentali per la vita degli italiani affrontati con il coinvolgimento di personalità della società civile pronte a scambiare opinioni e proposte con ministri, sottosegretari, dirigenti del partito, militanti e giovani leghisti. Sarà questa la vera sfida di Idee in Movimento che, dal 23 al 25 gennaio, a Roccaraso e Rivisondoli”, nell’Aquilano, “attraverso lo slogan la nostra forza sono i territori, vedrà tutti i principali esponenti della Lega impegnati in un programma pensato per far crescere nuove idee e proposte”. La giornata inaugurale del 23 gennaio sarà dedicata ad un confronto riservato con iscritti, militanti e amministratori locali che si terrà presso la Sala Comunale di Roccaraso e, dopo i saluti del sindaco Francesco Di Donato e del segretario regionale della Lega Abruzzo Vincenzo D’Incecco, sarà aperta dagli interventi del sottosegretario e vice segretario federale Claudio Durigon e del segretario federale Matteo Salvini.
Il primo tavolo sarà su Roma e i disastri della gestione Gualtieri. A Rivisondoli, si terranno decine di panel su attualità politica, giustizia, sicurezza, scuola, giovani, diritti civili e tanti altri temi. Si inizierà con la vice direttrice del Tg2 Maria Antonietta Spadorcia che modererà un confronto su “La nostra agricoltura, eccellenza da tutelare”, con particolare attenzione alle ricadute negative del Mercosur mentre su “Le nuove sfide del sociale, tra difesa della famiglia e sostegno alla disabilità”’ sarà la ministra Alessandra Locatelli ad animare il dibattito. A seguire “Referendum sulla Giustizia, un sì che cambia l’Italia” e “Lo sviluppo dell’Italia: Zes e infrastrutture”. Ci sarà poi uno spazio dedicato alle istituzioni, “Dai territori alle istituzioni: il buongoverno come metodo”, con Claudio Durigon che, insieme ad Andrea Paganella, intervisterà Luca Zaia, mentre a seguire il capogruppo alla Camera Riccardo Molinari sarà intervistato dal senatore Roberto Marti sul tema “Dalle autonomie al progetto nazionale”.
Esperti di cronaca e giornalisti si confronteranno con Simonetta Matone su “La lezione di Garlasco, tra errori e ombre, lo spettro della malagiustizia?”, mentre sarà il Ministro Giuseppe Valditara ad animare il confronto su “Giovani: il valore del Merito”. Si proseguirà con uno spazio dedicato al confronto “Tra immigrazione clandestina e fanatismo islamico, l’Europa sotto attacco”, dove insieme alla vicesegretaria Silvia Sardone ci saranno, tra gli altri, Tommaso Cerno, Lucia Borgonzoni e Susanna Ceccardi. “Libertà, valori, radici: quando l’occidente dimentica se stesso”, sarà il panel in cui interverrà il presidente della Camera Lorenzo Fontana, a seguire Federico Freni modererà il dibattito “Tra fine vita, diritti civili e temi etici, opinioni diverse a confronto”, al quale parteciperà Jacopo Coghe di Pro Vita & Famiglia, Francesca Pascale e Roy De Vita. Sarà invece Alberto Bagnai insieme a sindaci e amministratori a intervistare il Ministro Giancarlo Giorgetti sui principali temi economici, mentre Gianluca Cantalamessa modererà il panel “Ombre sull’Italia dossieraggi e complotti”, al quale prenderà parte anche Luca Palamara, Tommaso Cerno e il Generale Mori.
La giornata si concluderà con Armando Siri e “L’Arca delle idee”. Il 25 gennaio inizierà con “Porti d’Italia, motore e futuro del Paese”, con Pasquale Ciacciarelli che modererà il viceministro Edoardo Rixie tanti altri esperti, mentre sarà Nino Germanà a moderare “Ponte degli italiani: lavoro e sviluppo per tutto il Paese”, alla presenza di Alessandro Morelli. Spazio poi alle aspettative e alle preoccupazioni degli italiani, con una relazione del sondaggista Fabrizio Masia, a seguire il Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi parteciperà al confronto con Don Antonio Loffero, Daniela Di Maggio ed altri imprenditori e amministratori della Lega su “Baby gang, degrado e illegalità”. La tre giorni si concluderà, quindi, con l’intervento del segretario federale, vicepremier e ministro delle Infrastrutture e Trasporti Matteo Salvini.
